Svizzera
2 milioni di multa a Credit Suisse per riciclaggio
Immagine © CdT/Gabriele Putzu
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2 mesi fa
L’ammenda è stata inflitta dal Tpf. La seconda banca svizzera è stata riconosciuta colpevole di riciclaggio di denaro frutto di attività della mafia bulgara

Il Tribunale penale federale (Tpf) ha inflitto una multa di 2 milioni di franchi a Credit Suisse nel processo sul riciclaggio di denaro della mafia bulgara. Un imputato ha ottenuto la sospensione parziale della pena detentiva, gli altri tre la sospensione.

I fatti
La grande banca era accusata di legami con una rete criminale bulgara, attiva in particolare nel traffico di cocaina. Oltre all’istituto, che ha smentito seccamente le accuse, il procedimento vedeva coinvolti anche due cittadini del Paese dell’Est Europa e un ex dipendente di Julius Bär. Il Ministero pubblico della Confederazione (Mpc) aveva in particolare ipotizzato una presunta collaborazione tra Credit Suisse ed Evelin Banev, capo di una rete criminale dedita all’importazione di cocaina dal Sud America. Si parla del riciclaggio di oltre 70 milioni di franchi. Secondo l’accusa, Credit Suisse non avrebbe preso tutte le precauzioni necessarie. Soprattutto una ex dipendente avrebbe ignorato le forti indicazioni di origine criminale dei soldi depositati su conti aperti da persone vicine a Banev.

Le richieste dell’accusa...
Nel processo, aperto il 7 febbraio e terminato alla fine dello stesso mese, la procuratrice pubblica ha accusato Credit Suisse di riciclaggio di denaro aggravato o, in via sussidiaria, di sostegno al gruppo criminale. Ha chiesto la pena massima, ovvero una multa di 5 milioni di franchi. Sempre la pp ha sottolineato la carenza dell’istituto in quella che è una tipica attività bancaria con un alto rischio di abuso. Per gli altri imputati state state invece chieste pene totalmente o parzialmente sospese. Dal canto suo, la banca ha sempre negato con fermezza tutte le accuse, giudicandole “inconsistenti”. E anche l’ex collaboratrice è stata difesa risolutamente.

...e della difesa
Gli avvocati della difesa hanno chiesto la prescrizione totale o parziale dei fatti. I legali di Credit Suisse e dell’ex impiegata hanno sottolineato che non esistono gli estremi per parlare di riciclaggio aggravato. L’aumento del reddito della consulente implicata nella vicenda - passato da 145’000 franchi nel 2004 a 345’000 nel 2007 - sarebbe dovuto in gran parte a fondi da lei gestiti.

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