La diretta
Inchiesta penale contro i gestori del Constellation
© KEYSTONE/Jean-Christophe Bott
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La coppia è indagata per omicidio colposo, lesioni personali colpose e incendio colposo – Identificate intanto le prime vittime – TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
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La Svizzera dichiara il lutto nazionale venerdì 9 gennaio

La Svizzera ha dichiarato una giornata di lutto nazionale per venerdì 9 gennaio, in seguito all'incendio di Capodanno in un locale nella località alpina di Crans-Montana, che ha causato una strage con decine di morti e oltre un centinaio di feriti. Lo ha annunciato il presidente svizzero.

«Il 9 gennaio, la Confederazione, in collaborazione con le chiese svizzere, sta organizzando una giornata di lutto nazionale», ha dichiarato Guy Parmelin al quotidiano domenicale SonntagsBlick. Come ulteriore segno di solidarietà nazionale, tutte le campane delle chiese svizzere suoneranno alle 14 quando inizierà una cerimonia commemorativa a Crans-Montana.

«È previsto anche un minuto di silenzio. In questo momento di riflessione, tutti i cittadini svizzeri potranno rendere omaggio, a titolo personale, alle vittime della catastrofe», ha affermato Parmelin. 

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Il Comune di Crans-Montana si costituisce parte civile

Il comune di Crans-Montana si costituisce parte civile nel procedimento penale in seguito all'incendio scoppiato nel bar Constellation la notte di Capodanno che ha causato 40 morti e 119 feriti. L'esecutivo riunito oggi pomeriggio, ha preso questa decisione all'unanimità.

Questo permetterà di contribuire attivamente all'accertamento completo dei fatti, ha comunicato questa sera il comune di Crans-Montana. Inoltre conferma di aver consegnato al Ministero pubblico del Cantone del Vallese tutti i documenti a sua disposizione relativi a questo caso, come già dichiarato dalla procuratrice Béatrice Pilloud.

La ricerca ha riguardato quasi 60 anni di archivi comunali, precisa il comune. Con questa azione, e più in generale con la sua piena collaborazione con la giustizia, intende portare il suo contributo per stabilire in modo completo i fatti. Spera che le circostanze della tragedia possano essere chiarite rapidamente.

Il comune ricorda inoltre che la messa domenicale del 4 gennaio a Crans-Montana, che si terrà nella cappella di Saint-Christophe, sarà dedicata alle vittime del tragico incendio avvenuto nella notte di Capodanno, in presenza di vescovi, nonché di rappresentanti di altre confessioni religiose, delle autorità giudiziarie, dei rappresentanti federali, cantonali e comunali. Altoparlanti e uno schermo permetteranno di seguire la cerimonia, che sarà trasmessa sulle emittenti televisive nazionali, nella piazza davanti alla chiesa.

La messa sarà seguita da una marcia silenziosa verso il centro di Crans, dove la popolazione potrà raccogliersi, deporre fiori o candele e firmare il libro delle condoglianze sul podio che è stato allestito a tale scopo dal comune di Crans-Montana.

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Lutry si raccoglie per le sue vittime

Circa 1500 persone si sono riunite questa sera nella chiesa riformata di Saint-Martin a Lutry, comune a est di Losanna, da cui provengono diverse vittime dell'incendio di Crans-Montana.

Circa 400 persone all'interno e quasi mille all'esterno hanno partecipato al momento di raccoglimento, ha constatato un giornalista di Keystone-ATS presente sul posto. Queste cifre sono state confermate dalla polizia cantonale.

I presenti si sono riuniti in silenzio dalle 18.00 per circa un'ora. È seguito un momento musicale. Successivamente è previsto che la chiesa rimanga aperta fino alle 22 «in silenzio e luce».

Le parrocchie di Belmont-Lutry e Pully-Paudex hanno organizzato questo raccoglimento ecumenico «per tutti coloro che in questo periodo drammatico sono alla ricerca di sostegno e conforto».

