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Banche
I requisiti patrimoniali più severi per UBS incontrano resistenze
©Gabriele Putzu
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Keystone
11 ore fa
Resistenze politiche e istituzionali all'inasprimento dei requisiti patrimoniali per UBS proposto dal Consiglio federale. Critiche trasversali mettono in discussione portata e proporzionalità della riforma.

L’inasprimento dei requisiti patrimoniali per UBS, proposto dal Consiglio federale, incontra numerose resistenze politiche e istituzionali. Durante la consultazione, conclusasi venerdì, sono infatti emerse critiche trasversali che mettono in discussione portata, tempistica e proporzionalità della riforma.

Il progetto

Il progetto prevede modifiche alla legge sulle banche e all’ordinanza sui fondi propri, imponendo alle banche di rilevanza sistemica attive a livello internazionale di coprire integralmente con capitale proprio le partecipazioni nelle filiali estere, rispetto al 60% attuale. Di fatto, la misura riguarda unicamente UBS. L’istituto si è opposto con decisione sin dall’annuncio dello scorso settembre; una nuova presa di posizione ufficiale è attesa a breve, così come quelle di economiesuisse e dell’Associazione svizzera dei banchieri.

UDC: "Misura sproporzionata e dannosa"

Sul piano politico, l’UDC giudica la misura sproporzionata e dannosa per la competitività della piazza finanziaria. Il PLR, pur sostenendo in linea di principio una copertura integrale, propone di affiancare strumenti convertibili in capitale in caso di crisi. In questo contesto prende forma un compromesso promosso da parlamentari borghesi: consentire a UBS di coprire fino al 50% dei requisiti con obbligazioni AT1, alleggerendo l’impatto della riforma.

Cauti i Verdi Liberali

Più cauti i Verdi liberali, che ritengono problematico intervenire in modo isolato prima del completamento dell’intero pacchetto di regolamentazione bancaria, segnalando possibili effetti negativi su economia reale, famiglie e imprese. Di segno opposto le posizioni della sinistra: il PS sostiene il progetto, ma chiede un quadro normativo più ampio per le banche sistemiche globali. Pieno appoggio arriva dai Verdi, che vedono nella riforma uno strumento chiave di tutela per economia e contribuenti, sollecitando però ulteriori passi, come un regime di responsabilità e maggiori poteri sanzionatori alla FINMA.

Cantoni piuttosto favorevoli

Dai cantoni prevale un “sì, ma”. La Conferenza dei direttori cantonali delle finanze e la Conferenza dei direttori cantonali dell’economia pubblica invocano proporzionalità e una visione d’insieme, temendo ricadute sulla competitività internazionale. Il Canton Zurigo si schiera apertamente con UBS: il Consiglio di Stato chiede una pausa di riflessione e una revisione approfondita, temendo che il giro di vite possa penalizzare l’istituto guidato da Sergio Ermotti.