“La BNS rinunci a investimenti nei combustibili fossili”
Lo chiede una petizione sottoscritta da quasi 14mila persone, consegnata oggi all’istituto nel giorno in cui verrà discussa la sua responsabilità in materia di protezione del clima
di Keystone-ats-ls
“La BNS rinunci a investimenti nei combustibili fossili”
© Patrik Kummer
“La BNS rinunci a investimenti nei combustibili fossili”

La Banca nazionale svizzera (BNS) deve fare di più per la giustizia climatica. È quanto chiede una petizione promossa dalle organizzazioni di cooperazione allo sviluppo Sacrificio Quaresimale e Pane per tutti, firmata da quasi 14’000 persone e consegnata oggi all’istituto. Più precisamente, la petizione domanda alla BNS di rinunciare immediatamente agli investimenti in combustibili fossili, si legge in un comunicato. Proprio in data odierna la banca tiene un’assemblea generale online, durante la quale verrà discussa la sua responsabilità in materia di protezione del clima.

Un finanziamento di 43 milioni di tonnellate di CO2 all’anno
In qualità di grande investitore mondiale, la BNS gioca un ruolo non trascurabile nella crisi ambientale, sottolineano le due organizzazioni. Alla fine del 2019 infatti, deteneva quasi sei miliardi di dollari di azioni in società di combustibili fossili, finanziando in tal modo emissioni per 43 milioni di tonnellate di CO2 equivalente all’anno. Si tratta di emissioni quasi pari a quelle nazionali della Svizzera. Secondo un rapporto di “Artisans de la transition”, la strategia di investimento della BNS promuove un riscaldamento globale da quattro a sei gradi entro il 2100. Un ritmo che, precisano preoccupate Sacrificio Quaresimale e Pane per tutti, renderebbe la Terra in gran parte inabitabile entro la fine del secolo.

Si chiede un rapido cambiamento di rotta
Con la petizione, sottoscritta da 13’929 persone, si chiede dunque un rapido cambio di rotta. Il testo invita la BNS a fungere da modello, contribuendo a una maggiore giustizia climatica eliminando gradualmente le sue partecipazioni in società di combustibili fossili. La decisione, datata dicembre 2020, di escludere dal proprio portafoglio le aziende che gestiscono miniere di carbone è solo un primo piccolo passo, scrivono insoddisfatte le due associazioni nella nota. Le direttive della BNS, si prosegue nel comunicato, stabiliscono che essa deve astenersi dall’investire in società che violano i diritti umani fondamentali o che causano gravi danni ambientali. Disposizioni ritenute in contrasto con il modo di agire dell’istituto, con le conseguenze che ricadono soprattutto sui Paesi del Sud.

BNS in ritardo rispetto ad altre banche centrali europee
Anche il confronto con sue equivalenti nel resto del mondo non sorride alla BNS. Un recente studio dell’ong Positive Money conferma che la banca nazionale elvetica è in ritardo rispetto ad altre banche centrali europee in termini di protezione del clima, ma anche rispetto ai corrispondenti istituti di Brasile e Cina. Sacrificio Quaresimale e Pane per tutti citano l’esempio positivo della Banca di Francia. Essa, per rispettare l’Accordo di Parigi, prevede di eliminare completamente il carbone ed escludere le compagnie petrolifere e del gas dal suo portafoglio entro il 2024.

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