La squadra di calcio di Lutry è stata particolarmente colpita dalla tragedia, poiché diversi dei suoi giovani giocatori si trovavano nel bar «Le Constellation» di Crans-Montana al momento dell'incendio. Fino ad ora non sono stati resi noti numeri ufficiali. Tuttavia, il club ha comunicato sui social che «membri della nostra comunità» sono tra le vittime.

Secondo il telegiornale «19:30» della televisione romanda RTS, citando diversi giovani, una decina di loro amici sarebbero tra le vittime, deceduti o feriti. Inoltre, sempre secondo la RTS, alcuni genitori avrebbero appreso questa sera della morte di un figlio: finora sono state identificate e restituite alle loro famiglie otto vittime svizzere.

La Municipalità di Lutry annuncia che «diversi giovani» del comune «sono direttamente colpiti da questa tragedia» e porge «le più sincere condoglianze alle famiglie in lutto.»

Anche Pully, vicino comune di Lutry, è scosso e in particolare la scuola privata di Champittet, frequentata da diversi studenti vittime di Crans-Montana. La scuola ha confermato l'informazione, ma senza specificare il numero di studenti coinvolti.

un giorno fa
Identificate altre quattro vittime

Secondo quanto comunicato dalla Polizia cantonale vallesana, sono state identificate altre quattro vittime del devastante incendio di Crans-Montana. I corpi sono stati consegnati alle famiglie. Le vittime erano due donne svizzere di 24 e 22 anni e due uomini svizzeri di 21 e 18 anni.

«Le misure in corso mirano a identificare tutte le vittime, sia decedute che ferite. La polizia cantonale del Vallese comunicherà ogni nuova informazione non appena sarà disponibile» si legge nella nota

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CHUV: «Mantieniamo la capacità e l'attività ospedaliera programmata»

In seguito alla tragedia di Crans-Montana, il Centre hospitalier universitaire vaudois (CHUV) «rimane pienamente mobilitato per assistere i suoi pazienti» afferma lo stesso universitario romando in una nota. «Dopo il trasferimento di dodici pazienti in ospedali europei, dieci sono attualmente assistiti al CHUV, che mantiene la sua capacità e la sua attività ospedaliera programmata».

A seguito di diversi trasferimenti in ospedali europei (Francia, Italia e Belgio) tra venerdì e sabato, effettuati nell'ambito del coordinamento federale ed europeo, «il CHUV sta attualmente assistendo dieci dei 22 pazienti inizialmente ricoverati». Quattro pazienti sono assistiti nell'Unità di Terapia Intensiva Pediatrica, cinque nell'Unità di Terapia Intensiva Adulti e uno nell'Unità di Chirurgia del Bambino e dell'Adolescente.

La capacità abituale del CHUV dedicata alla cura dei pazienti con gravi ustioni è di sei posti, di cui quattro nel settore adulti e due in pediatria. «Sebbene la situazione rimanga più tesa del solito, il CHUV è ancora in grado di svolgere le sue missioni di ospedale universitario e di città e di ricoverare i pazienti che necessitano di infrastrutture ospedaliere, in particolare attraverso il dipartimento di emergenza». Per quanto riguarda l'attività elettiva, «i rinforzi e l'organizzazione messa in atto consentono di mantenere quasi tutti gli interventi programmati a partire da lunedì 5 gennaio». 

2 giorni fa
Il consigliere federale Beat Jans a Crans-Montana

Il consigliere federale Beat Jans è arrivato questo pomeriggio a Crans-Montana (VS), due giorni dopo il dramma che ha causato 40 morti e 119 feriti. Il capo del Dipartimento federale di giustizia e polizia si è raccolto insieme alle autorità cantonali sul luogo della tragedia, dopo un primo incontro a Sion.

