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Crans-Montana
Jacques Moretti può uscire di prigione
Red. Online
2 ore fa
Il Tribunale delle misure coercitive vallesano ha revocato la custodia cautelare in carcere e disposto misure alternative per il proprietario del Constellation, dopo il pagamento della cauzione di 200.000 franchi da parte di «un caro amico»

Jacques Moretti può uscire di prigione. Il Tribunale delle misure coercitive vallesano ha revocato la custodia cautelare in carcere e disposto misure alternative volte a contrastare il rischio di fuga. Si tratta, spiega il Tribunale, di misure standard che consistono nel divieto di espatrio, nell'obbligo di depositare tutti i documenti d'identità al Ministero pubblico, nell'obbligo di presentarsi quotidianamente in una stazione di polizia e nell'obbligo di versare una cauzione.

La cauzione di 200.000 franchi è stata versata nella giornata odierna sul conto del Ministero pubblico. Il Tribunale delle misure coercitive ha ritenuto «adeguato e dissuasivo» l'importo: «È giunto a questa conclusione dopo un'ulteriore valutazione del rischio di fuga e dopo aver esaminato l'origine dei fondi e la natura del rapporto tra l'imputato e la persona che ha versato la somma, che è un caro amico» del proprietario del Constellation, dove si è consumata la tragedia di Crans-Montana.  

Il Tribunale ribadisce – nuovamente – che «ogni imputato è presunto innocente fino al passaggio in giudicato della sentenza di condanna. Il principio cardine della procedura penale svizzera è pertanto che l'imputato rimanga libero fino al processo e che la carcerazione preventiva possa essere disposta solo in circostanze eccezionali come ultima risorsa per garantire il corretto svolgimento delle indagini. Pertanto, se misure meno coercitive della carcerazione preventiva possono ottenere lo stesso risultato, queste misure (cosiddette alternative) devono essere disposte in sostituzione della carcerazione». Infine, viene pure sottolineato che «la carcerazione preventiva a cui l'imputato è stato sottoposto finora non aveva lo scopo di punirlo».

Le reazioni

«Non ho parole», ha commentato il ministro degli esteri italiano Antonio Tajani. «È un atto che rappresenta un vero oltraggio alla sensibilità delle famiglie che hanno perso i loro figli a Crans-Montana, che non tiene conto del lutto e del dolore profondo che queste famiglie condividono con il popolo italiano».

Romain Jordan, avvocato di diverse famiglie delle vittime, in un comunicato scrive di non voler commentare «le questioni relative alla detenzione preventiva». Per quanto riguarda le indagini, aggiunge il legale, «i miei clienti sottolineano che, ancora una volta, non viene presa in considerazione la possibilità di collusione e di distruzione delle prove, un rischio che li preoccupa fortemente e compromette l'integrità dell'istruzione penale».

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