Politica agricola, “servono proposte concrete”
Le organizzazioni ambientaliste, i Verdi e le associazioni a tutela dei consumatori chiedono miglioramenti e interventi concreti per realizzare la strategia di Berna
di keystone-ats/sca
Politica agricola, “servono proposte concrete”
Immagine Cdt/Chiara Zocchetti

Gli agricoltori si dicono soddisfatti del futuro della politica agricola delineato oggi dal consigliere federale Guy Parmelin. Non le organizzazioni ambientaliste, i Verdi e le associazioni a tutela dei consumatori che chiedono miglioramenti, soprattutto proposte concrete per realizzare la strategia governativa.

“Il futuro dell’agricoltura è nella produzione di alta qualità”
Fra i partiti, il PLR ha sostenuto in un tweet che il quadro generale rende chiara una cosa: non possiamo più permetterci il mantenimento di strutture inefficienti. Il futuro dell’agricoltura risiede nella “produzione di alta qualità e in un ambiente liberalizzato e competitivo”.

“Serve un impegno reale e coordinato”
La Fondazione per la protezione dei consumatori (SKS) ha accolto con favore il rapporto del governo. Il Consiglio federale porta ordine e prospettive future in un settore politicamente complesso, si legge in un comunicato. Tuttavia, la direttrice Sara Stalder avverte che senza un impegno reale e coordinato da parte del commercio al dettaglio, della gastronomia e dell'industria alimentare non ci si può attendere un cambiamento a livello di comportamento dei consumatori. Purtroppo, i criteri di sostenibilità a lungo termine svolgono ancora un ruolo marginale nella progettazione dei prodotti. D'altra parte, i prodotti sostenibili hanno spesso prezzi eccessivi e per consumatori non è facile riconoscerli perché non esiste un'etichettatura specifica standardizzata.

“La produzione alimentare indigena va tenuta più in considerazione”
Stando all'Unione svizzera dei contadini (USC), nel complesso il rapporto offre prospettive positive per l'agricoltura svizzera e le famiglie contadine sulla futura direzione della politica del settore primario. Per l'USC, tuttavia, l'aspetto della produzione alimentare indigena sufficiente a livello nazionale deve essere tenuto in maggiore considerazione.

“Serve maggior chiarezza”
L’Agrarallianz/Alliance agraire, che riunisce 19 organizzazioni dei settori dei consumatori, dell’ambiente, del benessere degli animali e dell’agricoltura, chiede dal canto suo maggiore chiarezza. “Come questa visione debba essere messa in pratica rimane purtroppo vago”, scrive in un comunicato. “Con gli sforzi congiunti della politica, della società e degli attori del mercato”, il Consiglio federale deve “apportare miglioramenti”. La protezione del clima deve essere inserita anche nella legge sull’agricoltura, in linea con la strategia climatica della Confederazione.

“Una strategia vaga”
Per le associazioni ambientaliste Greenpeace, WWF, Pro Natura e Bird Life, la “visione” del Consiglio federale va “nella giusta direzione”. Tuttavia, la strategia rimane “vaga”. Purtroppo rimane “del tutto aperto” il modo in cui si possono raggiungere gli obiettivi del governo. In una dichiarazione congiunta, le organizzazioni sostengono che “non è questo il modo di affrontare le pressanti sfide poste dalla crisi del clima e della biodiversità“.

“Serve una rotta chiara da seguire”
I Verdi accolgono con favore “la spinta generale verso un’agricoltura e un settore alimentare sostenibili”, indica un comunicato. La strategia combina assieme la promozione di un’alimentazione sana, la sicurezza sociale in agricoltura e principi di produzione rispettosi dell’ambiente e degli animali. Tuttavia, il parlamento deve “stabilire definitivamente la rotta per il settore agricolo e alimentare del futuro” e non aspettare fino al 2030 come proposto dal Consiglio federale. Sono necessarie insomma “riforme rapide per il clima, l’ambiente e la sicurezza sociale, soprattutto per le contadine”.

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