Le Università ripartono, ecco come
Dall’USI in Ticino a Zurigo, da Friborgo a Ginevra. Ecco le misure adottate dai principali atenei con la ripresa del semestre autunnale
Redazione
Le Università ripartono, ecco come

Oggi, lunedì 14 settembre, riprendono i corsi nelle Università svizzere. Per il semestre autunnale i vari atenei si sono preparati per far fronte al coronavirus, tra chi riparte in presenza e chi alterna le lezioni da casa, chi ha introdotto l’uso della mascherina obbligatoria e chi no. Ecco una panoramica delle misure che hanno adottato i principali istituti.

L’USI a Lugano
Le lezioni nell’ateneo ticinese si svolgeranno in modalità mista, sia in presenza che online, anche se si punta sulla presenza al campus. Le necessarie integrazioni digitali saranno definite da ogni Facoltà. Le aule sono predisposte per rispettare la distanza minima di 1,5 tra le persone e anche la griglia oraria è stata adattata, se necessario, per includere anche il sabato. Agli studenti viene richiesto di avere sempre a portata di mano una mascherina, che è obbligatoria da indossare qualora non è possibile rispettare la distanza minima tra le persone, in particolar modo per attività ravvicinate che comportano movimento e discussione, quali atelier, laboratori, lavori di gruppo e nel caso di affollamenti dovuti all’entrata o all’uscita dalle aule o dagli edifici. Sul sito dell’ateneo viene inoltre ricordato che gli assembramenti spontanei di più di 30 persone nello spazio pubblico sono vietati. Agli studenti viene infine raccomandato di installare l’app SwissCovid sui propri dispositivi.

Friborgo
Molto frequentata dagli studenti ticinesi, l’Università di Friborgo ha scelto di proporre i corsi perlopiù in presenza. L’utilizzo della mascherina sarà obbligatorio per entrare negli edifici universitari, così come nelle mense e nelle caffetterie. Verrà inoltre messo in atto un sistema di tracciamento.

Le regole variano poi a seconda della facoltà: gli studenti di diritto si recheranno alle lezioni in modo alternato, mentre coloro che sono iscritti alle facoltà di scienze e medicina dovranno presumibilmente indossare la mascherina anche durante i corsi. “Per consentire alle persone particolarmente vulnerabili di seguire i loro studi, saranno offerte anche modalità di apprendimento a distanza”, indica l’ateneo friburghese sul suo sito web.

Zurigo e San Gallo
Gli studenti dell’Università di Zurigo (UNIZH) seguiranno i corsi sia in presenza che tramite video. Oltre all’insegnamento in aula saranno infatti disponibili streaming, podcast o videoconferenze.

Anche qui, così come al Politecnico federale (ETH), si dovrà indossare la mascherina durante gli spostamenti e all’interno dei vari stabili universitari, mentre non è necessaria all’esterno. Si raccomanda tuttavia di rispettare la distanza sociale.

La forma ibrida è prevista anche per gli universitari iscritti a San Gallo. Distanza, mascherine e numero limitato di persone in classe saranno in vigore durante il semestre.

Losanna, EPFL e UNIL
A Losanna, gli studenti dell’università (UNIL) e del Politecnico federale (EPFL) - che in totale raggiungono circa 28’000 iscritti - potranno recarsi al campus solo un giorno su tre, mentre negli altri due giorni verrà garantito l’insegnamento a distanza. Tale sistema permetterà di diminuire di due terzi il numero di persone presenti negli edifici universitari, garantendo tuttavia un contatto fra professori e alunni. Questo sistema permette anche ai nuovi iscritti di ambientarsi e di offrire a tutti un accesso equo ai corsi in presenza (alcuni seminari con pochi iscritti non saranno tuttavia interessati da questa misura). Per facilitare il processo, agli studenti sono stati attribuiti gettoni virtuali di tre colori diversi che saranno validi per tutto il semestre: ad esempio, se a un universitario è stato assegnato un gettone giallo, esso potrà recarsi al campus solo nei giorni indicati con quel colore.

Come nelle altre università elvetiche, la mascherina protettiva sarà obbligatoria durante gli spostamenti negli edifici, in biblioteca o nelle caffetterie. Può essere rimossa solo una volta seduti e solo se è possibile garantire la distanza di 1,5 metri tra le persone. L’obiettivo è di evitare una nuova chiusura totale del campus come avvenuto lo scorso semestre.

Lucerna e Berna
Le mascherine devono essere indossate anche in tutte le sedi dell’Università di Lucerna (UNILU). Quest’ultima precisa tuttavia che esistono delle eccezioni, ad esempio per i docenti - se possono mantenere la distanza minima - e anche negli uffici a determinate condizioni. I corsi dell’UNILU si svolgeranno anche online oppure in forme ibride, in cui alcuni studenti seguiranno le lezioni da casa. A Berna si punta principalmente sull’insegnamento in presenza, anche se per ogni corso è disponibile un “piano B” con lezioni interamente online.

Neuchâtel
A Neuchâtel, gli studenti si recheranno all’università solo una settimana su due: a fine settembre le diverse facoltà potranno in seguito rivalutare la situazione e adottare misure. Per garantire la distanza in classe ci saranno due colori distinti sulle sedie: il verde indica che ci sono almeno 1,5 metri di spazio fra una e l’altra, mentre il giallo impone l’obbligo della mascherina.

Ginevra
Il rientro accademico avverrà principalmente in presenza per permettere uno scambio diretto tra gli studenti e professori nel rispetto delle norme di protezione. A dipendenza dell’evoluzione sanitaria, l’università è pronta a ricorrere all’insegnamento ibrido nel corso dell’anno accademico. Per permettere il rispetto delle misure di quarantena e isolamento, tutti i corsi dovranno tuttavia poter essere seguiti anche a distanza, grazie ai mezzi forniti dal sito per l’insegnamento a distanza. L’uso della mascherina è obbligatorio qualora la distanza minima non venga rispettata.

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