Nuove misure: l’opinione dei cantoni
I cantoni sostengono il Consiglio federale ma la metà vorrebbe intervalli più brevi per le aperture. “Evitare effetto yo-yo”
di Keystone-ATS/MMINO
Nuove misure: l’opinione dei cantoni
Foto CdT/Gabriele Putzu

Diversi cantoni hanno già commentato nei giorni scorsi le proposte del governo federale e oggi è toccato alla Conferenza dei direttori cantonali della sanità (CDS) prendere posizione. La decisione del Consiglio federale è attesa per mercoledì. Il governo ha proposto la settimana scorsa di procedere a tappe consentendo di riaprire dal primo marzo negozi, musei, zoo e aree esterne di strutture per il tempo libero e autorizzando gli incontri all’aperto con 15 persone. 14 cantoni aderiscono alla strategia del Consiglio federale, altri 11 e la CDS approvano in parte, mentre un cantone rifiuta in toto le proposte. Molti cantoni affermano che la ristorazione, il turismo e l’industria degli eventi hanno bisogno di più sicurezza nella pianificazione.

Piano condiviso e volontà di un approccio a livello nazionale

I cantoni sostengono il piano di decofinamento a tappe a secondo la situazione epidemiologica. L’obiettivo principale dovrebbe essere quello di mantenere le cifre dell’infezione il più basse possibile in tutto il paese o di ridurle, scrive la CDS. Questo dovrebbe evitare di dover imporre nuove restrizioni. La metà dei cantoni approva una scadenza di quattro settimane fra le varie tappe, l’altra metà e il consiglio della CDS vorrebbero intervalli più brevi, di tre o anche due settimane. La maggioranza dei cantoni sostiene anche un approccio coordinato a livello nazionale, senza differenziazioni cantonali. Le varianti del coronavirus potrebbero cambiare la situazione in breve tempo, scrive la CDS.

Aprire più rapidamente le terrazze

Una stretta maggioranza vuole che le aree esterne dei ristoranti possano riaprire il primo 1° marzo invece che il primo aprile come proposto dal Consiglio federale. Si dovrebbero però applicare condizioni rigorose: tutti gli ospiti dovrebbero essere seduti, sarebbero ammesse solo quattro persone per tavolo, il tracciamento dei contatti dovrebbe essere possibile e, se necessario, si dovrebbe imporre un orario di chiusura. Se la Confederazione decidesse altrimenti, bisognerebbe almeno aprire le terrazze nei comprensori sciistici, come avviene già in alcuni cantoni fra cui Ticino e Grigioni. Diversi cantoni sono favorevoli anche alla riapertura di strutture culturali e ricreative come teatri o cinema con limiti di capacità a partire dal 1° o dal 15 marzo. Alcuni altri vogliono pure aumentare il limite di età per le strutture culturali e sportive fino a 25 anni, invece dei 18 anni proposti dal Consiglio federale.

Applicazione differenziata dei parametri di riferimento

Per la maggior parte dei cantoni, i valori guida definiti per le fasi di apertura sono effettivamente una buona base per decidere le fasi successive. Tuttavia, la CDS ritiene che i valori di riferimento dovrebbero essere applicati in modo differenziato, tenendo conto delle conseguenze economiche e sociali. Dato che più persone vengono vaccinate e si effettuano più test, non è opportuno, agli occhi di diversi cantoni, basarsi sul tasso di infezione, poiché meno persone rischiano di essere ricoverate. Il criterio più importante dovrebbe essere l’occupazione delle unità di terapia intensiva con pazienti Covid 19, affermano.

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