La Svizzera remiera si regala due medaglie d’argento
Si sono conclusi gli Europei 2020 di Poznan. Bilacio più che soddisfacente per i rossocrociati
di Americo Bottani
La Svizzera remiera si regala due medaglie d’argento

Fari spenti sul lago Malta di Pznan. Gli Europei 2020 passano ormai agli archivi. L’edizione 2020 è stata dominata da Olanda e Italia. I tulipani si sono aggiudicati 11 medaglie di cui ben 8 d’oro, 1 d’argento e due di bronzo. Identico il numero di medaglie per gli azzurri, così ripartite: 4 d’oro, 5 d’argento e 2 di bronzo. La Svizzera chiude al 10° rango con due medaglie d’argento ottenute dal doppio élite di Barnabé Delarze e Roman Röösli (preventivata) e dalla singolista “leggera” Sofia Meakin, ottenuta con una certa sorpresa, ma certamente meritata. Nulla da fare, per contro, per Jeannine Gmelin, una delle candidate al podio alla vigilia della rassegna continentale. La zurighese, medaglia d’argento lo scorso anno sul Rotsee, ha dovuto accontentarsi del quinto posto assoluto in una gara dominata sin dalle prime battute dalla 39enne irlandese Sanita Puspure, campionessa uscente. Il giovane doppio “leggero” maschile di Jan Schäuble e Andri Struzina ha chiuso al quinto rango assoluto. Il titolo in questa disciplina è andato allo scafo azzurro di Stefano Oppo e Pietro Ruta. Medaglia d’argento per la Germania, staccata di soli 13/100. In mattinata si sono svolte le finali B che hanno visto due primi posti per altrettanti equipaggi elvetici: il 4 senza élite maschile di Joel Schürch. Nicolas Kamber, Paul Jacquot e Markus Kessler e il doppio “leggero” femminile di Patricia Merz e Frédérique Rol che hanno così mitigato la delusione patita ieri nelle semifinali.

Tutto sommato il bilancio complessivo dei rossocrociati può essere considerato più che soddisfacente. Il doppio élite maschile è ormai una garanzia. Oggi hanno saputo duellare ad armi pari con gli olandesi Melvin Twellaar e Stef Broenink che si sono alternati al comando su tutti i 2000 metri del percorso. Già detto della bella sorpresa della Meakin. “Ho avuto un pessimo inizio. Al passaggio dei 500 sono tuttavia riuscita a entrare nel vivo della contesa. Strano perché, solitamente, sono molto veloce. Sul finale ho pigiato sull’acceleratore il che mi ha consentito di superare l’italiana Piazzola che – credo – sia rimasta sorpresa dalla mia reazione” ci ha confidato a fine gara l’atleta romanda.

Il giovane doppio maschile “leggero”, pur dovendosi accontentare del 5° rango al cospetto di un’agguerrita concorrenza, sembra avere i numeri per staccare uno dei due pass ancora disponibili per i Giochi di Tokyo in occasione della gara d’appoggio in programma nel maggio prossimo sul Rotsee. Lo stesso dicasi per il doppio femminile al limite dei 59 chilogrammi. Patricia Merz e Frédérique Rol non devono però dimenticare quanto mostrato questa mattina nella finalina. Forti dubbi per quanto riguarda la Gmelin. La zurighese sembra aver perso lo smalto mostrato nel 2017 ai mondiali di Sarasota e agli europei 2029 di Lucerna. Il lavoro per l’allenatore Robin Dowell certamente non manca.

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