Anziani disoccupati, rendita ponte da luglio
Chi perde il lavoro dopo i 58 anni potrà ricevere una prestazione transitoria fino alla pensione, per evitare che le persone dal reddito modesto finiscano in assistenza
di Keystone-ATS/MJ
Anziani disoccupati, rendita ponte da luglio
Foto CdT/Nicola Demaldi

A partire dal 1° luglio, i lavoratori che hanno perso il posto dopo i 58 anni e non hanno più diritto all’indennità di disoccupazione potranno ricevere una prestazione transitoria - o rendita ponte - fino alla pensione. Lo prevede la relativa ordinanza adottata oggi dal Consiglio federale grazie alla quale si vuole evitare che persone dal reddito modesto, una volta esaurite gli averi di cassa pensione e i risparmi privati, finiscano in assistenza.

Dai 60 anni e anche all’estero
Per poter ricevere tale sostegno, precisa una nota odierna governo, le persone in questione dovranno aver compiuto i 60 anni e riempire un modulo che sarà disponibile nei comuni di residenza. Se una persona domiciliata all’estero presenta una domanda per ricevere prestazioni transitorie, è competente l’organo esecutivo dell’ultimo Cantone in cui la persona è stata domiciliata in Svizzera. I moduli verranno messi a disposizione poco prima dell’inizio di luglio. Una decisione deve essere presa entro 90 giorni.

Ogni anno l’ammontare delle rendita può essere modificato alla luce dei cambiamenti nella situazione famigliare e finanziarie del beneficiario. Ciò vale anche in caso di trasferimento del domicilio in uno Stato dell’Unione europea, oppure in Islanda, nel Liechtenstein o in Norvegia (Stati membri dell’AELS, ossia dell’Associazione europea di libero scambio cui la Svizzera aderisce).

Rendita ponte, chi ne ha diritto?
Per accedere alla rendita ponte, il governo ha previsto un periodo contributivo all’AVS di almeno 20 anni, di cui cinque dopo i 50 anni, e aver guadagnato almeno 21’330 franchi all’anno.

L’ordinanza sulle prestazioni transitorie per i disoccupati anziani (OPTD) precisa che potranno accedere alle prestazioni transitorie (PT) le persone la cui sostanza netta non supera i 50 mila franchi (100’000 per le coppie sposate). L’avere di vecchiaia della previdenza professionale non sarà considerato quale sostanza fino a un importo di 500 mila franchi.

Nel complesso, specifica la nota, l’ordinanza è stata accolta in modo favorevole durante la procedura di consultazione. Nonostante qualche critica, non sono state apportate modifiche alle disposizioni concernenti la franchigia sull’avere di vecchiaia della previdenza professionale e gli sforzi d’integrazione.

Su raccomandazione della Commissione della sicurezza sociale e della sanità del Consiglio nazionale, l’Esecutivo ha invece adeguato i motivi che giustificano il dispendio eccessivo della sostanza. Le spese per l’integrazione sociale o professionale saranno pertanto considerate come dispendio normale della sostanza, poiché dai beneficiari di PT ci si aspetta che facciano sforzi per integrarsi. Questo adeguamento non avrà ripercussioni finanziarie.

Evitare l’assistenza
L’ordinanza si basa sulla nuova legge federale sulle prestazioni transitorie per i disoccupati anziani (LPTD) adottata il 19 giugno 2020 dal Parlamento. Vi avranno diritto le persone che hanno esercitato un’attività lucrativa in Svizzera per un periodo sufficientemente lungo, che dispongono di una sostanza modesta e le cui spese riconosciute superano i redditi computabili.

Grazie a tali prestazioni s’intende evitare che le persone interessate siano costrette a consumare i propri risparmi e il proprio capitale della previdenza professionale e del 3° pilastro, finendo quindi in assistenza.

Misure d’integrazione
Per quanto riguarda le misure d’integrazione, i disoccupati anziani dovranno partecipare ai provvedimenti proposti dagli Uffici regionali di collocamento, ma si terrà conto anche di altre attività che svolgono come il volontariato, la partecipazione a corsi di lingue, le misure di coaching e l’assistenza a familiari o conoscenti.

Il dibattito in aula
I dibattiti in parlamento su questo provvedimento, una ciambella di salvataggio per chi si vede espulso dal sistema e non riesce più a rientravi perché considerato o troppo “vecchio” oppure difficilmente ricollocabile, sono stati aspri, tanto che c’è voluta una conferenza di conciliazione per salvare il progetto, osteggiato in particolare dall’UDC.

L’ultima divergenza che opponeva i due rami del Parlamento riguardava il tetto massimo per le rendite ponte destinate ai disoccupati soli. Alla fine le camere avevano deciso che per le persone sole la rendita sarà pari a 43’762 franchi, rendita che salirà a 65’644 per le famiglie.

Stando ai democentristi non era il caso di istituire una nuova assicurazione sociale quando quelle esistenti hanno grosse difficoltà finanziarie o le avranno a breve, anche alla luce della crisi generata dalla pandemia.

Stando ai sostenitori della legge, invece, è proprio in un periodo come questo, contraddistinto dall’incertezza, che tale rendita ponte è necessaria per quei lavoratori, che all’approssimarsi della pensione, vengono licenziati e non trovano più un lavoro, nonostante le centinaia di candidature inviate. Non è giusto, che chi ha lavorato una vita versando puntualmente i contributi sociali, finisca in assistenza dopo aver dato fondo alla cassa pensione.

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