Lombardi: “Guardo il bicchiere mezzo pieno”
Il presidente HCAP sulle nuove misure decise da Berna per lo sport: “Se è un anno passeggero e tutti si danno una mano, riusciremo a traghettare questa stagione”
Redazione
Lombardi: “Guardo il bicchiere mezzo pieno”

“Sono parzialmente soddisfatto, ma preferisco vedere il bicchiere mezzo pieno che non quello mezzo vuoto”. Così Filippo Lombardi, presidente HCAP, commenta la decisione presa da Berna per quanto riguarda gli eventi sportivi, che dal primo ottobre potranno superare le mille persone. Tra le regole previste, mascherine per tutti, meno posti negli stadi e tutti a sedere. “La possibilità di avere più di mille persone è la parte del bicchiere mezzo pieno. Quello mezzo vuoto riguarda il fatto che si possano utilizzare solo i due terzi dei posti” rimarca Lombardi, intervenuto ieri sera nel Tg di Teleticino. “Abbiamo già fatto uno sforzo importante quando abbiamo accettato la mancanza della tifoseria ospite, dei posti in piedi sostituiti da tribunette provvisorie e posti seduti numerati. Dopo aver fatto questo investimento ci troviamo a non poter usare il 100% dei posti seduti così creati. A un investimento supplementare dell’ordine di parecchie centinaia di migliaia di franchi faranno da contraltare delle entrate inferiori per una cifra significativa. Questo è un po’ un problema soprattutto per l’Ambrì che avendo una proporzione alla Valascia di posti in piedi più alta della maggior parte degli altri stadi, deve già fare un’importante riduzione per mettere queste tribunette e adesso deve ancora rinunciare a una parte dei posti così creati”.

Nuove regole per chi vuole andare a vedere la propria squadra del cuore giocare. Ma come fare per far rispettare questi nuovi comportamenti? “Non sarà così facile” ammette Lombardi. “So che il tifo organizzato capisce la situazione, ma è possibile che non venga a sedersi su queste tribunette. Ci sarà quindi da una parte un certo distacco, che tutti si augurano solo provvisorio; non ci saranno trasferte, non ci saranno tifosi ospiti. D’altro canto il pubblico rimanente sarà monitorato dalla nostra sicurezza che, non essendo più impegnata sul fronte dei tifosi avversari, potrà concentrarsi su questo aspetto. Conto soprattutto sulla responsabilità di tutti. Alla fine se si fa la tessera e si vuole vedere questo Ambrì nell’ultimo anno della vecchia gloriosa Valascia, si fa anche tutto il necessario perché il rubinetto non venga chiuso ulteriormente, cosa che succederebbe se non venissero rispettate le misure di sicurezza”.

Meno pubblico, meno introiti. Teme per il futuro dello sport in Svizzera? “Se è un anno passeggero e se tutti si danno una mano - dagli sponsor ai donatori, al pubblico, alle autorità e ai giocatori - riusciamo a traghettare questa stagione. Se viene a mancare qualche elemento in questo castello, temo che uno o l’altro club potrebbe dover alzare bandiera bianca e non poter concludere la stagione o dover dichiarare alla fine una perdita tale che gli preclude la continuazione”.

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