Crollo storico dei pernottamenti
Il Ticino chiude il 2020 con una perdita del 16,3% dei pernottamenti alberghieri. A livello nazionale la situazione è ben peggiore, con le grandi città che hanno perso oltre il 50% dei pernottamenti
di ls
Crollo storico dei pernottamenti

Nel 2020 in Ticino i pernottamenti alberghieri sono diminuiti del 16,3% rispetto all’anno precedente. È quanto emerge dall’indagine pubblicata oggi dall’Ufficio federale di statistica (UST) che scatta una fotografia dell’andamento in tutti i Cantoni svizzeri. A livello nazionale il calo è stato molto più marcato sull’arco di 12 mesi: gli alberghi elvetici hanno registrato 23,7 milioni di pernottamenti, con un crollo storico del 40%. Un crollo “inedito”, sottolinea l’UST, “a livelli che non erano stati osservati sin dalla fine degli Anni ‘50”. Le regioni svizzere che hanno subito perdite maggiori sono Ginevra (-67,5%), la regione di Zurigo (-65,4%) e la regione di Basilea (-58,8%). Gli unici Cantoni ad aver registrato un calo inferiore al 20% sono stati il Ticino e i Grigioni (-9,2%) che hanno potuto beneficiare di importanti flussi di visitatori provenienti dal mercato interno.

Drastica contrazione della domanda estera
A livello nazionale a mancare sono stati soprattutto i clienti provenienti dall’estero. In tutto l’anno i pernottamenti di stranieri sono stati solo 7,3 milioni, in calo del 66,1%. Nella regione di Lucerna e del Lago dei Quattro Cantoni il crollo è stato addirittura del 74,9%. La domanda svizzera, in tutta la Confederazione, è invece calata meno drasticamente, attestandosi a 16,4 milioni di pernottamenti (-8,6%).

In Ticino mesi con risultati straordinari
Gli ospiti confederati che hanno soggiornato in Ticino nel 2020 “sono aumentati del 9,7% rispetto all’anno precedente”, fa sapere Ticino Turismo in una nota. Fondamentale per il nostro Cantone è stato il periodo da luglio a ottobre (+14.7%), con mesi caratterizzati da risultati straordinari (+15% in luglio, +18,4% in settembre e +21,1% in ottobre). Un dato significativo, quest’ultimo, soprattutto se inserito nel contesto globale. Secondo l’ultimo rapporto dell’Organizzazione mondiale del turismo, nel 2020 gli arrivi internazionali sono diminuiti del 74% determinando un calo di circa un miliardo di visitatori.

Trotta: “I flussi dal mercato interno hanno contenuto in parte i danni”
“Il 2020 è stato un anno molto difficile, ma gli importanti flussi provenienti dal mercato interno ci hanno permesso di contenere almeno in parte i danni”, commenta Angelo Trotta, direttore di Ticino Turismo, citato in una nota. “Il risultato è stato raggiunto anche grazie al successo della campagna marketing “Exotik liegt so nah - Die Welt im Tessin entdecken” che, in un periodo di forte concorrenza interna, ha saputo posizionare il nostro Cantone come meta esotica e mediterranea. A livello cantonale invece, la campagna “Vivi il tuo Ticino” promossa in collaborazione con il DFE e BancaStato, ha permesso di dare una boccata di ossigeno al settore della ristorazione e della ricettività in generale”.

Il confronto con i mercati europei
Tornando ai dati cantonali, dalle statistiche dell’UST emerge che i mercati europei hanno segnato una flessione del 47,7% rispetto allo scorso anno, mentre si riconferma la battuta di arresto di alcuni dei mercati esteri più importanti per il Ticino: gli USA (-88,3%), i Paesi del Golfo (-93,5%) e il Regno Unito (-75,1%). La nazione che ha subito la variazione minore è stata l’Italia (-27,8%).

  • 1