Coop, un terzo di clienti in meno nei supermercati
Oltre 1'000 punti vendita hanno abbassato le saracinesche e circa 13'000 dipendenti sono rimasti da un giorno all'altro senza lavoro
Redazione
Coop, un terzo di clienti in meno nei supermercati
Coop, un terzo di clienti in meno nei supermercati

Il gruppo Coop sta soffrendo pesantemente a causa del coronavirus, al di là dell'impressione che possono dare i fenomeni di accaparramento. "Abbiamo un terzo di clienti in meno nei supermercati", afferma il presidente della direzione Joos Sutter in un'intervista pubblicata dalla SonntagsZeitung.

"Affluenze così basse non le ho mai viste durante la mia vita", prosegue il manager con studi all'Università di San Gallo. Pur ammettendo che i clienti acquistano merci più del solito, Sutter invita a ragionare a livello più ampio. "Il coronavirus avrà un impatto negativo su Coop: nessuno ha dovuto chiudere tanti negozi quanti ne abbiamo chiusi noi".

Sono infatti oltre 1000 i punti vendita costretti ad abbassare le saracinesche. Di conseguenza circa 13'000 dipendenti sono rimasti da un giorno all'altro senza lavoro, ad esempio presso Fust, Interdiscount, Coop Edile & Hobby o Bodyshop. Il gruppo ha iniziato immediatamente ad utilizzare il personale in altri settori. "Chi vende solo alimentari ora può approfittare della situazione, non però chi è diversificato come noi", osserva il Ceo dal 2011.

Riguardo a un eventuale ulteriore rafforzamento delle misure di protezione contro la pandemia, con un confinamento della popolazione in casa, il dirigente con origini grigionesi dice di essere pronto. "Siamo in condizione di garantire l'approvvigionamento. Non potremo però garantire l'intero assortimento, per esempio per la pasta".

Coop ha chiesto il lavoro ridotto per quel personale che non è più attivo. Continua comunque a pagare il 100% del salario. "La disoccupazione parziale ci consentirà di evitare i licenziamenti; ritengo che questa situazione durerà mesi", conclude Sutter, che in aprile compirà 56 anni.