
Il riscaldamento climatico ha un impatto sullo sviluppo degli alberi in Svizzera. Diverse specie molto diffuse soffrono di ripetuti episodi di caldo e siccità che ne rallentano la crescita, secondo uno studio pubblicato oggi dall'Istituto federale di ricerca per la foresta, la neve e il paesaggio (WSL) di Birmensdorf (ZH). Il cambiamento climatico comporta un germogliamento più precoce degli alberi in primavera. Questo anticipo sempre maggiore dell'apertura dei germogli, che provoca un periodo di vegetazione più lungo, non porta tuttavia automaticamente a una crescita più sostenuta delle piante, come ci si potrebbe aspettare. Lo studio del WSL, che raccoglie dati raccolti in circa 50 siti in Svizzera, mostra che la crescita annuale di molti popolamenti è diminuita tra il 2012 e il 2022. Secondo i ricercatori, la spiegazione va ricercata nella successione di ondate di calore e siccità degli ultimi anni.
Gli alberi più toccati
Questi eventi meteorologici stressano gli alberi e ne inibiscono la crescita. Il calo è particolarmente marcato per l'abete, il faggio e l'abete rosso, rileva il WSL in una nota. La quercia e il pino silvestre, invece, hanno continuato a crescere normalmente. Ma nessuna di queste specie ha tratto vantaggio dal cambiamento climatico. Gli alberi crescono quando hanno a disposizione acqua a sufficienza. Se il clima è troppo caldo e secco, l'evaporazione supera l'assorbimento da parte delle radici e la crescita della pianta si arresta. "Un avvio precoce è poco utile se il caldo e la siccità accorciano le fasi critiche della crescita", osserva il WSL. Questa constatazione ha conseguenze sul cambiamento climatico. Le foreste sono infatti aspiratori di CO2, un gas ad effetto serra che contribuisce al riscaldamento globale. L'anidride carbonica (CO2) viene immagazzinata nel legno. In altre parole, più il tronco è grosso, più l'albero immagazzina carbonio. "Se il periodo di crescita effettiva delle principali specie diminuisce, così come anche la capacità di assorbimento", spiega ancora il WSL.

