Gli aggiornamenti
Crans-Montana: «40 morti» ancora da identificare, 119 i feriti
© KEYSTONE (AP Photo/ Antonio Calanni)
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Sono 71 gli svizzeri feriti – «L'incendio è partito dalle candele sulle bottiglie» – Al lavoro l'Istituto forense di Zurigo – 50 trasferimenti verso Italia, Germania, Belgio e Francia – LA TERZA CONFERENZA STAMPA
11 minuti fa
Crans-Montana: finora trasferiti 7 feriti in Italia

Finora la Centrale Remota operazioni soccorso sanitario (Cross) della Protezione civile italiana, che ha sede a Pistoia, ha trasferito in Italia - all'ospedale Niguarda di Milano - sette ustionati italiani rimasti feriti nel rogo di Crans-Montana (VS).

Le operazioni di spostamento dei feriti sono coordinate dalla Cross. Tre ne sono stati effettuati ieri, mentre quattro sono attualmente in corso. I mezzi impiegati sono in prevalenza elicotteri messi a disposizione dalle Regioni. Si tratta di velivoli dei servizi di soccorso con personale specialistico a bordo.

24 minuti fa
«La maggior parte dei pazienti intubata, sono in anestesia generale e non soffrono»

Rispondendo a una domanda dei media, il primario nel Servizio di chirurgia pediatrica e adolescenziale, Anthony De Busy Roessingh, ha spiegato che la presa a carico dei minorenni non comporta problemi per il personale abituato alla cura degli adulti o ai pediatri. La presa a carico comune tipicamente usata a Losanna funziona senza problemi: «Si tratta di pazienti tra i 15 e i 18 anni».

La maggior parte dei giovani ricoverata attualmente al CHUV, ha spiegato invece Pantet, si trova intubata: «Sono in anestesia generale e non soffrono per le ustioni riportate». 

33 minuti fa
«Per i grandi ustionati abbiamo, normalmente, 6 posti: ora ne stiamo curando 22»

Per la struttura, la presa a carico dei 22 pazienti è una sfida: «Normalmente il CHUV ha a disposizione, per i grandi ustionati, 4 posti per adulti e 2 per bambini», ha spiegato la direttrice generale Charmet. «Ora ne stiamo curando 22». E non è solo un problema di posti: «Per la cura pazienti di questo tipo serve la presenza costante di 3 persone (fra infermieri e specialisti) a cui vanno aggiunti i team di anestesisti e diagnostica».

Considerato il numero totale di feriti - 119 - «non c’è nessun Paese in Europa che possa prendersi a carico, da solo, di un tal numero di ustionati», ha spiegato il direttore medico Matthias Roth-Kleiner. È insomma il buon funzionamento della coordinazione internazionale a permettere la cura di tutti i pazienti.

Il CHUV, ha fatto sapere poi Pantet, ha ricevuto offerte da Italia, Francia, Belgio e Polonia per l'invio di personale straniero, «ma per il momento abbiamo rifiutato perché in grado di garantire le cure con il personale svizzero. Romania e Lussemburgo hanno messo a disposizione aerei specializzati e alcuni medici (tra questi quelli italiani, ndr.) si sono già recati in Svizzera per seguire il trasferimento all'estero dei feriti. 

37 minuti fa
Le peggiori catastrofi della Svizzera
©ALESSANDRO DELLA VALLE
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L'ultimo dramma in ordine cronologico è quello di Crans-Montana, ma anche altri tragici eventi hanno segnato la storia rossocrociata, come l'incendio nella galleria autostradale del San Gottardo del 24 ottobre 2001.

La tragedia di Crans-Montana (VS) è tra le peggiori mai capitate in Svizzera. Nessun altro incendio ha causato così tante vittime: in genere a provocare un alto numero di decessi sono incidenti stradali o eventi naturali. Segue una panoramica delle più grandi catastrofi della Svizzera.

1. gennaio 2026 - Incendio a Crans-Montana (VS)

In un bar della località turistica vallesana di Crans-Montana scoppia un incendio durante una festa di Capodanno. Muoiono almeno 40 persone, 119 rimangono ferite, molte in modo grave.

