Poca parità di genere nei media ticinesi
Questa la conclusione dell’ultima edizione dello studio sul tema di Global Media Monitoring Project. Il fenomeno tocca l’intera Svizzera, ma il Ticino sembra spiccare
di Keystone-ATS/daco
Poca parità di genere nei media ticinesi
Immagine © CdT/ Chiara Zocchetti

Le donne sono menzionate molto meno spesso degli uomini negli articoli dei media svizzeri e sono anche meno sollecitate in qualità di esperte: il fenomeno, più evidente nella Svizzera italiana che nelle altre regioni linguistiche, è stato rilevato nell’indagine internazionale sui media Global Media Monitoring Project (GMMP). La ricerca, che si riferisce al 2020, si svolge ogni cinque anni e coinvolge diversi paesi europei e mondiali.

Le donne rappresentano il 28% delle persone menzionate nei media elvetici, ha comunicato oggi la Conferenza svizzera dei delegati alla parità (CSP), responsabile dello studio per la Confederazione. La proporzione è aumentata di tre punti percentuali rispetto all’ultimo sondaggio del 2015. Tuttavia, i media riflettono ancora uno squilibrio di genere.

Affari e politica non sono temi per donne
Le donne sono particolarmente sottorappresentate in ambiti tradizionalmente maschili come gli affari (25%) e la politica (23%). La situazione è un po’ migliore negli articoli su arte e intrattenimento (38%).

Svizzera italiana all’ultimo posto
Ci sono inoltre nette differenze tra le regioni linguistiche: la Svizzera italiana è il fanalino di coda con solo il 21,5% delle donne menzionate nei media. A primeggiare è la Svizzera tedesca dove la proporzione è del 29,1%, seguita dalla Svizzera romanda (27,8%) e della Svizzera romancia (25,7%). A Sud delle Alpi, l’attenzione della CSP si è rivolta esclusivamente al Corriere del Ticino, nelle versioni cartacea e web, a Ticinonline e al portale internet e al radiogiornale delle 08.00 della Rsi.

Differenze importanti tra le testate
Grande disparità si nota anche nei titoli: a dedicare più spazio alle donne sono Blick.ch (49%), 10vor10 (47%), 20 Minutes (45%) e RTS.ch (41%). All’altra estremità della classifica vi sono il Bund (3%) e LeTemps.ch (14%).

Difficilmente rappresentate come esperte
Lo studio mostra anche una ineguaglianza nella ripartizione uomo-donna riguardo alle funzioni professionali: le donne sono solo raramente citate come esperte e commentatrici (20%) mentre sono citate maggiormente in funzione di testimoni oculari (50%).

Redazioni poco femminili
Il 29 settembre 2020, giorno in cui è stata effettuata l’analisi basata su 669 contributi, la percentuale di donne giornaliste nell’insieme dei media considerati (pagine internet, versioni stampate di giornali, trasmissioni radio e televisive così come twitter) provenienti per la prima volta dalle quattro regioni linguistiche era del 39% (+2 punti percentuali dal 2015).
Particolarmente elevata è la proporzione di donne alla televisione e alla radio, dove tuttavia vi assumono più spesso il ruolo di presentatrici (53%) che quello di reporter (35%).

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