PS: 4 no e un sì a settembre. Levrat: “Serve solidarietà anche dopo la crisi”
Il presidente del PS, che lascerà la carica a ottobre, vuole che gli aiuti non si fermino con la futura fine della pandemia. Decisa la posizione del partito per i temi delle prossime Federali
di Keystone-ATS
PS: 4 no e un sì a settembre. Levrat: “Serve solidarietà anche dopo la crisi”
Foto Wikimedia Commons

Solidarietà e un forte servizio pubblico per superare le conseguenze della crisi dovuta al nuovo coronavirus. Sono queste le linee guida proposte dal Partito socialista (PS) nel corso dell’assemblea dei delegati - l’ultima per il presidente uscente Christian Levrat - tenutasi oggi online, su Youtube. L’elezione del o della successore avverrà il 17 e 18 ottobre.

La solidarietà dimostrata dal popolo svizzero durante la crisi non deve fermarsi una volta l’emergenza finita, ha sottolineato in apertura il consigliere agli Stati friburghese. “Il servizio pubblico è l’incarnazione di questa solidarietà istituzionale”. Solo lo Stato poteva mobilitare tali risorse nei settori della salute, dell’economia e della sicurezza, ha aggiunto.

Anche la presidente della Confederazione Simonetta Sommaruga ha voluto porre l’accento sull’impegno di uomini e donne durante la pandemia. “Infermieri, venditori, formatori, impiegati postali o negli asili nodo. Lavorano tutti duramente ma guadagnano poco. Ecco perché li difendiamo, per migliori condizioni di lavoro e salari equi”, ha detto la consigliera federale. Dopo il lockdown, secondo la ministra le cose non devono continuare come prima. “Voglio posizionare meglio la Svizzera”, ha rilevato. “Se la crisi ha mostrato qualcosa, è l’importanza del servizio pubblico”.

L’altro consigliere federale socialista, Alain Berset, ha da parte sua posto l’accento sull’importanza di “mostrare maggiore solidarietà nei confronti delle donne che lavorano a tempo parziale, che faticano a sbarcare il lunario e svolgono la maggior parte delle faccende domestiche”. Il ministro dell’interno ha poi ricordato l’operato del governo in ambito sociale, con progetti come la rendita ponte destinata ai disoccupati over 60, la riforma dell’AI e il congedo paternità.

Sì a 13ma rendita AVS
Con 160 voti favorevoli 3 contrari e 3 astensioni il partito ha poi deciso di sostenere l’iniziativa in favore di una 13ma rendita AVS. Secondo la Costituzione, AVS e 2° pilastro dovrebbero consentire di “mantenere il tenore di vita precedente in modo adeguato”. Tuttavia, secondo il PS, con il calo delle rendite e l’aumento del costo della vita, la Svizzera si sta allontanando da questo obiettivo. Le donne sono particolarmente colpite dal problema.

L’iniziativa prevede il versamento di una rendita vecchiaia supplementare dello stesso importo di quella percepita ogni mese. L’importo della tredicesima sarà determinato in base agli anni di contribuzione, al reddito da attività lucrativa e ai bonus per lavori di formazione o di assistenza (come avviene attualmente).

No a iniziativa UDC, no a nuovi aerei
Il PS ha proseguito con le raccomandazioni in vista delle votazioni federali del 27 settembre. Il partito si oppone all’iniziativa UDC “per un’immigrazione moderata (iniziativa per la limitazione)”. Se la libera circolazione dovesse cessare, le misure di accompagnamento cesserebbero automaticamente di essere applicate. Ciò non porterebbe però a una riduzione della migrazione dei lavoratori, ma a un abbassamento dei salari in Svizzera e a un indebolimento dei diritti dei lavoratori, è stato sottolineato.

No anche al credito di 6 miliardi di franchi per l’acquisto di nuovi aerei da combattimento. Secondo il PS, la loro acquisizione è insostenibile a causa delle conseguenze finanziarie della crisi. Inoltre, a detta del partito, i costi di manutenzione di un velivolo per tutta la durata del suo funzionamento sarebbero dell’ordine di 24 miliardi. Il Dipartimento federale della difesa stima la cifra in 18 miliardi.

Un congedo paternità di due settimane, per quanto minimo, è comunque un passo nella giusta direzione per raggiungere una società più egualitaria, secondo i delegati del PS. Gli svizzeri voteranno su un referendum lanciato da un comitato guidato dall’UDC contrario alla misura.

I delegati hanno inoltre respinto quello che definiscono un “regalo fiscale per le famiglie facoltose”, contenuto nella modifica legislativa relativa al trattamento fiscale delle spese per la cura dei figli da parte di terzi. Respinta anche la revisione della legge sulla caccia adottata dalle Camere federali.

Risoluzioni per uscire dalla crisi
I delegati hanno infine adottato una serie risoluzioni, in particolare per uscire dalla crisi facendo leva sulla solidarietà. La prima, approvata all’unanimità, chiede che chi guadagna meno del salario mediano non debba, in caso di lavoro ridotto percepire l’80% dello stipendio, ma il 100% dello stesso.

La seconda, approvata a larga maggioranza, mira a sostenere ed evitare la discriminazione nei confronti degli ultra sessantenni, come è avvenuto durante la pandemia. Secondo il PS, è inaccettabile che a un grande gruppo della società venga negato il diritto all’autodeterminazione per il solo motivo dell’età. I delegati hanno invece respinto di stretta misura una proposta della Gioventù Socialista volta a garantire l’occupazione.

No a raccolta firme remunerata
È stata accolta anche una risoluzione contro la raccolta a pagamento di firme per iniziative e referendum. Da più parti sono state segnalate irregolarità nella raccolta di sottoscrizioni contro il congedo paternità. Queste pratiche minacciano la democrazia diretta e sono il risultato diretto del funzionamento capitalistico del “mercato delle firme”, secondo il PS.

È stata adottata anche la proposta di creare un organo permanente che si batta per le pari opportunità degli omosessuali dentro e fuori dal partito e la condanna di qualsiasi tipo di profilazione razziale.

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