28 maggio 2025 - Frana a Blatten (VS)

Gran parte del ghiacciaio sopra Blatten (VS) si stacca dalla montagna. Le masse di ghiaccio e detriti seppelliscono la maggior parte del villaggio di Blatten e della frazione di Ried. Muore una persona.

4 agosto 2018 - Caduta di un Ju 52 a Flims (GR)

Sul territorio comunale di Flims (GR) precipita lo storico aereo Ju-52. L'incidente viene attribuito a una "conduzione di volo ad alto rischio". Muoiono tutte le 20 persone a bordo.

23 agosto 2017 - Frana a Bondo (GR)

Dal Pizzo Cengalo, al di sopra di Bondo (GR), si stacca una massa di roccia di tre-quattro milioni di metri. Colate detritiche riversano dalla Val Bondasca, una valle laterale della Val Bregaglia nel Grigioni meridionale, raggiungendo il paesino di Bondo, che sfugge per poco alla distruzione. Otto persone provenienti da Germania, Austria e Svizzera risultano disperse. Si tratta di una delle più grandi frane della Svizzera.

13 marzo 2013 - Incidente stradale a Sierre (VS)

Un pullman belga si schianta contro la parete di una galleria sull’A9 presso Sierre (VS). Muoiono 28 persone, tra cui 22 bambini belgi e olandesi, i loro insegnanti e i due autisti. Altre 24 persone rimangono ferite, tre in modo particolarmente grave. Si tratta del più grave incidente di pullman in Svizzera da 30 anni.

24 novembre 2001 - Incidente aereo a Bassersdorf (ZH)

A Bassersdorf, nei pressi di Zurigo, un Jumbolino della Crossair precipita nella fase di avvicinamento allo scalo di Kloten nel corso di una forte nevicata. Nello schianto muoiono 24 persone, nove sopravvivono quasi illese. Il pilota era sceso sotto la quota minima. A bordo c'erano anche uno dei vice-sindaci di Gerusalemme e la popstar americana Melanie Thornton.

24 ottobre 2001 - Incendio galleria Gottardo (UR/TI)

Nel tunnel del Gottardo scoppia un incendio in seguito a uno scontro frontale tra due autocarri. Muoiono 11 persone.

27 settembre 2001 - Attentato Parlamento Zugo (ZG)

Un uomo armato irrompe nella sala del Gran Consiglio di Zugo, spara 90 colpi, uccide tre membri del governo e undici parlamentari, ferisce 15 persone (alcune in modo potenzialmente letale) e alla fine si toglie la vita. L'atto porta a modifiche delle misure di sicurezza negli edifici parlamentari di tutta la Svizzera.

14 ottobre 2000 - Frana a Gondo (VS)

Una colata detritica investe il piccolo villaggio vallesano di Gondo. La valanga di fango trascina con sé una dozzina di case. Muoiono 13 persone.

27 luglio 1999 - Incidente canyoning Saxetbach (BE)

Un'’ondata improvvisa di acqua, pietre e rami sorprende un gruppo di giovani turisti e le loro guide durante un'escursione di canyoning nel Saxetbach, nell’Oberland bernese. Muoiono 21 persone.

26 dicembre 1999 - Tempesta “Lothar”

Nel giorno di Santo Stefano la tempesta "Lothar" spazza la Svizzera. Muoiono 14 persone, 14 milioni di metri cubi di legname vengono abbattuti. Secondo quanto affermato all'epoca dall'Istituto federale di ricerca per la foresta, la neve e il paesaggio (WSL), "Lothar" è stata la più violenta tempesta invernale in Europa e in Svizzera.

3 settembre 1998 - Incidente Swissair a Halifax

Un MD-11 della compagnia aerea Swissair precipita in mare al largo di Halifax, in Canada, poco più di un'ora dopo il decollo dall'aeroporto John F. Kennedy di New York. Il velivolo era diretto a Ginevra. Muoiono tutte le 229 persone a bordo. È la peggiore catastrofe dell'aviazione svizzera.

17 novembre 1997 - Strage di Luxor

Il tempio di Hatshepsut a Luxor, in Egitto, è teatro di un attentato terroristico. Vengono uccise 58 persone, tra cui 36 svizzere. Era la prima volta che la Svizzera veniva a contatto con terrorismo di questo genere.