Jans, accompagnato dalla direttrice dell'Ufficio federale di polizia (fedpol) Eva Wildi-Cortés, si è intrattenuto con il comandante della polizia cantonale vallesana Frédéric Gisler, con la procuratrice generale Beatrice Pilloud e con il consigliere di Stato Stéphane Ganzer. Il consigliere federale si è quindi recato direttamente sul luogo della tragedia per esprimere le sue più sentite condoglianze alle famiglie delle vittime: ha deposto una corona di fiori e firmato il libro delle condoglianze.

Successivamente, le autorità cantonali hanno preso il tempo per raccogliersi in silenzio, prima di parlare davanti alle centinaia di giornalisti che si erano radunati nella località vallesana da due giorni.

Il presidente del Consiglio di Stato vallesano Mathias Reynard ha salutato la «presenza simbolica e umana» del responsabile del Dipartimento federale di giustizia e polizia, segno della collaborazione tra tutte le équipe di tutti i livelli della Confederazione sin dal dramma. E in particolare con «tutti coloro che, sin dai primi minuti di questo dramma, hanno salvato delle vite e continuano a farlo negli ospedali del nostro paese».

Jans è apparso visibilmente commosso. «La Svizzera è profondamente addolorata», ha dichiarato il consigliere federale in francese, prima di proseguire il suo discorso in tedesco, poi in inglese e in italiano. «Come padre di due figlie, posso solo immaginare l'immenso dolore che stanno vivendo le famiglie», ha aggiunto, esprimendo, a nome dell'intero governo, la sua «profonda vicinanza» a tutte le persone coinvolte. Augurando alle famiglie tanta forza, ha assicurato loro a nome della Svizzera che non sono sole.

In risposta alle domande dei giornalisti, Jans ha dichiarato che era «incredibile» ciò che deve essere accaduto nel bar Le Constellation durante la notte di Capodanno. Jans ha visitato il luogo e ha raccontato che si poteva ancora sentire l'odore del fuoco.

La temperatura al soffitto del bar doveva essere stata di 500-600 gradi. «È una tragedia enorme», ha detto Jans, aggiungendo: «Ci dispiace profondamente che sia accaduto.» La giustizia svizzera farà tutto il possibile per chiarire le responsabilità. In seguito, si porrà anche la domanda se ci sia un reato e se sia necessario un ricorso per un aiuto supplementare alle vittime.

Il responsabile del Dipartimento federale di giustizia e polizia ha anche dichiarato, come le autorità cantonali avevano fatto il giorno precedente, che la priorità resta l'identificazione delle vittime. «Decine di ispettori di polizia sono impegnati nella ricerca della verità e nell'indagine, per determinare le cause dell'incendio», ha inoltre sottolineato il consigliere di Stato Stéphane Ganzer.

Anche il ministro degli Affari esteri italiano Antonio Tajani si era recato ieri sul luogo del dramma. Giovedì anche il presidente della Confederazione Guy Parmelin era andato a Crans-Montana. In particolare, aveva incontrato la squadra incaricata di identificare i corpi delle vittime dell'incendio mortale divampato in un bar nella notte di Capodanno.

2 giorni fa
Inchiesta penale contro i gestori del Constellation

Un'inchiesta penale è stata avviata contro i gestori del bar «Le Constellation» dopo il rogo che ha causato 40 morti e 119 feriti. La coppia è accusata di omicidio colposo, lesioni personali colpose e incendio colposo.

Fino al termine dell'inchiesta e alla sentenza definitiva vale la presunzione di innocenza, hanno indicato oggi la polizia cantonale e il Ministero pubblico vallesano in una nota congiunta.

Alla luce dei primi elementi dell'indagine, «tutto lascia pensare che l'incendio sia partito dalle candele incandescenti o dai fuochi di Bengala che sono stati accesi sulle bottiglie di champagne» e «tutto è stato avvicinato troppo al soffitto», ha dichiarato ieri la procuratrice generale vallesana Béatrice Pilloud.

