“I test fai da te dei frontalieri non siano a nostro carico”
Lorenzo Quadri ha presentato una mozione al Consiglio nazionale per chiedere che i Paesi di provenienza paghino per i test dei loro lavoratori frontalieri
Redazione
“I test fai da te dei frontalieri non siano a nostro carico”
Foto CdT/ Chiara Zocchetti

Il Consiglio federale dovrebbe calcolare quanto costa alla Svizzera sussidiare i test fai da te ai lavoratori frontalieri e mandare la fattura ai rispettivi paesi di provenienza. È il contenuto di una mozione presentata dal consigliere nazionale leghista Lorenzo Quadri.

Solo in Ticino, ha calcolato Quadri, se tutti i frontalieri ritirassero in farmacia cinque test al mese, il costo supererebbe i quattro milioni di franchi. “Se testare è importante, è tuttavia altrettanto importante che i costi dei test ricadano sui soggetti giusti. Non è sostenibile che il contribuente elvetico sia sempre tenuto a pagare per tutti”, scrive il deputato.

Il problema, aggiunge, non riguarda solo il Ticino, ma tutte le zone di confine. A livello nazionale, la stima dei costi sale fino a 20,7 milioni ogni mese.

In Svizzera i frontalieri sono circa 345mila. 60 fr al mese (costo di cinque test) per 345mila permessi G equivale ad una spesa mensile di 20,7 milioni di Fr. “E’ palese che questo importante costo non può semplicemente essere accollato ai cittadini svizzeri. A maggior ragione in tempi di crisi finanziaria”, conclude.

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