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Svizzera
Licenziata l'ex ambasciatrice svizzera in Venezuela
Licenziata l'ex ambasciatrice svizzera in Venezuela
Licenziata l'ex ambasciatrice svizzera in Venezuela
Redazione
10 anni fa
La donna, che contesta il provvedimento, era finita al centro dell'attenzione mediatica per "la vicenda delle palline da golf"

L'ex-ambasciatrice di Svizzera in Venezuela, Sabine Ulmann Shaban, è stata licenziata dalla Confederazione per "violazione degli obblighi derivanti dal diritto del lavoro". L'informazione è stata confermata stasera alla radio romanda RTS dal ministro degli affari esteri Didier Burkhalter, che non ha voluto tuttavia precisarne i motivi. Questo licenziamento non ha alcun legame con la cosiddetta "vicenda delle palle da golf", ha spiegato Burkhalter, per il quale questo caso è "una bazzecola". L'anno scorso, l'ambasciatrice svizzera aveva installato un cartellone davanti alla sua residenza ufficiale a Caracas sul quale avvertiva i giocatori del vicino terreno da golf che se una pallina avesse ferito o ucciso qualcuno, essi avrebbero violato la convenzione di Vienna e quindi la territorialità svizzera. Il licenziamento è contestato dall'ambasciatrice in questione, che ha assunto un avvocato, stando alle informazioni della RTS. L'ambasciata svizzera a Caracas è peraltro nella bufera da qualche tempo, poiché ha conosciuto tre partenze negli ultimi tre anni. Sabine Ulmann Shaban, che aveva già sostituito un diplomatico richiamato in Svizzera, è stata a sua volta costretta a rientrare in Svizzera l'anno scorso. Il suo posto è stato preso da un incaricato d'affari che, a sua volta, ha dovuto rientrare in Patria il mese scorso: il Venezuela l'ha definito "persona non grata" accusandolo di aver trasmesso un articolo critico sul suo conto Twitter. Questi incidenti hanno spinto il consigliere nazionale Roland Büchel (UDC/SG) ad interrogare il Consiglio federale durante la presente sessione delle Camere federali. Il governo ha risposto che i collaboratori del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) possono esprimersi liberamente sui social network, ma che devono evitare dichiarazioni che potrebbero ostacolare la politica delle autorità svizzere e in particolare la politica estera.

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