5 ottobre 1994 - Dramma Ordine Tempio Solare (FR/VS)

In una fattoria nel piccolo villaggio friburghese di Cheiry vengono scoperti 23 cadaveri carbonizzati, avvolti in vesti rituali. Poco dopo i vigili del fuoco trovano 25 corpi tra le macerie di uno chalet a Granges-sur-Salvan, in Vallese. In totale vengono rinvenuti 48 membri morti della setta dell'Ordine del Tempio Solare: una parte si è tolta la vita volontariamente, gli altri sono stati uccisi. Il fatto sconvolse la Svizzera e l'Europa. Negli stessi giorni dal Canada arriva notizia di un altro incendio con cinque morti.

14 novembre 1990 - Incidente Alitalia

Durante l'avvicinamento allo scalo di Zurigo un volo di linea Alitalia precipita sul monte Stadlerberg. Muoiono 46 persone.

12 settembre 1982 - Treno investe pullman a Pfäffikon (ZH)

A causa di una barriera manuale non chiusa a un passaggio a livello, un treno travolge un pullman a Pfäffikon (ZH). Il veicolo viene distrutto. Muoiono 39 persone. È la catastrofe ferroviaria più grave in Svizzera da 100 anni.

10 aprile 1973 - Incidente aereo a Hochwald (SO)

Dopo aver fallito il volo di avvicinamento all'aeroporto di Basilea-Mulhouse, un aereo britannico precipita su un pendio boscoso a Hochwald (SO). Muoiono 108 persone, 37 sopravvivono.

6 marzo 1971 - Incendio in centro psichiatrico Zurigo

Nel centro psichiatrico Burghölzli di Zurigo scoppia un incendio. Muoiono 28 persone.

24 febbraio 1970 - Valanga di Reckingen (VS)

Sull'alpe Bächji a Reckingen, nella Valle di Goms (VS), si staccano 1,8 milioni di metri cubi di neve a una quota di 2500 metri. Muoiono 30 persone. La valanga è considerata una delle peggiori catastrofi legate a slavine da quando questi eventi sono registrati.

21 febbraio 1970 - Incidente aereo a Würenlingen (AG)

A bordo di un aereo Swissair esplode una bomba. L'aereo precipita sopra Würenlingen (AG). Tutti i 47 passeggeri muoiono. L'attentato è considerato uno dei primi casi di terrorismo contro l'aviazione.

30 agosto 1965 - Distacco dal ghiacciaio di Mattmark (VS)

Nella valle di Saas, in Vallese, si stacca una parte del ghiacciaio Allalin. Le masse di ghiaccio seppelliscono il campo di baracche degli operai che lavoravano alla diga di Mattmark. Muoiono 88 persone. È la più grande catastrofe durante la costruzione di una diga in Svizzera.

4 settembre 1963 - Incidente Swissair a Dürrenäsch (AG)

Un aereo Caravelle della Swissair precipita a Dürrenäsch, nel Canton Argovia. Muoiono 80 persone. 43 vittime provenivano dal comune di Humlikon (ZH), circa un quinto dei suoi abitanti all'epoca. Tra le vittime l'intero consiglio comunale e molte coppie del villaggio. Decine di bambini rimangono orfani. È la prima grande catastrofe aerea in Svizzera.

1. aprile 1944 - Bombardamento su Sciaffusa

Il 1. aprile 1944 aerei americani sganciano per errore bombe su Sciaffusa. Si contano tra 47 e 60 morti (a seconda delle stime) e centinaia di feriti.

9 luglio 1892 - Catastrofe sul Lago di Ginevra (VD)

Sul Lago di Ginevra avviene una delle peggiori catastrofi lacuali della Svizzera: la caldaia a vapore del battello "Mont Blanc" esplode nel porto di Ouchy (VD). Muoiono 26 persone.

14 giugno 1891 - Disastro ferroviario di Münchenstein (BL)

Vicino a Münchenstein (BL), durante il passaggio di un treno completamente carico, crolla un ponte sulla Birs. Muoiono 73 persone. L'incidente è considerato la più grande catastrofe ferroviaria della Svizzera.

11 settembre 1881 - Frana di Elm (GL)

A Elm (GL) crolla la parete nord del Tschingelberg. Muoiono 115 persone. La catastrofe fu innescata da un'estrazione inadeguata di ardesia.

