La FTC propone il mese del fairplay
Saranno anche giorni destinati al reclutamento arbitri e alla sensibilizzazione capillare su tutto il territorio cantonale e della Mesolcina
Redazione
La FTC propone il mese del fairplay

La Federazione Ticinese di Calcio insieme alla Commissione Arbitri ha previsto di dedicare il mese di settembre al Fair Play e al reclutamento arbitri. Lo stesso prevede una sensibilizzazione capillare su tutto il territorio Cantonale e della Mesolcina.

Tutti gli arbitri nella direzione delle gare indosseranno un’apposita maglietta sulla quale verrà sensibilizzato il Fair Play dentro e fuori dal campo.

All’inizio della partita quale segnale di distensione verrà consegnato ai due capitani un sacchetto contenente un piccolo regalo e una documentazione inerente al reclutamento arbitri come pure dei volantini con tema il Fair Play da distribuire nelle successive partite a genitori e spettatori che si trovano a bordo campo. Ulteriori volantini e materiale pubblicitario possono essere richiesti in seguito al segretariato della FTC.

Il progetto non si fermerà qui. Tutte le società avranno la possibilità di organizzare, durante il campionato, se richiesto anche con la collaborazione della Commissione Arbitri della FTC, il “Terzo Tempo Village”. Il terzo tempo inizia subito dopo la partita direttamente sul terreno di gioco. Tutti gli attori in campo, giocatori, allenatori e arbitri, si salutano a centro campo tenendo in considerazione le direttive inerenti il distanziamento sociale e, dopo la doccia, si ritrovano al “Terzo tempo Village”.

Date previste: 05 e 06 settembre seconda e terza lega; 12 e 13 settembre quarta lega; 19 e 20 settembre quinta lega; 18 settembre seniori e veterani; 12 settembre allievi A, B e C; 05 settembre allievi D e Footeco.

Il fair play
I valori della correttezza sportiva e della sana competizione, il riconoscimento del dovuto onore a chi è stato più bravo, sono acquisizioni piuttosto recenti. È solo nell’Ottocento, infatti, che in Inghilterra nasce il concetto di fair play (“gioco corretto”), cioè una serie di regole dettate da un codice di comportamento che mette al primo posto il rispetto di sé stessi, degli altri e delle regole. Questo concetto, applicato inizialmente nelle competizioni sportive, si è quindi diffuso (ma purtroppo non sempre è stato applicato) anche nei rapporti sociali e in politica, perché il fair play è un modo di pensare, non solo un modo di comportarsi. È molto di più che giocare nel rispetto delle regole, perché incorpora i concetti di amicizia, di rispetto degli altri e di spirito sportivo.

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