Svizzera
Conti della Confederazione e dazi Usa, "per il 2025 non si prevedono conseguenze"
© CdT/Archivio
© CdT/Archivio
Redazione
18 giorni fa
Lo rende noto il Consiglio federale pubblicando la prima proiezione di quest'anno sui conti di Berna, che prevede un deficit di finanziamento di 200 milioni di franchi, a fronte degli 800 milioni preventivati grazie "alle entrate fiscali sensibilmente più cospicue".

Migliorano, rispetto alle previsioni, i conti della Confederazione. Secondo le cifre disponibili a fine giugno, per l'anno corrente Berna si attende un deficit di finanziamento di 200 milioni di franchi, a fronte degli 800 milioni preventivati. Lo rende noto il Consiglio federale, spiegando che l'attuale proiezione è stata comunicata quest'oggi all'Esecutivo. Il miglioramento "è principalmente dovuto entrate fiscali sensibilmente più cospicue".

Le conseguenze dei dazi arriveranno dopo

Per l’anno in corso "non si prevedono ancora conseguenze drastiche dagli elevati dazi americani sulle finanze della Confederazione. Al momento non è chiaro come l’economia svizzera risponderà a questa situazione inedita. In base a ciò, è probabile che i dazi avranno un impatto sulle uscite per il lavoro ridotto e sull’IVA a partire dal 2026. Altri effetti sull’entrate si produrranno con un differimento temporale ancora maggiore".

Le cifre nel dettaglio

Nel bilancio ordinario, invece del disavanzo stimato a 500 milioni, si profila un'eccedenza di finanziamento pari a 700 milioni. Questo miglioramento è principalmente dovuto a una correzione al rialzo delle entrate stimate (+1,4 miliardi), si legge in una nota governativa odierna. Per contro, le uscite ordinarie dovrebbero invece superare l'importo iscritto a preventivo di 200 milioni. L'evoluzione positiva sul fronte delle entrate è già considerata negli indicatori del preventivo 2026 e del piano finanziario 2027-2029, e non cambia il fatto che senza l'attuazione del pacchetto di sgravio, negli anni di pianificazione finanziaria occorrerebbe fare i conti con deficit miliardari, precisa il Governo.