Fusione Berner Zeitung e Der Bund, saltano 20 posti
Tamedia ha deciso di unire le redazioni centrali dei due quotidiani, la notizia era annunciata, ma le reazioni non mancano
Redazione
Fusione Berner Zeitung e Der Bund, saltano 20 posti
Lo storico stabile che ospita Der Bund. Foto Shutterstock

Il gruppo editoriale Tamedia mette insieme le redazioni della “Berner Zeitung” e di “Der Bund” a Berna. La misura comporterà verosimilmente il taglio di 20 posti a tempo pieno, che toccheranno in tutto circa trenta persone. Lo ha comunicato oggi l’azienda che appartiene a TX Group, precisando che i due titoli rimarranno indipendenti. Il taglio dei posti di lavoro terrà conto dei risultati della consultazione del personale, indica una nota. Per quanto possibile, sarà realizzato attraverso la fluttuazione naturale. Altrimenti, verrà applicato un piano sociale. Le redazioni di “Berner Zeitung” (BZ) e “Der Bund” sono oggi composte da un centinaio di persone, che occupano circa 70 posti a tempo pieno. In futuro, circa 70 persone copriranno 50 posti, ha detto il codirettore di Tamedia Marco Boselli a Keystone-ATS.

Nonostante la fusione delle due redazioni di “Berner Zeitung” e “Der Bund”, Tamedia intende continuare a pubblicarle come offerte separate. I due titoli si rivolgono ciascuno ad un proprio pubblico, viene indicato. Il “Bund” rafforzerà la sua sezione di opinioni e dibattiti e presenterà un più ampio resoconto estero e culturale, mentre la “Berner Zeitung” si concentrerà su una cronaca regionale più completa e sullo sport. A fine ottobre Tamedia aveva dichiarato che i due quotidiani avrebbero dovuto in futuro collaborare più strettamente sul piano organizzativo. L’obiettivo era di trovare sinergie nella copertura dell’attualità locale e cantonale.

Perdita di credibilità
Per Tamedia, questa riorganizzazione dovrebbe “consentire di mettere a frutto le sinergie necessarie, creando allo stesso tempo un modello orientato al futuro per i nostri due giornali a Berna”, precisa nel comunicato Marco Boselli. L’ambizione del gruppo rimane quella di “mantenere Der Bund e Berner Zeitung come due titoli separati”, ha puntualizzato. Per il sindacato Syndicom, con questo annuncio “si sono realizzati i peggiori timori”. Quasi un terzo dei 70 posti a tempo pieno sarà soppresso nei prossimi mesi, sottolinea Syndicom, aggiungendo che i tagli vengono compiuti “senza necessità” dal momento che Tamedia ha registrato un utile di 11 milioni di franchi a livello di Ebitda nello scorso “anno di crisi”. Syndicom chiede che Tamedia riduca al minimo i licenziamenti e “offra un piano sociale equo” per la parte inevitabile dei tagli. I due giornali, che avevano sezioni regionali indipendenti, saranno in futuro prodotti da una sola redazione, fusa e fortemente ridotta, si rammarica Syndicom. Con questa decisione, Tamedia “mina ancora di più la credibilità del settore giornalistico”. Il governo bernese ha espresso la sua preoccupazione riguardo all’impoverimento della copertura dei temi locali e regionali in questi due titoli e si rammarica della decisione. L’annuncio di oggi non rappresenta una sorpresa, ma è tuttavia “un giorno nero per i media bernesi”, ha detto da parte sua il sindaco di Berna Alec von Graffenried. “La concorrenza giornalistica tra le due redazioni ha assicurato un dibattito pubblico differenziato, critico e indipendente”, ha sottolineato von Graffenried. Con la sua decisione, secondo il sindaco Tamedia ha abbandonato il “modello bernese”, dando più peso ai suoi interessi economici rispetto alla sua responsabilità nella politica dei media.

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