Secondo le immagini che circolano sui social network, una persona in piedi sulle spalle di un'altra avrebbe accidentalmente dato fuoco al soffitto. L'indagine si concentrerà in particolare su una schiuma antirumore applicata al soffitto del bar devastato, dato che diversi testimoni hanno sottolineato questo aspetto dell'incendio. «L'indagine determinerà se questa schiuma è conforme» o meno, ha osservato ieri la magistrata.

Intanto, le autorità comunali di Crans-Montana hanno consegnato il fascicolo relativo ai controlli effettuati nel bar «Le Constellation», teatro della tragedia di Capodanno, ha annunciato oggi la procuratrice Pilloud. Il fascicolo è attualmente in fase di analisi.

«Il fascicolo è stato richiesto al comune, è stato ottenuto e il comune ce lo ha consegnato», ha dichiarato la magistrata a margine della visita del consigliere federale Beat Jans sul luogo della tragedia.

«Nessuna pista viene trascurata. Tutte (...) vengono esplorate», ha aggiunto la procuratrice. «Questa indagine è stata avviata perché abbiamo dei sospetti», ha aggiunto.

La coppia proprietaria del bar è già stata ascoltata ieri dagli investigatori in qualità di «persone chiamate a fornire informazioni» e non ancora come imputati. Sono stati interrogati in particolare sulla disposizione dei locali, sui lavori di ristrutturazione e sulla capienza del bar.

Secondo informazioni fornite dai media, al momento del dramma l'uomo non si trovava al «Constellation», ma in uno degli altri due locali della coppia. Sua moglie, presente sul posto al momento dell'incendio, ha riportato lievi ferite, ma è già potuta tornare a casa.

2 giorni fa
Il comandante dei pompieri di Crans-Montana: «Orgoglioso dei miei ragazzi»

«Sono orgoglioso dei miei ragazzi, abbiamo fatto un grande lavoro» nella notte di Capodanno, quando il locale «Le Constellation» di Crans-Montana ha preso fuoco. Così il comandante dei pompieri del comune, David Vocat, all'agenzia italiana ADNKRONOS.

A Crans-Montana i pompieri sono tutti volontari: «siamo in 72, la notte del rogo eravamo in 15 a essere operativi - spiega -. Abbiamo ricevuto la prima richiesta di aiuto all'1.30, in cinque minuti eravamo sul posto». Vocat ha poche parole per descrivere la situazione vissuta: «era come una guerra». Tantissimi i giovani che urlavano, chiamavano i soccorsi per i loro amici e si accalcavano per uscire dal locale in fiamme. «In Svizzera non abbiamo mai visto una cosa del genere», aggiunge.

La cittadina di Crans-Montana resta scossa, ma la solidarietà della popolazione non si è fatta attendere: «la comunità sta facendo di tutto per aiutare le famiglie coinvolte in questa tragedia» conclude Vocat.

2 giorni fa
Il proprietario del Constellation: «Tutto è stato fatto secondo le norme»

Il bar «Le Constellation» di Crans-Montana era stato controllato «tre volte in dieci anni», ha assicurato il proprietario e gestore, citato dai media. Ha assicurato che «tutto è stato fatto secondo le norme» e ha promesso di collaborare alle indagini.

I proprietari del bar, che l'agenzia Keystone-ATS non è riuscita a contattare, sono una coppia di francesi. Interpellato oggi da alcuni giornalisti, tra cui uno dell'AFP, davanti alla sua abitazione a Lens (VS), il marito ha esclamato: «lasciateci in pace, anche noi siamo in lutto».

Citato ieri dal portale 20minutes.ch, aveva affermato: «non riusciamo né a dormire né a mangiare, stiamo tutti molto male». E ha assicurato: «faremo tutto ciò che è in nostro potere per aiutare a chiarire le cause di questo dramma. Stiamo facendo tutto il possibile a tal fine. Anche i nostri avvocati sono mobilitati», ha aggiunto, sempre secondo 20minutes.ch.