2 settembre 1806 - Frana di Goldau (SZ)

Dopo un lungo periodo di piogge, dal Rossberg si stacca uno strato di roccia sedimentaria spesso fino a cinquanta metri che precipita a valle a enorme velocità. Muoiono 457 persone e 323 capi di bestiame.

41 minuti fa
«Tutti giovani, tutti gravi»

Parlando ai media presenti, Charmet ha ripetuto quanto già evidenziato dalle autorità vallesane. Al momento, al nosocomio di Losanna, sono ricoverati 22 pazienti, «tutti giovani, tutti in stato grave». Molti, hanno spiegato Olivier Pantet (Medico aggiunto nel Servizio di terapia intensiva per adulti) e Anthony De Busy Roessingh (Primario nel Servizio di chirurgia pediatrica e adolescenziale) sono intossicati e hanno ustioni estese fra il 15 e il 60% del corpo.

un'ora fa
Parla il CHUV

Dopo la conferenza stampa tenuta dalle autorità vallesane sul devastante incendio di Crans-Montana, anche l'ospedale universitario di Losanna (CHUV) - che in queste drammatiche ore si è occupato delle cure di 22 feriti gravi - prende la parola.

Oggi, ai microfoni di RTS, la direttrice del nosocomio Claire Charmet aveva anticipato che «le prognosi sono ovviamente incerte per ciascuno di questi feriti, che sono tutti ustionati gravi». Secondo la direttrice, per il momento le risorse del CHUV, sia in termini di personale che di attrezzature, sono sufficienti; la situazione è sotto controllo. Ma la sfida sarà il passaggio dalla fase di crisi alla gestione della cronicità, poiché questi feriti necessitano di cure molto lunghe.

un'ora fa
La conferenza stampa delle autorità si è conclusa
un'ora fa
«Chi filmava non ha ostacolato i soccorsi»

Come valuta la procura le persone che si sono messe a fare video con il cellulare?
Pilloud: «Era la notte di Capodanno e c'erano moltissime persone in giro. È inevitabile che vi fossero degli spettatori della tragedia. Comunque, non hanno ostacolato le operazioni di soccorso. Tra i giovanissimi è ormai prassi tirare fuori il cellulare e riprendere quello che sta succedendo. La pubblicazione di questi video è poi responsabilità dei singoli».

un'ora fa
«È prematuro dare una causa e un nome ai responsabili»

Che cosa è stato controllato del locale, chi ha commesso errori?
Pilloud: «Oggi noi cerchiamo di rispondere a tutte le domande possibili. Il tutto è in fase di indagine e ora è prematuro potervi dare una risposta chiara e definitiva».

un'ora fa
«Ancora da identificare le 40 vittime»

Candele pirotecniche, serve un'autorizzazione? Quante delle 40 vittime sono state identificate?
Gisler: «I defunti sono 40. La loro identificazione continua. E questa è la nostra priorità assoluta. Stiamo ancora cercando di identificare definitivamente queste persone».
Pilloud: «Queste candele sono utilizzate per i compleanni e sono disponibili in commercio a tutti. L'indagine avanza per capire se fosse appropriato utilizzarle in uno spazio chiuso».

un'ora fa
«Non è possibile sapere quante persone c'erano nel locale»

Candele pirotecniche, proprietari del locale indagati, informazioni carenti
Pilloud: «Il numero esatto di persone presenti nel Constellation non è possibile saperlo ora, e probabilmente non lo sapremo mai perché c’è una via vai di persone nei locali. L’ipotesi principale sulla causa del rogo riguarda le candele incandescenti sulle bottiglie».
Pilloud: «Se diciamo qualcosa è perché si tratta di dati chiari e stabiliti. Non diamo informazioni incomplete. E questa è la terza conferenza stampa, proprio per aggiornare tutti sulla situazione».
Bonvin: «Le famiglie sono state informate non appena aveva informazioni sui loro cari. A livello di Ospedale vallesano abbiamo dato informazioni sulla presa a carico delle persone non appena sono state identificate. Informazioni trasmesse regolarmente. Ma è chiaro e si può capire che in questa situazione difficile e drammatica, per tutti era difficile ottenere informazioni sicure e precise. La missione principale dei soccorsi e degli ospedali era di salvare le vite dei pazienti. C'è voluto del tempo per avere informazioni consolidate anche a livello clinico. Ma non abbiamo trascurato le famiglie».

