Chiesa sarebbe il primo presidente UDC “latino”
Il Consigliere agli Stati ticinese era già stato vicepresidente del partito nel 2018 ed è stato candidato ieri alla presidenza
di Keystone-ATS
Chiesa sarebbe il primo presidente UDC “latino”

Se venisse effettivamente votato dalla maggioranza dei delegati il prossimo 22 agosto, il 45enne ticinese Marco Chiesa diventerebbe il primo presidente dell’UDC proveniente dalla Svizzera latina.

Chiesa è presente alle Camere a Berna già da cinque anni, ma il grande colpo gli è riuscito lo scorso autunno, quando è stato eletto come primo rappresentante ticinese dell’UDC al Consiglio degli Stati. Una vittoria - a scapito anche di un nome storico del PPD come Filippo Lombardi - che gli ha permesso di attirare l’attenzione dei media della Svizzera tedesca.

Il ticinese non è comunque un volto nuovo all’interno del partito, poiché nel 2018, assieme alla grigionese Magdalena Martullo-Blocher, era stato eletto alla vicepresidenza. Nello stesso anno era anche entrato nella vicepresidenza dell’Azione per una Svizzera neutrale e indipendente (ASNI).

Per queste ragioni il suo nome era stato inserito subito nella lista dei favoriti della Commissione cerca per la presidenza del partito. Dopo un iniziale rifiuto per motivi lavorativi, la strada si è spianata e anche il sostegno della famiglia è stato fondamentale, ha spiegato lo stesso interessato oggi alla trasmissione “Heute Morgen” della SRF.

Un “blocheriano col sorriso”
Il luganese viene descritto dal politologo Oscar Mazzoleni come duro nei fatti ma moderato nello stile, o “un blocheriano con il sorriso”. Sugli argomenti faro come immigrazione, frontalieri, asilo ed Europa, Chiesa è esattamente sulla linea dello stratega democentrista Christoph Blocher, ha spiegato oggi all’agenzia Keystone-ATS il professore dell’Università di Losanna.

Tuttavia, il politico ticinese ha modi garbati e cerca il dialogo, ed è proprio questo che lo differenzia da numerosi colleghi dell’UDC della Svizzera tedesca, ha detto ancora il politologo. Proprio per tale motivo, il professore considera Chiesa “l’uomo giusto in un momento difficile”. Da outsider ha il vantaggio di non essere implicato nelle querelle di partito ed ha la possibilità di creare unione all’interno della formazione.

Il lavoro non sarà tuttavia facile, ha sottolineato Mazzoleni. Chiesa dovrà impegnarsi duramente per essere accettato nella Svizzera tedesca, poiché nonostante tutto l’UDC rimane un partito fortemente radicato in quella parte del Paese.

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