Il locale è stato controllato «tre volte in dieci anni» e «tutto è stato fatto secondo le norme», ha aggiunto ai quotidiani romandi Tribune de Genève e a 24 heures.

La coppia è stata ascoltata dagli investigatori in qualità di «persone chiamate a fornire informazioni» e non come imputati, ha precisato ieri la procuratrice generale Béatrice Pilloud durante una conferenza stampa. Sono stati interrogati in particolare sulla disposizione dei locali, sui lavori di ristrutturazione e sulla capienza del bar.

Secondo informazioni fornite dai media, al momento del dramma l'uomo non si trovava al «Constellation», ma in uno degli altri due locali della coppia. Sua moglie, presente sul posto al momento dell'incendio, ha riportato lievi ferite, ma è potuta tornare a casa.

Alla luce dei primi elementi dell'indagine, «tutto lascia pensare che l'incendio sia partito dalle candele incandescenti o dai fuochi di Bengala che sono stati accesi sulle bottiglie di champagne» e «tutto è stato avvicinato troppo al soffitto», ha dichiarato ieri la procuratrice Pilloud.

Secondo le immagini che circolano sui social network, una persona in piedi sulle spalle di un'altra avrebbe accidentalmente dato fuoco al soffitto. L'indagine si concentrerà in particolare su una schiuma antirumore applicata al soffitto del bar devastato, dato che diversi testimoni hanno sottolineato questo aspetto dell'incendio. «L'indagine determinerà se questa schiuma è conforme» o meno, ha osservato la magistrata.

2 giorni fa
Team dall'Italia per i feriti negli ospedali svizzeri

Team italiani sono al lavoro negli ospedali svizzeri per visitare i feriti italiani e per «controllare le loro condizioni mediche in modo che appena ci sono le condizioni e abbiamo le possibilità li portiamo in Italia. Ovviamente è un'attività che richiede il tempo di valutare appunto le condizioni, prendere i dati necessari e li porteremo in Italia quanto prima», ha spiegato all'agenzia ASKANEWS Giuseppe Lepri Gallerano della Protezione civile italiana, da Crans-Montana.

«Qui ci sono diversi psicologi italiani che sono venuti apposta per portare supporto alle famiglie. Fortunatamente è un'attività che andando bene, nonostante la forte emozione e dolore che stanno vivendo queste famiglie, però i nostri psicologi stanno facendo un ottimo lavoro ed è un supporto particolarmente apprezzato», ha aggiunto.

«Finché ci necessitano saremo qui, assisteremo le famiglie e saremo qui finché sarà necessario - ha concluso - Abbiamo dato e comunicato la nostra disponibilità a dare supporto anche ad altri cittadini, ad accoglierli o semplicemente trasferirli, perché ovviamente come sapete i feriti sono tanti di diverse nazionalità e l'Italia si è offerta e ha dato questa disponibilità».

Stando all'ambasciatore italiano in Svizzera, Gian Lorenzo Cornado, il bilancio degli italiani coinvolti nel rogo è al momento di «14 feriti, 7 dei quali sono ricoverati in Italia e 7 in Svizzera, e 6 dispersi».

«L'Italia sta attualmente ricevendo, così come la Francia, pazienti non solo dall'Italia, ma anche dalla Svizzera, tutti presso lo stesso Ospedale Niguarda di Milano, che è un centro di eccellenza per il trattamento delle ustioni gravi in Europa», ha aggiunto Cornado.

Dal canto suo il Ministero degli affari esteri francesi, secondo un nuovo bilancio, ha precisato che sedici francesi sono rimasti feriti nell'incendio del bar «Le Constellation» durante la notte di Capodanno a Crans-Montana e nove risultano ancora dispersi.

Ieri le autorità svizzere avevano parlato della presenza di 14 francesi tra i 113 feriti identificati. Il Quai d'Orsay aveva finora segnalato otto cittadini dispersi. Le operazioni di identificazione delle persone decedute sono tuttora in corso.

