Covid, riattivata la protezione civile
Questa potrà intervenire in caso di emergenza o manco di mezzi. È stato inoltre chiesto al Parlamento di autorizzare l’impiego esteso dell’esercito, 10 i militi al momento impiegati in Ticino
di Keystone-ATS/MJ
Covid, riattivata la protezione civile
Foto © CdT/Gabriele Putzu

Per affrontare la seconda ondata di coronavirus, il Consiglio federale ha deciso oggi di richiamare in servizio i militi della protezione civile. Parallelamente, l’esecutivo ha anche formalmente chiesto al Parlamento di autorizzare l’impiego dell’esercito a supporto dei Cantoni.

Fino a 500’000 giorni di servizio
Il contingente della protezione civile comprenderà un massimo di 500’000 giorni di servizio. Sarà disponibile fino al 31 marzo 2021. Dato che la Confederazione verserà ai Cantoni un’indennità forfetaria di 27,50 franchi per giorno prestato, i costi per Berna ammonteranno al massimo a 13,75 milioni di franchi.

Utilizzo sussidiario
La responsabilità operativa della chiamata in servizio e degli interventi è assunta dai Cantoni. La protezione civile interviene soltanto a titolo sussidiario, vale a dire quando gli altri mezzi di supporto non sono più sufficienti o quando è necessario intervenire con urgenza. Con questa chiamata in servizio, si tiene conto di una richiesta dei Cantoni “le cui strutture sanitarie richiedono sempre più frequentemente un appoggio urgente da parte della protezione civile”, spiega l’esecutivo in una nota.

Nelle scorse settimane i numeri dell’epidemia hanno segnato una forte impennata. Nelle strutture del sistema sanitario, tra cui case di riposo e istituti di cura, il personale rischia di raggiungere i limiti di capacità e a livello cantonale queste strutture richiedono sempre più spesso aiuto alla protezione civile.

L’intervento della protezione civile consente in particolare di sgravare il personale curante, anch’esso sempre più spesso contagiato e costretto a mettersi in quarantena o in isolamento. Consente inoltre di dare man forte al contact tracing e alle organizzazioni che effettuano i test.

La protezione civile fornisce anche un supporto a livello logistico e di condotta. Si occupa ad esempio dei trasporti di pazienti e dell’installazione e gestione di centri di accoglienza presso gli ospedali, assiste gli stati maggiori di crisi o gestisce le linee telefoniche d’emergenza. L’ordine di priorità nell’adempimento di questi compiti è deciso dai Cantoni.

Chiesto l’impiego dell’esercito
Oggi il governo ha peraltro anche licenziato il messaggio nel quale chiede al Parlamento di autorizzare l’impiego dell’esercito a favore del sistema sanitario civile. Per potervi far capo, i Cantoni dovranno dimostrare di aver esaurito tutti i mezzi di cui dispongono.

La decisione di principio sull’impiego fino al 31 marzo 2021 di un massimo di 2500 militari era stata presa due settimane fa. In tal modo l’esecutivo aveva dato seguito a una esplicita richiesta dei Cantoni.

Trattandosi di un impiego di durata superiore a tre settimane e di un contingente di oltre 2000 militari, la missione deve essere approvata dal Parlamento, che si esprimerà nella sessione invernale. I maggiori costi, generati soprattutto dai giorni di servizio supplementari, dovrebbero essere coperti dal budget ordinario del Dipartimento della difesa (DDPS) già approvato dal Parlamento.

I compiti dell’esercito consistono nel sostenere le strutture ospedaliere civili nel settore delle cure di base e delle terapie, nell’aiutare gli ospedali cantonali ad accrescere le capacità delle loro unità di cure intense e nel trasportare pazienti contagiosi. I soldati sanitari e d’ospedale, che dispongono di una formazione militare riconosciuta dalla Croce Rossa, potranno in particolare sgravare il personale infermieristico da alcuni compiti per consentire loro di concentrarsi sui casi gravi.

Attualmente, ha precisato Viola Amherd, sono circa 220 i militi in servizio in appoggio alle autorità civili, nei cantoni Friburgo, Ginevra, Vallese, Berna, Vaud e Ticino. Nel cantone subalpino i soldati impiegati sono 10. Oggi entreranno inoltre in servizio 35 militi a Basilea Città.

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