“La legge Covid discrimina i non vaccinati”
Il 28 novembre saremo chiamati alle urne per la legge Covid-19 e oggi gli oppositori denunciano il testo che “divide la società, invece che unirla contro la pandemia”
di Keystone-ATS/MMINO
“La legge Covid discrimina i non vaccinati”
Immagine CdT

Discriminazione, vaccinazione forzata e sorveglianza di massa: sono gli elementi principali invisi agli oppositori della legge Covid-19, in votazione il 28 novembre, contro la quale hanno lanciato il referendum. La prossima consultazione segue il “sì” (60%) espresso solo qualche mese fa alla “vecchia” Legge Covid-19, la versione antecedente le modifiche apportate lo scorso marzo e oggetto del presente referendum.

Particolarmente detestato dai contrari alle modifiche di primavera è il certificato sanitario, il cui utilizzo e applicazione nella vita quotidiana è di competenza del Consiglio federale. Proprio su questo elemento, presentando oggi le argomentazioni contro questa normativa, gli oppositori hanno denunciato un testo di legge che divide la società, istituendo un vero e proprio “apartheid”, invece di unirla contro la pandemia.

Un obbligo nascosto
Le persone che non si sono fatte vaccinare vengono a loro dire discriminate: devono addirittura farsi testare a loro spese per partecipare alla vita sociale o anche per prendere un volo, stando alla galassia dei contrari alla Legge Covid-19 riuniti in associazioni come gli Amici della Costituzione, Rete scelta vaccinale e l’Alleanza d’azione dei cantoni primitivi.

Quest’ultime hanno stigmatizzato un tattica volta a costringere le persone a farsi vaccinare, una sorta di obbligo nascosto insomma, tanto più che i test adesso sono a pagamento, benché la vaccinazione rimanga facoltativa in Svizzera. Facendo leva sul portafoglio, la popolazione viene praticamente messa con le spalle al muro e costretta a farsi immunizzare.

No alla segregazione
“Estendendo l’obbligo del certificato lo scorso 8 settembre alle istituzioni culturali, per il tempo libero e la formazione, il governo si è spinto troppo lontano”, ha tuonato Michelle Cailler a nome degli Amici della Costituzione. Il governo ha praticamente sdoganato “la segregazione nel nostro Paese”.

Il certificato svantaggia milioni di persone, ha insistito dal canto suo Sandro Meier della stessa associazione, “poiché non possono per esempio andare allo stadio”. I datori di lavoro - ha specificato - possono domandare ai propri dipendenti di stare a casa, mentre i vaccinati possono recarsi tranquillamente sul posto di lavoro. Vi è anche il pericolo che le persone non immunizzate possano perdere il loro impiego se non esibiscono il certificato sanitario.

No sorveglianza di massa
Gli oppositori alla legge rinfacciano inoltre all’esecutivo di voler istituire una “sorveglianza elettronica di massa” su modello cinese. Per il portavoce dell’Alleanza dei cantoni primitivi, Josef Ender, “le lacune a livello di protezione dei dati sono inquietanti”. Mediante questa legge, inoltre, il Consiglio federale avoca a sé sempre maggiore potere a scapito del Parlamento e, in definitiva, del popolo. “Si tratta di un’evoluzione pericolosa”, ha sottolineato Ender.

Un ritorno alla normalità
Tutti argomenti già confutati dal Governo, secondo cui la Legge Covid-19 rappresenta invece lo strumento principale per contrastare le conseguenze sociali ed economiche della pandemia. La normativa prolunga ed estende gli aiuti finanziari per gli attori della vita economica e sociale danneggiati dalla crisi attuale e dalle restrizioni imposte per evitare la propagazione del virus.

Il certificato Covid dovrebbe permettere alla popolazione di tornare a una vita sociale il più normale possibile, secondo il Consiglio federale che può contare sul sostegno di quasi tutti i partiti, tranne che dell’UDC. Senza questa legge, qual è l’alternativa? Chiudere di nuovo interi settori economici, limitando inoltre le attività sociali.

Se il referendum dovesse trionfare, non si potranno più emettere certificati Covid a partire dal 19 marzo 2022. Anche molte delle misure a favore dell’economia e dei settori economici danneggiati decadrebbero.

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