“Nessuna esenzione per chi non può vaccinarsi”
Queste persone, sprovviste di un certificato Covid duraturo, possono fare ricorso a tamponi regolari pagati da Berna. Franco Denti: “La decisione è ragionevole sul piano sanitario”
di Teleticino/daco
“Nessuna esenzione per chi non può vaccinarsi”

C’è chi non vuole vaccinarsi e chi non può. Nel pieno del dibattito legato all’estensione del certificato Covid, c’è una categoria di persone di cui finora si è parlato poco, ovvero coloro che alla vaccinazione non possono avere accesso per motivi medici, quali patologie o allergie ai principi presenti nei vaccini. Solo in Ticino si stima che queste persone siano circa 200.
Categorie che oggi, in Svizzera, vivono in una sorta di “zona grigia”, obbligate a ricorrere ai tamponi per accedere a bar, ristoranti, musei, palestre e per i quali non sono previsti certificati d’esenzione. Zona grigia che diventa ancora più problematica con la recente estensione dell’obbligo del certificato vaccinale. Il tema è stato affrontato oggi anche dalla cellula sanitaria ticinese.

“Non si fanno eccezioni”
“Cominciamo a chiarire che nessuno in Svizzera è esonerato dal certificato Covid”, dichiara Franco Denti, presidente dell’Ordine dei medici del Canton Ticino e membro della cellula. “Non si fanno eccezioni”.

Tamponi regolari “decisione ragionevole”
Già, però per chi il vaccino proprio non lo può fare, la vita rischia di tramutarsi in un calvario. Tuttavia, “per i cittadini che non si possono vaccinare per motivi medici, la Confederazione mette a disposizione gratuitamente i tamponi da effettuare con regolarità”. Il certificato che viene rilasciato ha però una durata di sole 48 ore. “Questa decisione – continua Denti – è ragionevole sul piano sanitario. Evidentemente, non posso dare un certificato della stessa durata a chi ha fatto solo un tampone. Per ridurre il rischio, la Confederazione dice: ‘Io ti pago il tampone, ma tu ti devi sottoporre a dei test regolari di depistaggio’”.

“Non possiamo fare leggi apposite per così pochi”
Un approccio, quello adottato in Svizzera, che diverge, per esempio, da quello della vicina Italia, dove chi non può vaccinarsi è esonerato dalla presentazione del certificato laddove richiesto. “In Ticino queste persone rappresentano lo 0,5-1% della popolazione vaccinabile”, spiega Denti. “Non possiamo fare delle politiche apposite per così pochi. Cerchiamo quindi di tutelarli con altri mezzi. Dopotutto, se voglio andare in Tasmania e non posso vaccinarmi contro la febbre gialla, non vado in Tasmania”.

Johnson&Johnson può aiutare solo gli allergici
La Confederazione sta valutando l’acquisto di Johnson&Johnson per coloro che non si possono vaccinare con i preparati a mRNA. Denti però non crede che ciò sarà sufficiente per risolvere il problema: “J&J è previsto solo per gli allergici. Ci sono anche coloro che non si possono vaccinare per altre patologie”.

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