Covid, più di 200 pazienti in unità terapia intensiva
In alcuni cantoni cominciano a mancare i letti liberi, ha dichiarato il protavoce della Conferenza dei direttori cantonali della sanità, che ha però confermato che la variante Omicron non è ancora arrivata in Svizzera
di Keystone-ATS/MJ
Covid, più di 200 pazienti in unità terapia intensiva
Immagine © CdT/Gabriele Putzu

Più di 200 pazienti Covid sono attualmente nelle unità di terapia intensiva degli ospedali, secondo i dati dei Cantoni. La situazione può quindi essere ancora gestita. Fino ad oggi la nuova variante Omicron del coronavirus non è stata rilevata in Svizzera.

A causa della dinamica attuale, c’è da aspettarsi un ulteriore aumento dei ricoveri e un crescente carico sulle unità di terapia intensiva, ha detto oggi a Keystone-ATS Tobias Bär, portavoce della Conferenza dei direttori cantonali della sanità (CDS).

In alcuni cantoni o meglio ospedali, non ci sono tuttavia quasi più letti liberi. Bär ha confermato così notizie in tal senso di diversi domenicali.

La CDS presuppone quindi che presto sempre più pazienti dovranno essere trasferiti in ospedali di altri cantoni e che le operazioni non urgenti dovranno essere rimandate. Queste includono, per esempio, interventi per tumori.

I Cantoni - secondo la CDS - aumenteranno le capacità di trattamento dei pazienti Covid per quanto possibile. Tuttavia, ci sono limiti a questa espansione.

Il numero di letti di terapia intensiva a disposizione è stato continuamente aumentato negli ultimi dieci anni, afferma la CDS. Nella prima ondata di coronavirus, sono stati messi a disposizione, quale misura precauzionale e teorica, più di 1000 letti supplementari di terapia intensiva. Questi letti sono stati gestiti con personale di supporto proveniente da altri ambiti specialistici come l’anestesia.

Secondo la CDS, non era possibile rispettare le linee guida della Società svizzera di medicina Intensiva, che definiscono, tra l’altro, i requisiti spaziali e il personale necessario per la certificazione.

Non esclusi triage in futuro
Nel caso di un deterioramento della situazione e di una carenza straordinaria di risorse, il triage dei pazienti non può essere escluso, scrive ancora la CDS. Le direttive medico-etiche dell’Accademia svizzera delle scienze mediche e della Società svizzera di medicina Intensiva rappresentano le linee guida.

In base ad esse, l’obiettivo principale è di salvare più vite possibili. Per il triage, la prognosi di sopravvivenza a breve termine rimane il primo e più importante criterio di decisione. Le risorse devono essere assegnate senza discriminazioni. Caratteristiche come età, sesso, disabilità, stato sociale o stato di vaccinazione non devono essere utilizzate come criteri di selezione.

Omicron non rilevato in Svizzera
L’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) ha comunicato oggi a Keystone-ATS che la nuova variante di coronavirus Omicron (B.1.1.529) non è ancora stata rilevata in Svizzera. L’Organizzazione mondiale della sanità venerdì (OMS) aveva classificato la variante come “preoccupante”.

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