Svizzera
“Quell’iniziativa mette a rischio la nostra salute”
Immagine Scolari
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7 mesi fa
I contrari all’iniziativa popolare “Sì al divieto degli esperimenti sugli animali e sugli esseri umani” hanno lanciato la loro campagna. In gioco ci sono lo sviluppo di nuovi farmaci, ma anche la loro importazione dall’estero

Un sì all’iniziativa popolare “Sì al divieto degli esperimenti sugli animali e sugli esseri umani” in votazione il prossimo 13 di febbraio metterebbe in pericolo la salute degli esseri umani, rendendo problematico lo sviluppo di nuovi farmaci a causa delle restrizioni alla ricerca.

Fuori dal progresso della medicina
È l’opinione del comitato interpartitico che ha lanciato oggi la campagna contro una proposta definita tra le più radicali degli ultimi anni con conseguenze drastiche per il Paese. Per il comitato, in caso di responso positivo alle urne, la Svizzera sarebbe tagliata fuori dal progresso della medicina umana e veterinaria e il settore della ricerca subirebbe un danno enorme.

Ricerca su animali e sull’uomo necessaria
Il comitato contrario all’iniziativa considera che, se il testo fosse accolto, la Svizzera non sarebbe in grado di sviluppare o importare nuovi farmaci. Tuttavia, la ricerca sugli animali e sugli esseri umani è necessaria per lo sviluppo di nuovi trattamenti contro il cancro o per i vaccini contro il Covid-19. Ciò spiega anche perché in parlamento l’iniziativa non abbia raccolto nemmeno un voto favorevole, né al Consiglio nazionale né agli Stati.

Divieto incondizionato
L’iniziativa popolare “Sì al divieto degli esperimenti sugli animali e sull’uomo - Sì a percorsi di ricerca con impulsi di sicurezza e di progresso” chiede un divieto incondizionato degli esperimenti sugli animali e della ricerca sull’uomo in Svizzera. Inoltre, i nuovi prodotti che sono stati sviluppati utilizzando esperimenti sugli animali non dovrebbero più essere autorizzati ad essere importati.

I sondaggi
Secondo le rilevazioni effettuate la scorsa settimana dalla Ssr e da Tamedia, l’iniziativa va verso la bocciatura alle urne, sebbene essa trovi un sostegno piuttosto ampio nell’elettorato femminile.

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