
La Confederazione prende posizione sulle recenti pressioni statunitensi esercitate sulla Groenlandia. Interpellato dall'agenzia Keystone-ATS, il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) fa sapere che l'isola rivendicata da Donald Trump è, di fatto, territorio danese. «La posizione della Svizzera è chiara», fanno sapere i servizi di Ignazio Cassis. «In base al diritto internazionale, la Groenlandia appartiene alla Danimarca, con un ampio statuto di autonomia. Qualsiasi modifica di questo status - sottolinea il DFAE - richiede il consenso sia della Danimarca che della Groenlandia». Le norme della Carta dell'ONU, come il divieto dell'uso della forza e il divieto di intervento, si applicano a livello mondiale, aggiunge la Confederazione. Domani il presidente degli Stati Uniti interverrà al Forum economico mondiale (WEF) di Davos (GR). La delegazione di Washington intende organizzare nella località retica un incontro «con le varie parti coinvolte» proprio sul tema Groenlandia. Un incontro per il quale, però, Berna non ha ricevuto alcun invito, ha confermato oggi a Keystone-ATS il portavoce del DFAE, Nicolas Bideau. La questione della sicurezza nell'Artico verrà discussa nel corso dell'incontro dei Capi dello Stato maggiore della NATO, in calendario per domani e giovedì. Ieri, al suo arrivo al WEF, il segretario al Tesoro USA Scott Bessent, ha ribadito che ritorsioni europee contro le mire americane sulla Groenlandia, sotto forma di dazi nei confronti degli Stati Uniti, «sarebbero molto imprudenti». Bessent ha inoltre reiterato che l'amministrazione Trump aspira al controllo dell'isola in quanto «asset strategico».

