Nel singolo è ancora la Janzen la più forte del reame
Agli Europei U19 di Monaco la ragazza, non ancora diciottenne, ha chiuso al primo posto una finale senza storia
di Americo Bottani
Nel singolo è ancora la Janzen la più forte del reame

Aurelia-Maxima Janzen non finisce ormai più di stupire. Dopo la medaglia d’argento ai mondiali U23, d’oro a quelli riservata alla categoria U19, è giunto quest’oggi sul bacino olimpico di Monaco Oberschleissheim (Baviera) anche il titolo continentale. La ragazza non ancora diciottenne, affiliata alla società di Caslano, ha messo in riga tutte le pur quotate avversarie in una finale senza storia, con una facilità irrisoria e con l’ormai consueto basso ritmo di colpi al minuto (24, massimo 26, contro i 32-34 di tutte le altre concorrenti).

Prima nell’eliminatoria, prima nella semifinale, nell’atto conclusivo la Janzen ha subito messo la prua davanti a tutte già al passaggio dei 500 metri, con distacchi importanti che andavano aumentando nel prosieguo della gara. Basti pensare che la seconda classificata, l’olandese Phaedra Van der Molen, ha dovuto concedere alla rossocrociata ben 4”24. Sorprende il terzo posto della Rumpe, che ha relegato al quarto rango l’azzurra Giulia Clerici, una delle favorite al podio, staccata di 10”82: un abisso.

Rumene imprendibili
C’era molta attesa per il quattro di coppia femminile dopo l’oro ottenuto a metà agosto ai mondiali di Plovdiv. Quest’oggi, Thalia Ahumada Ireland e compagne hanno dovuto inchinarsi al cospetto delle indiavolate rumene, oggi veramente intrattabili. Certamente, l’assenza della Roth, seppur ben sostituita dalla Schulenburg, ha giocato un ruolo importante , soprattutto nei momenti cruciali della gara. Lo si era del resto già notato nell’eliminatoria di ieri. Merito delle rossocrociate l’aver saputo respingere i ripetuti attacchi portati loro dall’armo azzurro, terminato al terzo rango, a 1”94 dalle elvetiche.

Sfuma il bronzo rossocrociato
Per soli 50” al quattro di coppia guidato dal luganese Leonardo Salerno è sfuggita la medaglia di bronzo. Un vero peccato. È stata una finale tiratissima, ricca di colpi di scena. La Repubblica Ceca si dimostra subito la barca da battere, ma dietro si scatena subito la bagarre, con tutte le avversarie molto vicine tra loro. A metà gara i cechi sono saldi al comando, inseguiti da Bielorussia, Svizzera e Germania, con l’Italia, una delle favorite all’oro, in ultima posizione. Nel finale è oro per la Cechia davanti alla Bielorussia, mentre la Russia, con un gran serrate, ha la meglio sull’armo rossocrociato.

Per la Svizzera da segnalare ancora il primo posto nella finale B del 2 e del 4 senza maschile. Terzo rango, sempre nella “finalina”, per il doppio maschile e il 4° del doppio femminile.

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