2 ore fa
«Il Constellation aveva un'uscita di emergenza, nessuna segnalazione dal Comune su problemi nell'edificio»

Ispezioni nel bar: era conforme alle norme, sulla base degli ultimi controlli? È vero che c'erano una sola piccola scala e una sola porticina?
Pilloud: «Per quanto riguarda la gommapiuma antirumore sul soffitto, l'indagine verte sulla posa di questo materiale e tutti i materiali intorno. Dovremo stabilire se la gommapiuma fosse conforme e se è responsabile dell'incendio. Al momento non riesco a dirle con certezza se non fosse conforme e se fosse stata posata con un'autorizzazione. Ribadisco che è fondamentale non fare illazioni. Non fate ipotesi sui media, le famiglie non hanno bisogno di questo. Fateci fare le nostre indagini e quando saranno concluse potremo dire cosa è successo».

Ganzer: «Il Comune è responsabile dei controlli periodici degli edifici. Il Comune di Crans-Montana è responsabile del controllo dell'edificio, tutti gli anni. Se risulta non conforme, si stila un rapporto e si dà il tempo ai proprietari di correggere i difetti. L'Ufficio cantonale antincendio non è mai stato informato in merito a difetti su questo edificio. Non ci sono stati rapporti di difetti dell'edificio notificati dal Comune al Cantone. Per quanto riguarda uscite di emergenza, materiali, porte: non c'è un'unica porta, anche se al momento dell'incendio sembra che la maggior parte delle persone sia uscita da una. C'era una porta di emergenza. Ma quando c'è il flashover, tanto fumo, le persone non vedono più nulla, non sanno dove andare. Sappiamo che ben pochi hanno raggiunto l'uscita di emergenza, molti sono andati verso l'uscita principale».

2 ore fa
Le cifre non sono definitive

Le cifre comunicate oggi riguardano le persone identificate formalmente. «Tutto ciò è in divenire e i numeri non sono definitivi», ha precisato Pilloud. «Ci sono persone che si sono presentate da sole in ospedale, persone che sono state indentificare ma non formalmente». 

«Grazie per la solidarietà», ha concluso. «Solidarietà vallesana, solidarietà svizzera e solidarietà a livello internazionale».

2 ore fa
«Grande professionalità del personale curante, che si è recato spontaneamente in ospedale per aiutare»

«L'ospedale vallesano ha funzionato bene in questi due giorni», ha detto Eric Bonvin, direttore generale Ospedale vallesano. «Tutti i feriti sono stati presi a carico. Abbiamo fatto il possibile. Le cose sono evolute rapidamente. Siamo passati a una fase di stabilizzazione, ma questa fase è delicata, perché è quella in cui le famiglie hanno di nuovo contatti con i loro feriti. L'ospedale è un luogo di privacy, dove servono pace e tranquillità per i pazienti. Per questo poniamo dei limiti (anche ai medi) per proteggere l'intimità dei pazienti, elemento terapeutico indispensabile». 

«L’Ospedale è stato messo sotto pressione, ma tutto è andato bene. Il centro ospedale di Sion, un luogo specializzato nella presa a carico dei feriti gravi era il luogo ideale per questa situazione. Il dramma si è svolto in un contesto di vacanza e dove noi eravamo già sotto pressione visto che le presenze in Vallese sono quasi raddoppiate. Il centro d’urgenza era in piena attività: il dramma di Crans-Montana si è aggiunto ai feriti «normali» che avevamo».

Dati di Sion: 55 feriti gravi ricoverati la notte della tragedia, di cui 13 sono stati dimessi e 11 sono ancora ricoverati nel nostro ospedale, 28 sono stati trasferiti. Degli 11 degenti, 4 sono in cure intense con prognosi riservata, 3 sono presi a carico a Sion e 4 a Sierre.