2 giorni fa
Ondata di solidarietà per ospitare le famigliari delle vittime

Oggi privati cittadini si sono mobilitati per ospitare i famigliari delle vittime dell'incendio di Crans-Montana. Un centinaio di persone hanno risposto all'appello lanciato su una pagina Instagram creata per ricercare le vittime.

Numerosi cittadini di tutta la Svizzera offrono divani letto, appartamenti e camere nelle vicinanze dei principali ospedali dove si trovano i feriti. Un centinaio di proposte sono state fatte in meno di due ore dopo l'appello lanciato stamattina sulla pagina cransmontana.avisderecherche.

Diverse persone offrono alloggi vicino ai due centri per grandi ustionati dell'Ospedale universitario di Losanna (CHUV) e dell'Ospedale universitario di Zurigo (UZH). Ventidue ustionati gravi si trovano a Losanna e più di una dozzina a Zurigo.

Anche cittadini ginevrini e vallesani offrono posti letto nei pressi degli ospedali universitari di Ginevra (HUG), dell'ospedale cantonale di Sion e a Crans-Montana. Il dramma avvenuto nella notte di Capodanno nel bar «Le Constellation» ha causato 40 morti e 119 feriti, secondo l'ultimo bilancio.

2 giorni fa
Constantin: «A Crans-Montana non sarebbe successo niente se gli oggetti pirotecnici fossero vietati»

Christian Constantin ne è certo: «A Crans-Montana non sarebbe successo niente se gli oggetti pirotecnici fossero vietati». Il patron del Sion e promotore immobiliare vuole vietare l'utilizzo di questi oggetti. «È assurdo che nei bar sia vietato fumare e poi si permetta l'accensione di candele pirotecniche».

2 giorni fa
Castel San Pietro annulla la Cavalcata dei Re Magi in segno di vicinanza alle vittime di Crans-Montana

Castel San Pietro ha deciso di annullare la Cavalcata dei Re Magi di martedì 6 gennaio in segno di cordoglio e vicinanza alle persone colpite dalla tragedia di Crans-Montana. Di seguito il comunicato del Comune:

«La comunità esprime la più sentita vicinanza alla famiglia di Castel San Pietro e a tutte le persone colpite dalla tragedia di Capodanno a Crans-Montana. Con profondo cordoglio e partecipazione comunichiamo che la Cavalcata dei Re Magi, prevista per martedì 6 gennaio 2026, è annullata».

Ricordiamo che proprio ieri il CdT aveva anticipato che fra i dispersi del Constellation c'era anche una giovane di nazionalità italiana residente nel Mendrisiotto.

2 giorni fa
Stéphane Ganzer: «Qualcuno ha commesso un errore»

Qualcuno ha commesso un errore che è sfociato nella tragedia di Crans-Montana. «Qualcosa non ha funzionato». Lo ha detto il consigliere di Stato vallesano Stéphane Ganzer, responsabile del Dipartimento della sicurezza, ai microfoni di Radio SRF.

«Un incendio di tale gravità in Svizzera, un Paese con norme e controlli professionali, indica che qualcosa non ha funzionato», ha spiegato. «C'era un'uscita di emergenza e sono stati effettuati controlli».

Riguardo ai video circolati online, Ganzer ha precisato che il problema non sono i bengala: si trovano in ogni bar o discoteca svizzera. «Il vero problema non è la candela in sé, ma il soffitto», ha detto, evidenziando criticità nei materiali utilizzati. Ha ipotizzato che tra un controllo e l'altro possano essere stati eseguiti lavori di ristrutturazione e installati nuovi materiali.

Per Ganzer è chiaro: «qualcuno ha commesso un errore. Ne sono sicuro». Il comune di Crans-Montana aveva effettuato controlli anche in quel locale. «Al cantone non risultavano problemi particolari», ha aggiunto. La polizia ora verificherà tutti i rapporti e le circostanze precise dell'incendio.

