Accordo quadro: “Si teme carenza di prodotti medici”
Una lettera firmata da medici, ospedali, rappresentanti dell’industria è arrivata oggi sul tavolo di Alain Berset. I firmatari temono gli ostacoli legati all’importazione di materiale medico causati dagli “stentati colloqui sull’accordo quadro”
di Keystone-ATS/MMINO
Accordo quadro: “Si teme carenza di prodotti medici”

Medici, ospedali, difensori dei pazienti e rappresentanti dell’industria, in una lettera aperta pubblicata oggi, si rivolgono al consigliere federale Alain Berset per esprimere i loro timori sugli ostacoli all’importazione di prodotti medici, causati dagli stentati colloqui sull’accordo quadro tra Svizzera e Unione europea (Ue).

“Minaccia di non rinnovare l’accordo”
Nella lettera - di cui la SonntagsZeitung aveva riferito domenica, indicando che sarebbe stata inviata al più tardi oggi - i firmatari ritengono che ci siano da aspettarsi “notevoli problemi di rifornimento medico nel mercato interno dell’Ue”. Ciò avrà conseguenze dirette sulle cure, anche per i pazienti in Svizzera, sottolineano l’Associazione svizzera dei pazienti, il Forum svizzero dei consumatori e Gli ospedali svizzeri (H+). I dispositivi medici includono protesi, respiratori e bisturi. Alla base vi è la minaccia dell’Ue di non rinnovare l’accordo sugli ostacoli tecnici al commercio (”Mutual Recognition Agreement”, MRA) Svizzera-Ue. Una tale decisione escluderebbe a partire dal 26 maggio il riconoscimento dei certificati ottenuti dalle aziende mediche in Svizzera per esportare sul mercato europeo.

Problemi anche all’importazione
Ora, però, i firmatari della lettera temono anche nuove complicazioni per le importazioni. Secondo quanto si dice, il Consiglio federale avrebbe preparato un’ordinanza che fisserebbe contingenti per le importazioni di prodotti medici se il 26 maggio l’adeguamento del MRA non entrasse in vigore. In questo modo la Svizzera richiederebbe la reciprocità, ossia che le imprese dell’Ue che esportano in Svizzera devono soddisfare le stesse condizioni delle imprese elvetiche che vogliono esportare nell’Ue.

“Non create ostacoli all’importazione”
Agendo in tal modo - sottolineano i firmatari della lettera - la Svizzera si auto infliggerebbe una difficoltà di approvvigionamento, che non è tollerabile: “Chiediamo urgentemente al Consiglio federale di non creare ostacoli all’importazione che rendano ancora più difficile la fornitura nell’ambito delle cure alla popolazione svizzera”. L’onere amministrativo deve essere mantenuto il più basso possibile.

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