Svizzera
Berset difende la pensione a 65 anni per le donne
2 mesi fa
Il consigliere federale ha spiegato la necessità di riformare il sistema pensionistico in vista della votazione del 25 settembre

L’AVS è confrontata con difficoltà finanziarie e deve essere riformata. Il consigliere federale Alain Berset ha difeso oggi a Berna l’innalzamento a 65 anni dell’età pensionabile per le donne in vista della votazione del 25 settembre. La riforma consentirebbe di stabilizzare le finanze dell’AVS per circa un decennio e di garantire l’attuale livello delle rendite, ha dichiarato Berset, precisando che attualmente sono 2,6 milioni i beneficiari di una rendita. Per la maggior parte di loro questa è una componente sostanziale del reddito. Le rendite non sono però più garantite, poiché le uscite dell’AVS aumentano in misura maggiore rispetto alle sue entrate, ha aggiunto.

Uomini e donne a 65 anni
La misura principale della riforma AVS 21 è l’introduzione della stessa età di pensionamento per uomini e donne, ovvero 65 anni. Le persone che cominceranno a ricevere la loro rendita AVS a 65 anni la percepiranno senza riduzioni né supplementi, salvo per la cosiddetta generazione di transizione. Tale misura è accompagnata da una compensazione in favore delle donne nate tra il 1961 e il 1969: un supplemento di rendita e migliori condizioni in caso di prepensionamento. Nel dettaglio, il supplemento mensile sarà di 160 franchi per le donne con un reddito annuo determinante fino a 57’360 franchi, 100 franchi fino a 71’700 e 50 franchi a partire da 71’701.

Pensionamento anticipato
Per quanto riguarda il pensionamento anticipato, le donne potranno accedervi al massimo tre anni prima dell’età di riferimento, ovvero a 62 anni se la riforma entra in vigore nel 2023. Le rendite anticipate delle donne della generazione transitoria saranno meno fortemente ridotte rispetto a quelle attuali. La riforma crea inoltre incentivi a proseguire l’attività lucrativa dopo i 65 anni, ha sottolineato Berset: chi continuerà a lavorare e a versare contributi dopo il raggiungimento dell’età di pensionamento potrà migliorare la propria rendita AVS.

Le entrate non bastano a coprire le rendite
Con l’evoluzione demografica, fra qualche anno, le entrate non basteranno più a coprire tutte le rendite, ha ricordato il Consiglio federale. Il fabbisogno finanziario per i prossimi dieci anni ammonta a circa 18,5 miliardi di franchi. Complessivamente, AVS 21 consentirà di risparmiare circa 4,9 miliardi di franchi entro il 2032. Altre misure sono quindi necessarie. Il tasso di IVA sarà nel contempo aumentato di 0,4 punti percentuali (dal 7,7% all’8,1%). Tale misura dovrebbe fruttare 12,4 miliardi all’AVS. Considerando anche i risparmi, fino al 2032 le finanze dell’AVS saranno sgravate di circa 17,3 miliardi di franchi.

“Giustificato”
Per il Governo e la maggioranza del Parlamento l’allineamento dell’età pensionabile delle donne a quella degli uomini è giustificato. Le donne sono meglio formate rispetto al passato, la maggior parte di esse esercita un’attività lucrativa e vive più a lungo degli uomini. Circa un terzo dei risparmi realizzati grazie alla riforma verranno così ridistribuiti alle donne.

Contrari sinistra e sindacati
Di tutt’altro avviso la sinistra e i sindacati, che hanno lanciato un referendum contro la riforma. Secondo il comitato referendario, le rendite delle donne diminuiranno di circa 1’200 franchi annui, senza contare il fatto che esse guadagnano circa un terzo in meno degli uomini. A suo avviso, la riforma AVS 21 è il primo di una serie di progetti di smantellamento che riguardano tutta la popolazione.

Due progetti, una riforma
Il consigliere federale ha pure sottolineato come la riforma AVS 21 si componga di due progetti. Uno prevede, come detto, l’innalzamento dell’IVA a favore dell’AVS. Poiché questo aumento implica una modifica costituzionale, il progetto deve essere necessariamente sottoposto a votazione. L’altro prevede adeguamenti delle prestazioni dell’AVS. È contro questo progetto che è stato lanciato il referendum. Tuttavia i due progetti sono correlati: se uno dei due sarà respinto, l’intera riforma fallirà, ha avvertito Berset. “Sarà quindi necessario un doppio sì, altrimenti l’ennesimo tentativo di riformare l’AVS negli ultimi 25 anni fallirà ancora, come nel 2017”, ha ricordato.

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