2 giorni fa
La Confederazione apre un libro elettronico di condoglianze

Il Consiglio federale ha aperto un libro di condoglianze elettronico per chi desidera esprimere la sua tristezza e cordoglio alle vittime della tragedia del Primo gennaio a Crans-Montana (VS). I cittadini possono lasciare un messaggio sul sito www.admin.ch/condoleances.

«Il terribile incidente ha provocato shock e cordoglio in tutto il mondo», si legge sul sito della Confederazione in tedesco, francese, italiano e inglese. La piattaforma riporta inoltre messaggi di cordoglio del presidente della Confederazione Guy Parmelin, del ministro degli esteri Ignazio Cassis, del ministro di giustizia e polizia Beat Jans e del presidente del Consiglio di Stato vallesano Mathias Reynard.

2 giorni fa
Rinviate le operazioni non urgenti negli ospedali svizzeri

Per far fronte all'urgenza data dal numero di grandi ustionati causati dall'incendio di Crans-Montana (VS), in alcuni nosocomi svizzeri sono state rinviate operazioni programmate, come all'Ospedale universitario (UZH) e al Kinderspital (Kispi) di Zurigo.

«La collaborazione tra i diversi ospedali funziona molto bene e ci si supporta reciprocamente», ha dichiarato oggi una portavoce dell'UZH all'agenzia Keystone-ATS. Altri ospedali della città hanno temporaneamente accolto pazienti e casi urgenti provenienti dal nosocomio zurighese.

Il pronto soccorso dell'UZH rimane comunque operativo e pronto ad accogliere nuovi pazienti. Sono disponibili anche posti di terapia intensiva.

Anche al Kispi di Zurigo sono stati posticipati interventi programmati. Qui sono ricoverati cinque feriti dell'incendio, tutti minorenni, in coma farmacologico. Per la loro cura sono necessari numerosi interventi chirurgici, secondo quanto riportato da SRF.

All'Ospedale universitario di Losanna (CHUV), dove sono stati ricoverati 22 grandi ustionati, si sta valutando l'eventuale rinvio di interventi chirurgici non urgenti. La decisione sarà presa nel corso del week-end, ha precisato un portavoce.

Agli Ospedali universitari di Ginevra (HUG), invece, l'attività è tornata alla normalità. Tre dei cinque feriti ricoverati dopo la tragedia sono stati trasferiti all'estero ieri pomeriggio. Attualmente si trovano in ospedali in Francia e in Italia.

All'Inselspital di Berna non è stato necessario posticipare alcun intervento. Durante le festività, ha precisato il nosocomio, le attività del blocco operatorio sono limitate a urgenze e interventi critici. Le risorse necessarie per accogliere e curare i feriti di Crans-Montana sono dunque garantite. Il personale aggiuntivo è stato mobilitato in base alle esigenze.

2 giorni fa
Le scuole vallesane riapriranno regolarmente lunedì

Le scuole vallesane riapriranno regolarmente lunedì, nonostante il dramma di Crans-Montana che, secondo l'ultimo bilancio, ha causato 40 morti e 119 feriti. Lo hanno reso noto le autorità cantonali, che si sono dette pronte a fornire il sostegno necessario agli istituti coinvolti.

«Le scuole saranno aperte come previsto», ha dichiarato oggi a Keystone-ATS il segretario generale del Dipartimento vallesano dell'economia e della formazione, Pierre-Yves Délèze. «Sarà garantito un supporto alle scuole e alle classi interessate», ha aggiunto, sottolineando che il dipartimento segue la situazione con attenzione.

Saranno messi a disposizione spazi di ascolto e, se necessario, sostegno da parte di specialisti. «C'è certamente bisogno per i giovani di ritrovarsi e discutere», ha affermato Délèze. Il dramma infatti ha colpito soprattutto adolescenti e giovani adulti che si erano recati al bar «Le Constellation» per festeggiare il Capodanno.

