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Votazioni
Imposizione individuale, verso l’addio alla «penalizzazione» del matrimonio?
©Chiara Zocchetti
©Chiara Zocchetti
Keystone-ats
15 ore fa
Il comitato promotore invita a votare sì l’8 marzo, sostenendo che la riforma eliminerebbe la penalizzazione del matrimonio e incentiverebbe l’occupazione femminile.

Il comitato favorevole all’introduzione dell’imposizione individuale invita a votare sì l’8 marzo alla riforma fiscale, sostenendo che il nuovo sistema renderebbe la tassazione più equa e contribuirebbe a valorizzare il ruolo delle donne nel mercato del lavoro, con effetti positivi anche sulla carenza di personale qualificato. Secondo i promotori, l’attuale imposizione dei coniugi non è più adeguata alla realtà sociale odierna. Molte coppie sposate con doppio reddito pagano infatti imposte più elevate rispetto a coppie non sposate con una capacità economica simile, poiché i redditi vengono sommati e sottoposti a una progressione fiscale più elevata. Una situazione che il Tribunale federale aveva già giudicato iniqua negli anni Ottanta.

Donne penalizzate

Se in passato il sistema poteva funzionare, quando spesso lavorava un solo coniuge, oggi penalizza soprattutto il secondo reddito, generalmente quello femminile. Secondo il comitato, in molti casi l’elevata pressione fiscale scoraggia l’aumento dell’attività lucrativa o induce a rinunciare al lavoro. Con l’imposizione individuale, ogni coniuge presenterebbe una dichiarazione fiscale separata, indipendentemente dallo stato civile. Ciò renderebbe più conveniente lavorare in due, poiché il secondo reddito non verrebbe più colpito dalla progressione fiscale. In base alle stime, circa il 50% dei contribuenti pagherebbe meno imposte, per il 36% la situazione resterebbe invariata e solo una minoranza subirebbe un lieve aumento.

Fino a 44mila posti i lavoro a tempo pieno

I sostenitori sottolineano inoltre i possibili effetti positivi sull’occupazione femminile e sulla disponibilità di manodopera interna, con la creazione stimata di fino a 44 mila posti di lavoro a tempo pieno. L’aumento dell’attività lavorativa avrebbe ricadute positive anche sull’AVS, migliorando le future rendite. Quanto alle critiche legate ai costi e al carico amministrativo, il comitato ritiene la riforma sostenibile e sottolinea che la digitalizzazione permetterà di gestire in modo efficiente le nuove dichiarazioni fiscali, mentre l’aumento delle deduzioni per i figli dovrebbe attenuare eventuali svantaggi per le famiglie.