Nell'Alto Vallese si sono occupati di 7 pazienti, di cui 2 ancora in cure intense a Visp

I team di cure erano pronti ad accogliere molti pazienti durante le feste ma nessuno si aspettava una cosa del genere. È stato attivato rapidamente il piano per le emergenze e le catastrofi anche grazie alla grande solidarietà. «Molti colleghi si sono presentati spontaneamente sul posto per aiutare a prendersi cura di questi feriti. Una grande solidarietà professionale. In un momento di grande incertezza, perché non sapevano se vi fossero loro familiari nel bar. Tutti erano molto preoccupati quando arrivavano i feriti. Un carico emotivo molto forte ma con uno spirito di grande professionalità».

«Il bilancio dal punto di vista professionale permette di dire che siamo riusciti ad affrontare la situazione e che i dispositivi hanno funzionato a dovere. Speriamo di essere stati utili».

2 ore fa
«Abbiamo dovuto intubare un gran numero di persone», poste in coma farmacologico

Freddy-Michel Roten, direttore dell'organizzazione cantonale di soccorso: «L'OCVS è stato allertato immediatamente e tutti i mezzi disponibili professionali e i militi sono stati immediatamente messi in funzione. Purtroppo, stavolta, abbiamo dovuto rifarci al dispositivo d'urgenza specializzato in catastrofi, dove il numero di vittime è maggiore rispetto ai mezzi a disposizione. Bisogna mettere in sicurezza il sito con i vari partner e mandare le persone dove possono essere curate al meglio. Triage, presa a carico, organizzazione dei trasporti verso le strutture adeguate. Abbiamo dovuto stabilizzare, dare analgesici, e c'è stato un grande numero di intubazioni (persone poste in coma artificiale)».

41 ambulanze hanno partecipato all'operazione, 22 dal canton Vaud. 13 elicotteri di cui 6 cantonali, 5 della Rega, 1 elicottero francese, 1 elicottero italiano. 2 camion pesanti e 1 camion dal canton Vaud. Quindi 150 persone sono intervenute a livello sanitario. 

Un importante dispositivo di psicologi d'urgenza è stato attivato. Questo garantisce la presa a carico delle persone coinvolte, dei pazienti, familiari, congiunti, ma anche di chi è attivo sul terreno nel soccorso. Questa permanenza garantisce sul posto un sostegno continuo, strutturato e adeguato alle necessità. 

"La presa a carico delle ustioni è molto complessa e può proseguire per settimane o mesi". La gestione sanitaria attuale proseguirà. Tenendo conto del numero elevato di feriti e il numero limitato dei posti disponibili, i pazienti sono stati spostati negli altri ospedali svizzeri che avevano disponibilità di cure intense, anche se magari non era presente il personale specializzato in ustioni. Questo perché bisogna stabilizzare le funzioni vitali nelle prime ore e bisogna tenere conto delle capacità delle strutture.

Oltre alle persone portate dalle ambulanze, 40 persone si sono presentate all’ospedale, alcune con ustioni gravi.

50 trasferimenti sono in programma nei prossimi giorni verso Italia, Belgio, Germania e Francia.

2 ore fa
Tre priorità d'intervento

Il consigliere di Stato responsabile della sicurezza, Stéphane Ganzer, ha spiegato tre priorità: 
1. Accompagnamento delle famiglie, svizzere o estere, che si trovano a Crans-Montana (qui le famiglie non vengono lasciate sole dalla Polizia (Care Team,….)
2. Riconoscimento delle vittime.
3. Chiarire i fatti. «I video ci mostrano una realtà che rientra nelle esigenze legali e di inchiesta. Il lavoro prosegue per ricostruire i fatti».

4 agenti della polizia giudiziaria federale sono presenti in Vallese, poi c’è l’istituto forense di Zurigo (sei persone), una quarantina di agenti della Polizia cantonale vallesana, poi c’è una quarantina di ispettori di Polizia, oltre a una trentina di specialisti (medici, poliziotti, dentisti,…) per il riconoscimenti. Per quanto riguarda il Ticino, invece, quattro agenti della Polizia scientifica cantonale sono stati inviati in Vallese.

Il Cantone collabora con il DFAE per i trasferimenti negli ospedalieri internazionali con chi si è offerto di aiutare (come Italia e Francia ad esempio).