2 giorni fa
«Dopo le immagini orribili viste a Le Constellation non so se continuerò a fare il pompiere»

«Queste mestiere era la mia passione, davvero. Ma dopo le immagini orribili che ho visto la notte di Capodanno non so se continuerò a esercitarlo». Parole pesanti queste, come lo è lo scenario che si è visto davanti agli occhi a Le Constellation nella notte che segnava il passaggio dal 2025 al 2026. Ancor più pesanti se a pronunciarle è una persona abituata a confrontarsi con situazioni difficili. Già, perché a parlare, sulle colonne de «Le Nouvelliste», è David Vocat, comandante dei pompieri di Crans-Montana. Qui l'articolo completo.

2 giorni fa
Tre feriti trasferiti da Ginevra all'estero

Tre dei cinque pazienti ricoverati agli Ospedali universitari di Ginevra (HUG) a seguito dell'incendio di Crans-Montana (VS) sono stati trasferiti all'estero ieri pomeriggio. Attualmente si trovano in ospedali in Francia e in Italia.

Rimangono quindi solo due persone assistite agli HUG, una situazione che, secondo una portavoce dell'ospedale, non influisce sul normale funzionamento della struttura.

Diversa la situazione all'Ospedale universitario di Losanna (CHUV), dove sono stati ricoverati 22 grandi ustionati: qui si valuta l'eventuale rinvio di interventi chirurgici non urgenti. La decisione sarà presa nel corso del week-end, ha precisato un portavoce.

2 giorni fa
Crans-Montana: ustionati, schiacciati, asfissiati

Oltre alle ustioni, alcune vittime dell'incendio avvenuto la notte di Capodanno nel bar «Constellation» di Crans-Montana (VS) sono rimaste schiacciate e asfissiate. Altri hanno riportato ferite cercando di soccorrere persone intrappolate.

Il direttore generale dell'Ente ospedaliero vallesano, Eric Bonvin, ha spiegato all'AFP che l'ospedale di Sion ha accolto 55 persone gravemente ferite nell'incendio che, secondo l'ultimo bilancio diffuso venerdì, ha causato 40 morti e 119 feriti.

«Oltre alle ustioni, c'erano altre lesioni», racconta Bonvin. «Ci sono giovani che hanno cercato di tirare fuori le persone intrappolate e che a loro volta sono rimasti feriti».

«Si tratta di fenomeni di panico», prosegue il direttore. «Quando scatta la paura, la gente cerca di uscire in fretta». Alcuni sono caduti nelle scale: «Questo accade in tutte le situazioni di panico. Le persone schiacciate hanno vissuto momenti terribili».

«Non eravamo presenti sul luogo, abbiamo visto le lesioni solo dopo», aggiunge Bonvin, sottolineando che l'inchiesta dovrà chiarire le cause dei decessi, ipotizzando che molti siano stati soffocati.

Ieri undici pazienti erano ancora ricoverati a Sion, mentre 28 erano stati trasferiti in altri ospedali in Svizzera e all'estero. «Chi resta è gravemente ferito, ma va ricordato che tutti i pazienti con ustioni molto gravi sono stati trasferiti in centri specializzati a Losanna, Zurigo o all'estero».

Alcune vittime sono state trattate non solo per ustioni esterne, ma anche per ustioni da inalazione, una condizione «estremamente complessa e difficile da gestire», spiega Bonvin. «Se le vie respiratorie sono coinvolte, possono svilupparsi infiammazioni e edema».

Nessun paziente è deceduto nell'ospedale di Sion, ma i sopravvissuti si trovano in condizioni delicate: quattro sono in terapia intensiva e altri devono ancora essere operati. Alcuni feriti sono arrivati in ambulanza, altri si sono presentati spontaneamente accompagnati dai genitori.

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