Legge sul tabacco rinviata al Governo
La Camera del popolo ha respinto le "eccessive" restrizioni alla pubblicità proposte dal CF
Redazione
Legge sul tabacco rinviata al Governo
Legge sul tabacco rinviata al Governo

Come al Consiglio degli Stati, anche al Nazionale non piacciono le restrizioni alla pubblicità per il tabacco proposte dal Consiglio federale. Con 101 voti a 75 e 14 astensioni, la Camera del popolo ha deciso oggi di rinviare al governo il disegno di legge che le propone. L'esecutivo dovrà presentare un nuovo progetto. Il disegno di nuova Legge sui prodotti del tabacco (LPTab) era già stato aspramente contestato nella consultazione che ha preceduto il messaggio alle Camere: ambienti sanitari, in particolare la Lega contro il cancro e la Lega polmonare, lo hanno giudicato troppo timoroso, l'economia invece troppo invasivo. A nulla sono valsi oggi gli appelli provenienti in particolare dal campo rosso-verde, come anche dal consigliere federale Alain Berset. Una maggioranza di destra è riuscita nel far rinviare il dossier al governo, sostenendo che l'esteso divieto per la pubblicità nei giornali e nei media elettronici rappresenta un'eccessiva ingerenza dello Stato nell'ordine economico liberale che caratterizza la Svizzera. Per Raymond Clottu (UDC/NE), l'intera legge è impregnata di spirito paternalista che non tiene conto della responsabilità individuale in una società libera. Il deputato ha inoltre contestato la relazione tra tabagismo e pubblicità. Un tesi, quest'ultima, contestata da coloro che non volevano il rinvio. Secondo il ministro della sanità Berset, le grandi multinazionali del tabacco aggirano l'attuale divieto di pubblicità diretta ai giovani piazzando le proprie réclame nelle pagine "people" dei giornali gratuiti, una sezione tanto amata dai ragazzi. Per Berset, spalleggiato dalla consigliera nazionale Marina Carobbio (PS/TI), un giro di vite per la pubblicità è necessario per proteggere i giovani. La metà dei fumatori ha incominciato prima dei 18 anni, hanno sostenuto all'unisono. Sia Berset che Carobbio hanno poi invitato il plenum a riflettere sui danni causati dal fumo: 9500 decessi l'anno per costi sanitari pari a 1,7 miliardi di franchi, senza contare le ricadute negative per l'economia - stimate in 4 miliardi di franchi l'anno - dovute alle giornate di lavoro perse.