Le pressioni crescono, ma Berna resta a guardare
Nonostante gli appelli di ieri dei cantoni per misure uniformi e le allerte lanciate dagli esperti della Confederazione, il Consiglio federale non dovrebbe prendere alcuna decisione oggi. Intanto, si torna a spingere sulle classiche misure di igiene
di BV
Le pressioni crescono, ma Berna resta a guardare

La situazione epidemiologica è di nuova critica, ma pare che il Consiglio federale aspetterà ancora. Stando a quanto si legge sul Blick, oggi i sette saggi, riuniti per la consueta seduta del mercoledì, dovrebbero discutere dello stato della pandemia nel nostro paese, ma non prenderanno alcuna decisione.

Berna, per ora, decide di non decidere
Più probabile, sempre secondo la testata svizzero-tedesca, che Berna valuti misure più severe alla fine della settimana prossima, vale a dire dopo il voto sulla legge Covid-19. Tuttavia, il certificato 2G – dunque per vaccinati e guariti – pare essere fuori discussione. Per separare i vaccinati e guariti dai testati, infatti, sarebbe necessaria una modifica da parte del parlamento. Se dovesse esservi nuovi provvedimenti, comunque, la musica non cambierebbe. Si parlerebbe ancora di ridurre i contatti, specialmente nei luoghi al chiuso, di un maggior uso della mascherina e del divieto di determinati eventi.

Ridurre nuovamente i contatti
Proprio su questi punti ha spinto anche Tanja Stadler, presidente della task force della Confederazione, in un’intervista per la SRF. I cantoni e la Confederazione possono prendere provvedimenti, ma anche le persone possono adattare il loro comportamento. E in questo senso “tutti dobbiamo ridurre nuovamente i nostri contatti”, ha detto Stadler. “Sappiamo che il rischio di infezione è maggiore negli ambienti chiusi”, ha continuato l’esperta. Dunque, queste situazioni dovrebbero essere evitate oppure il rischio dovrebbe essere ridotto al minimo, ad esempio indossando la mascherina.

Screenshot SRF 23.11.’21
Screenshot SRF 23.11.’21

Mascherina che, seguendo il suo stesso consiglio, Stadler ha usato nel corso di tutta l’intervista, dopo mesi che non si faceva. Il motivo è presto detto: il numero di casi è in aumento, gli ospedali si stanno riempiendo di nuovo e la protezione offerta dalla vaccinazione contro le infezioni sta diminuendo.

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