2 ore fa
L'identificazione è affidata al protocollo DVI

L'identificazione delle vittime avviene tramite il protocollo DVI, un protocollo internazionale, ha chiarito Pierre-Antoine Lengen, capo della Polizia giudiziaria. Queste procedure sono simili a quelle utilizzate durante lo tsunami del 2004. Sono coinvolte più di 30 persone. Una procedura che deve essere molto meticolosa, perché non sono ammessi errori. «Anche se l'attesa è snervante per le famiglie, sappiamo che i nostri collaboratori lavorano notte e giorno per poter dare loro una risposta al più presto».

«La priorità, ribadisco, è quella di identificare le vittime e per questo abbiamo tutto il sostegno da parte dei colleghi nazionali e abbiamo potuto contate su una struttura composta da professionisti. Non possiamo permetterci di commettere qualche errore».

Tutti sono al lavoro per completare i dossier post-mortem, che verranno completati con quelli ante-mortem per comparare i risultati. Quando questi due elementi verranno individuati verrà preparato un dossier che verrà inviato alla Commissione d’identificazione che dovrà validare le correlazione tra i dati, in seguito verrà trasmesso al Ministero pubblico che dovrà «liberare» il corpo. Solo in seguito verranno informate le famiglie.

2 ore fa
«L'incendio è partito dalle candele sulle bottiglie»

È stata aperta un'inchiesta per chiarire le circostanze del rogo. Tutte le piste vengono battute, nulla viene trascurato e lasciato al caso, ha aggiunto la procuratrice generale, Beatrice Pilloud. «Tutto lascia pensare che il rogo sia partito dalle candele messe sulle bottiglie, troppo vicine al soffitto. Da lì il fuoco si è propagato. Ne è seguita un'esplosione di calore generalizzata. Abbiamo dei video che sono stati analizzati, ci sono diverse persone che sono state interrogate e ci sono state constatazioni fatte». 

Sono stati sentiti anche i proprietari del locale, cittadini francesi. E, in parte, durante gli interrogatori, sono state stilate delle liste con le persone presenti. Inoltre sono state prese informazioni sui lavori svolti all’interno del locale e sulla disposizione dell’interno.

Seguiranno verifiche sui lavori di ristrutturazione effettuati nel locale, sugli estintori presenti, le vie di fuga. Il numero di persone presenti la sera stessa, il numero di persone che il bar era autorizzato ad accogliere, i materiali del luogo, le vie di accesso, le vie di fuga. L'Istituto forense di Zurigo è stato incaricato.

Dopo di tutte questo l'Istituto forense di Zurigo dovrà indagare e in base a questi risultati ci sarà una possibilità di esaminare se c’è una responsabilità penale a carico di alcune persone. In questo caso, se le persone fossero vive, ci sarà un’accusa per incendio negligente, omissioni di soccorso negligente e omicidio colposo.

«La nostra priorità è identificare le vittime e i feriti».

2 ore fa
Tra i 119 feriti, 71 sono svizzeri

I feriti sono 119. 113 sono stati formalmente identificati, 6 sono ancora in corso di identificazione. Tra quelli formalmente identificati, 71 sono svizzeri, 14 sono cittadini francesi, 11 italiani, 4 serbi, 1 bosniaco, 1 belga, 1 lussemburghese, 1 polacco, 1 portoghese. Per 14 di loro la nazionalità per il momento è ignota.

Il comandante della Polizia cantonale Frédéric Gisler ha detto che queste informazioni potrebbero cambiare.

Sono 40 le vittime. La loro identificazione formale continua, «questa è la priorità». «Disponiamo dei mezzi necessari per farlo, e possiamo contare sull’aiuto di molti specialisti dei corpi di polizia svizzeri. Ma i protocolli internazionali richiedono del tempo».

2 ore fa
«Quaranta persone sono morte»

Quaranta persone sono morte. 

In questo momento in ospedale c'è un silenzio spettrale, ha concluso il presidente del Consiglio di Stato vallesano, ringraziando chi si sta occupando dei feriti del terribile incendio di Crans-Montana. «Possiamo essere fieri di quanto fatto, un lavoro eccezionale. Molte persone hanno rinunciato alle vacanze per andare al fronte e aiutare».

Da domani sarà disponibile anche un libro di condoglianze online e una cerimonia verrà organizzata a Crans-Montana il 9 gennaio 2026. Un’occasione per riunirsi, per vivere insieme questo dramma nazionale.

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