Cambiamenti climatici, la Svizzera è a rischio
È quanto emerge da un rapporto dell’Ufficio federale dell’ambiente, in collaborazione con MeteoSvizzera, sotto l’egida del National Centre for Climate Services
di Keystone-ATS/MMINO
Cambiamenti climatici, la Svizzera è a rischio

La Svizzera è particolarmente colpita dai cambiamenti climatici e in futuro gli effetti sull’ambiente saranno ancora più marcati. È quanto emerge da un rapporto dell’Ufficio federale dell’ambiente (UFAM), in collaborazione con MeteoSvizzera, sotto l’egida del National Centre for Climate Services (NCCS). Nella Confederazione la temperatura media è aumentata di circa 2 gradi dall’era preindustriale (circa 150 anni fa), ossia più del doppio rispetto alla media mondiale, indica in una nota odierna l’UFAM, aggiungendo che i cambiamenti climatici si manifestano in particolare “nel fragile paesaggio glaciale delle Alpi”.

Il deterioramento e la scomparsa dei ghiacciai nell’arco alpino sono sempre più visibili. Dallo scorso anno il ghiacciaio del Pizol (sopra Sargans, SG) non viene più misurato a causa della sua esigua superficie residua e in generale, nell’ultimo decennio, i ghiacciai elvetici hanno perso annualmente il 2% della loro massa. Il rapporto pubblicato oggi, dal titolo “I cambiamenti climatici in Svizzera”, fornisce una panoramica delle cause e degli effetti dei cambiamenti climatici nella Confederazione e presenta le principali misure che consentiranno di ridurre le emissioni e di adattarsi adattarsi al clima in mutazione.

Flora e fauna colpite dai cambiamenti
Dal rapporto emerge che le conseguenze dei cambiamenti climatici sono ondate di calore più frequenti, estati più secche, forti precipitazioni - più frequenti e intense - come pure inverni con poca neve. A preoccupare gli esperti è pure l’aumento delle temperature dei laghi e dei fiumi elvetici. Ciò causa effetti negativi sugli organismi acquatici (ad esempio per le trote nelle acque al di sopra dei 25 gradi) e gravi morie di pesci, in particolare durante le ondate di calore degli anni 2003, 2015 e 2018. Esse hanno provocato effetti diretti anche sulla salute delle persone, con un aumento del tasso di mortalità e un incremento del numero di ammissioni in pronto soccorso, sottolinea l’UFAM. Per quanto riguarda la flora, diverse specie vegetali - ad esempio i ciliegi - fioriscono sempre più presto a causa delle temperature più miti. In questo modo, però, le piante sono più esposte alle gelate tardive.

Temperatura media in netto aumento
Lo studio lancia inoltre l’allarme: “Se le emissioni di gas serra globali dovessero continuare ad aumentare, la temperatura media in Svizzera potrebbe salire entro il 2100 di 4,8-6,9 gradi rispetto all’era preindustriale”, scrive l’UFAM, aggiungendo che però una protezione efficace del clima consentirebbe di prevenire entro tale data due terzi dei possibili effetti. Si potrebbe così limitare a 2,1-3,4 gradi il riscaldamento medio. L’UFAM ricorda poi gli sforzi e i progetti a livello politico in questo ambito. Ad agosto, ad esempio, il Consiglio federale ha adottato il secondo piano d’azione 2020-2025 per l’adattamento ai cambiamenti climatici. Il Parlamento ha invece approvato la revisione totale della legge sul CO2. Tale decisione è ora oggetto di referendum.

  • 1