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La Gran Bretagna domina la terza ed ultima prova di Coppa del mondo
Jeannine Gmelin, raggiante per il bronzo conquistato sul bacino di casa del Rotsee
Jeannine Gmelin, raggiante per il bronzo conquistato sul bacino di casa del Rotsee
un mese fa
Medaglia di bronzo alla Gmelin, al doppio “leggero” la Coppa del mondo di specialità

Si è conclusa sul bacino lucernese del Rotsee la terza ed ultima prova di Coppa del mondo, dominata dalla Gran Bretagna con un bottino di 9 medaglie: 7 d’oro, 1 d’argento ed una di bronzo, seguita da Australia, Italia e Romania con 6 2 dalla Germania con 4.

La Svizzera può vantare una medaglia di bronzo grazie alla zurighese Jeannine Gmelin. Grazie al 5° rango assoluto oggi, il doppio “leggero” maschile ha vinto la Coppa del mondo di specialità, grazie in particolare alla vittoria di Belgrado e al terzo rango di Poznan. Tutte le sette barche elvetiche si sono classificate fra le prime dodici. Un risultato decisamente positivo, considerate le numerose defezioni a causa della pandemia di Covid.

Soddisfatta la Gmelin
La zurighese, contrariamente al suo solito modo di fare, è partita subito di gran carriera (42 colpi al minuto), approfittando della leggera brezza mutevole, ritmo che ha saputo mantenere per un lungo tratto del percorso. Al passaggio dei 1000 metri la zurighese transitava in seconda posizione alle spalle della cinese Ling Zhang. Ai 1500 l’atleta del RC Uster passa al comando. “Mi sono divertita in questo testa-testa con la Zhang. Oggi non posso proprio rimproverarmi nulla”. Colpo di scena negli ultimi 300 metri in virtù del veemente attacco portato dalla tedesca Alexandra Föster (campionessa mondiale U23) e dall’australiana Tara Rigney che consente loro di superare la nostra rappresentante e di portare a termine la gara in quest’ordine. “So che per il finale ho ancora un ampio margine di miglioramento che affinerò nel prosieguo degli allenamenti che svolgerò in Portogallo al fine di essere pronta per gli Europei in programma dal 10 al 14 agosto sul bacino olimpico di Monaco”, ha concluso la zurighese.

Podio mancato per il doppio “leggero
“Volevamo davvero il trofeo ma, ovviamente, avevamo in mente anche la medaglia”, ha ammesso con franchezza il portacolori del SC Zugo, Andri Struzina. Il quinto rango ci lascia un po’ l’amaro in bocca, visto che potevamo contare sul supporto del numeroso pubblico presente. E pensare che nel primo tratto della gara, tutto faceva presumere un risultato diverso. Secondi al passaggio dei 500 metri alle spalle della Francia, primi sia ai 1000 e ai 1500.

“Nel tratto conclusivo ci sono mancate letteralmente le forze per contrastare il ritorno dei due armi italiani (di Gabriel Soares e di Stefano Oppo e Niels Torre, di Norvegia e Francia). Sapevamo che ci mancavano ancora chilometri di allenamento per raggiungere l’obiettivo sperato. È stata, comunque, un’esperienza bellissima in questa edizione della Coppa del mondo che abbiamo condiviso sul podio anche con Jan Schäuble, oggi sceso in acqua sul quattro per sostituire Kai Schätzle, colpito da Covid”, ci ha confidato il romando Raphaël Ahumada.

Il 4 di coppia maschile composto da Jan Schäuble, Patrick Brunner, Nils Schneider e Dominic Condrau ha chiuso la finale B al 4° rango preceduto, nell’ordine, da Estonia, Lituania e Cechia. Sesto rango sia per la singolista Salome Ulrich, sia per il due senza di Jonah Plock e Maurin Lange; 4°, rispettivamente 5° rango, sempre nella finale B, per le singoliste “leggere” Eline Rol e Olivia Nacht, già campionessa europea U23 nel doppio con la luganese Chiara Cantoni a Joannina (Grecia) nel 2019. Nella finale C 1° rango per il singolista Scott Bärlocher; 2° rango per il doppio femminile di Nina Wettsteine Fabienne Schwizer.

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