
L’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE) si prepara a una riunione ministeriale in un contesto segnato da profonde divisioni politiche. La sicurezza in Europa sarà infatti all'ordine del giorno del 32° Consiglio ministeriale, che si terrà giovedì e venerdì a Vienna, con la partecipazione dei ministri degli esteri dei 57 Stati membri, oltre a undici Paesi partner. Alla riunione sarà presente anche il consigliere federale Ignazio Cassis, che il 1° gennaio assumerà la presidenza annuale dell’organizzazione a nome della Svizzera.
Margine di manovra limitato
Secondo l’ex segretario generale dell’OSCE, il diplomatico svizzero Thomas Greminger, la situazione è particolarmente difficile: "Dal punto di vista politico, l’OSCE è totalmente polarizzata". A causa delle differenze, l'organizzazione non è in grado di intraprendere azioni politiche per risolvere i conflitti. "Tutti gli attori sono ancora presenti a Vienna, ma anche gli spazi informali di dialogo non vengono sfruttati", osserva Greminger, oggi direttore del Geneva Centre for Security Policy.
L'anno di presidenza della Svizzera
Berna, che entrerà alla guida dell’OSCE a inizio 2025, afferma di voler lavorare per una “pace giusta” in Ucraina. Tuttavia, secondo Greminger, l'OSCE può impegnarsi in questo dialogo solo come parte di un processo dinamico: l'organizzazione non può avviare una soluzione al conflitto, ma può sostenerla in una fase successiva. La Svizzera dovrà quindi prepararsi a due scenari: "nel primo, non cambia nulla; nel secondo, in Ucraina si creano dinamiche positive e si aprono opportunità che devono essere colte".
I campi in cui opera l'OCSE
L’OSCE continua comunque a operare in campi cruciali: osservazione delle elezioni, lotta al traffico di esseri umani e al terrorismo, promozione dei diritti delle minoranze nazionali. Ma i mezzi restano "relativamente modesti", osserva Greminger. Dal 2021 l’organizzazione non dispone più di un bilancio regolare, che richiede l’unanimità. A causa dell'inflazione, perde valore di anno in anno e non è più possibile creare nuovi posti di lavoro o lanciare nuovi progetti.
