“La perdita di superficie coltivabile è preoccupante”
È l’allarme lanciato dalla Commissione della gestione del Consiglio nazionale
di Keystone-ATS/MMINO
“La perdita di superficie coltivabile è preoccupante”

Lo stato della protezione dei terreni agricoli coltivabili in Svizzera rimane preoccupante, poiché da parecchi anni si registra una perdita di superficie coltivabile. È l’allarme lanciato dalla Commissione della gestione del Consiglio nazionale (CdG-N), che chiede al Consiglio federale di intensificare i suoi sforzi e di rafforzare le misure. Nel 2015, l’organo di controllo parlamentare ha esortato Berna a fare di più per proteggere questi terreni in Svizzera. Le misure esistenti non sono sufficienti ad arrestare la continua perdita di terra arabile, che è stata stimata in 3’400 ettari all’anno.

Nel rapporto pubblicato 6 anni fa, la CdG-N auspicava miglioramenti sul piano legislativo sia a livello federale sia cantonale per preservare le aree agricole. Criticava in particolare la legislazione in vigore che lasciava ampio margine di manovra ai cantoni. Tra il 2018 e il 2021, la Commissione ha nuovamente valutato la situazione: nel rapporto adottato oggi viene evidenziato che negli ultimi anni “sono stati compiuti notevoli progressi per quanto concerne gli strumenti di protezione dei terreni coltivi in Svizzera”, indica un comunicato odierno dei Servizi del Parlamento.

Tuttavia la CdG-N constata che la situazione rimane preoccupante. “Il margine positivo di terreni coltivi rispetto ai contingenti minimi definiti dalla Confederazione è molto debole”, spiega la Commissione, aggiungendo che il saldo attuale a livello svizzero “è superiore soltanto nella misura dell’1,59% al contingente minimo nazionale, fissato nel 1992”.

Mancano dati affidabili e uniformi
La CdG-N rileva inoltre che sussistono molte incertezze riguardo alla situazione reale: mancano infatti dati affidabili sulla qualità del suolo nei vari Cantoni, che impediscono una valutazione chiara. Una lacuna già riscontrata nel 2015 e che ancora oggi permane insoddisfacente. Questo punto è particolarmente problematico, poiché tali dati sono essenziali per l’efficacia delle misure di protezione. Inoltre, i diversi metodi utilizzati dai cantoni per raccogliere i dati rendono impossibile un confronto, spiega la Commissione, sottolineando che il miglioramento dei dati cantonali è essenziale per la protezione a lungo termine delle terre coltivabili.

Compensare le aree perse
Finora sono comunque stati effettuati dei passi nella giusta direzione, ad esempio attraverso la creazione di un centro di competenza e l’avvio di lavori in vista di una cartografia completa del suolo in Svizzera, nota la CdG-N. La rielaborazione del Piano settoriale delle superfici di avvicendamento delle colture (PS SAC) - adottato nel maggio 2020 dal Consiglio federale quale strumento principale di protezione dei migliori terreni coltivi a livello federale - presenta una chiarezza e una completezza maggiori, include requisiti precisi relativi ai criteri di qualità delle SAC e prevede in determinati casi un obbligo di compensazione per i terreni utilizzati, si felicita la Commissione, evidenziando i progressi significativi fatti negli ultimi anni. Per il prossimo futuro, la CdG-N ha poi avanzato due proposte. La prima chiede alla Commissione dell’ambiente del Consiglio nazionale di esaminare la possibilità di iscrivere la protezione dei terreni coltivabili a livello di legge e non di ordinanza. La seconda chiede invece al Consiglio federale di valutare l’introduzione di un obbligo di compensazione generale per tali aree se dovessero continuare a ridursi ancora nei prossimi anni. In quel caso, avvisa la Commissione, si avvicinerebbero ulteriormente ai contingenti minimi.

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