Crescono le richieste di aiuto dei giovani
Le cliniche di psichiatrica infantile sono fortemente sollecitate e hanno registrato un aumento di oltre il 40% dei casi d’emergenza: “Siamo ai limiti, molti giovani finiscono in reparti per adulti”
di Keystone-ats-ls
Crescono le richieste di aiuto dei giovani
Foto Shutterstock

È in forte crescita in Svizzera il numero di richieste d’aiuto da parte di giovani alle prese con varie forme di problemi legati alla pandemia. Come riferisce oggi il ‘Sonntagsblick’, Pro Juventute è sotto pressione per l’accresciuto carico di sollecitazioni. Molti più giovani rispetto al passato stanno infatti esprimendo paure e riferiscono di crescenti conflitti con i genitori e i fratelli, violenza domestica e solitudine.

Le cliniche sotto pressione

Sotto pressione anche gli ospedali psichiatrici del paese. Per citare un esempio, la Clinica di psichiatria infantile e adolescenziale dell’Università di Berna registra un aumento del 50% dei casi d’emergenza. «Siamo sovraffollati e non possiamo assolutamente accoglierli tutti», conferma il direttore Michael Kaess al domenicale. Da mesi ormai è necessario effettuare un triage per gestire le entrate e le nuove degenze, ha aggiunto. Anche nella Clinica di psichiatria e psicoterapia infantile e adolescenziale dell’Università di Zurigo il numero di emergenze è aumentato di circa il 40% negli ultimi dodici mesi. «Stiamo raggiungendo i nostri limiti e abbiamo quindi dovuto trasferire gli adolescenti in reparti per adulti», evidenzia la direttrice Susanne Walitza. «La pressione di registrazione nel policlinico e nei reparti di degenza non è mai stata così alta dall’inizio dell’autunno 2020», conferma Alain Di Gallo, direttore della Clinica per bambini e adolescenti delle Cliniche Psichiatriche Universitarie di Basilea. Particolarmente preoccupante, aggiunge, è l’aumento dei tentativi gravi di suicidio.

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