Catena della Solidarietà, 2 milioni ai Paesi fragili
È la cifra che è stata sbloccata dal fondo d’emergenza per contrastare gli effetti della pandemia in alcuni paesi
Redazione
Catena della Solidarietà, 2 milioni ai Paesi fragili

La Catena della Solidarietà ha sbloccato 2 milioni di franchi dal suo fondo d’emergenza per contrastare gli effetti della pandemia di coronavirus in paesi fragili, dove l’accumularsi di crisi è “drammatico”.

In questi Paesi gran parte della popolazione ha perso il lavoro, i progressi nel campo della salute e dell’istruzione sono crollati e le comunità sono in balia della contaminazione, sottolinea la Catena della Solidarietà in un comunicato odierno.

Sia in Mozambico, devastato da un ciclone l’anno scorso, sia ad Haiti, scossa da terremoti, cicloni e criminalità, sia nei campi profughi di Rohingya in Bangladesh, la gente sopravvive alla giornata. Per queste famiglie in situazione precaria, le misure di contenimento dell’epidemia hanno tolto la possibilità di provvedere ai loro bisogni.

Le ONG partner della Catena della Solidarietà si sono quindi riorganizzate per sostenere la prevenzione dell’infezione e garantire che i servizi essenziali rimangano accessibili. A tale sopo sono già stati stanziati 2 milioni di franchi di fondi propri per far fronte ai bisogni più urgenti: campagne di prevenzione e preparazione dei campi profughi per la pandemia (Bangladesh, Tanzania), creazione di stazioni per il lavaggio delle mani (Yemen, Burkina Faso, Haiti, Myanmar) e attrezzature di protezione per il personale medico (Yemen, Haiti, Myanmar, Mozambico, Bangladesh, Tanzania).

Grazie alle donazioni, le ONG “potranno fare il passo in più per proteggere le persone dalla carestia”, sottolinea la Catena della Solidarietà. Il denaro raccolto contribuirà anche a reinventare modi per fornire istruzione e protezione - specialmente per donne e bambini - quando il confinamento isola le famiglie.

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