Mascherine, cantone che vai ammenda che trovi
La polizia in generale si mostra soddisfatta per l’aderenza della popolazione alle norme, ma sanzioni e rispetto delle stesse variano da cantone a cantone
di Keystone-ATS/MJ
Mascherine, cantone che vai ammenda che trovi
Foto © CdT/ Chiara Zocchetti

In Svizzera, l’obbligo della mascherina, laddove prescritto dalle autorità per prevenire il contagio da coronavirus, viene in genere osservato dalla maggioranza della popolazione. In caso contrario, l’approccio dei Cantoni nei confronti dei trasgressori varia: da chi multa senza troppi complimenti, a chi predilige un approccio più soft, puntando soprattutto sulla prevenzione.

Che sia sui mezzi pubblici, al mercato, in zone pedonali altamente frequentate o al lavoro: da mesi le mascherine protettive sono diventate un accessorio che è meglio avere con sé. In alcuni Cantoni il periodo di tolleranza è terminato e l’ammenda viene inflitta senza preavviso. Tuttavia, secondo una panoramica di Keystone-ATS sulle varie prassi cantonali, le infrazioni all’obbligo della mascherina sono ancora poche se raffrontate al numero di abitanti.

La situazione di cantone in cantone
A Ginevra, il mancato uso della mascherina è punibile con una multa di 250 franchi - come a Neuchâtel e in Vallese - senza preavviso. Secondo Alexandre Brahier, portavoce della polizia, i luoghi in cui sono state riscontrate le maggiori violazioni sono le zone ad alta frequentazione e nei veicoli: la polizia infligge una penalità se gli occupanti non appartengono alla stessa famiglia.

Per chi è colto in fallo nel Giura la multa ammonta a 100 franchi. La sanzione, come a Ginevra, diventa però più salata in caso di recidiva. Nel Giura, l’infrazione viene segnalata alla giustizia. “Per il momento abbiamo registrato quattro casi, ma ci occupiamo solo degli adulti. Le denunce relative ai minori sono trattate dal Tribunale per i minorenni”, ha spiegato la procura.

Nel Vallese, la polizia si limita per la prima infrazione ad un avvertimento. In caso di recidiva, parte la denuncia al Ministero pubblico, ha spiegato Stève Léger, portavoce della polizia cantonale, secondo cui tale strategia sta dando buoni frutti. A suo parere, benché non vi sia una statistica degli avvertimenti, la maggior parte della popolazione rispetta le regole. “Per il momento, la procura vallesana registra quattro denunce, che hanno portato al altrettante condanne”, ha specificato il procuratore generale Nicolas Dubuis.

A Friburgo, nella maggior parte dei casi gli agenti si limitano ad un avvertimento. Spesso la persona coinvolta si è semplicemente dimenticata di indossare la mascherina, ha sostenuto Roger Seydoux, portavoce della polizia cantonale. Tutto sommato, ha aggiunto, tenuto conto della situazione il numero di denunce è contenuto. Da inizio novembre sono 43 le segnalazioni al Ministero pubblico. A volte capita che le informazioni sul mancato rispetto di questo provvedimento provengano dai privati; in questi casi agli agenti spetta il compito di verificare la fondatezza di tali informazioni.

L’uso della mascherina è “generalmente molto rispettato” dalla popolazione, ha dichiarato a sua volta Florence Maillard, portavoce della polizia cantonale vodese. Tuttavia, la polizia deve intervenire “occasionalmente” per ricordare alla gente le regole in vigore o per denunciare le persone alle prefetture. Queste denunce non vengono conteggiate singolarmente, ma finiscono nel calderone dei reati legati al coronavirus: 148 in dicembre.

A Neuchâtel, secondo da Georges-André Lozouet, responsabile della comunicazione per la polizia cantonale, dall’inizio dell’anno sono state denunciate solo cinque persone per non aver indossato la mascherina. Anche qui, insomma, le prescrizioni vengono osservate.


Svizzera tedesca, in genere poche denunce
Anche sul versante germanofono le forze di polizia cantonali contattate da Keystone-ATS si sono dette perlopiù soddisfatte del comportamento della popolazione per quanto riguarda l’obbligo della mascherina, sottolineando come gli agenti agiscano con moderazione, prediligendo il dialogo al pugno di ferro.

“Consideriamo nostro dovere aiutare i cittadini ad applicare le misure”, ha sottolineato la polizia cantonale di San Gallo. Quella di Soletta, nel far rispettare le regole tiene conto anche della situazione difficile in cui si trova la popolazione. Di norma, grazie al dialogo, le persone si lasciano convincere ad indossare la mascherina, secondo la polizia cantonale grigionese.

A Glarona, in caso di evidente inosservanza dell’obbligo di indossare la mascherina, la polizia emette un avvertimento che può sfociare in una denuncia penale in caso di comportamento indisciplinato o, a Zurigo, in caso di “grave o ripetuta inosservanza” dell’obbligo di indossare la mascherina. Da metà novembre a fine 2020, a Zurigo sono stati pronunciati quasi 3 mila avvertimenti; le denunce si contano sulle dita di una mano.

A Berna le segnalazioni sono state registrate principalmente in occasione di manifestazioni. Solo in dicembre la procura di Berna-Mittelland si è occupata di 21 violazioni dell’obbligo di indossare quello che ormai è diventato un accessorio indispensabile.

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