Piste di ghiaccio piene a metà
È trapelata la bozza del concetto di protezione per gli eventi, gli eventi all’aperto potranno accogliere due terzi del pubblico, mentre quelli al coperto solo la metà
di fsu
Piste di ghiaccio piene a metà
Foto CdT/ Chiara Zocchetti

Entro il 2 settembre il Consiglio federale vuole approvare l’ordinanza per i grandi eventi, in particolare gli eventi sportivi. Il tempo stringe, così il Dipartimento federale dell’interno ha già messo sul tavolo un piano di massima, di cui il TagesAnzeiger svela oggi i contenuti. La bozza prevede che gli eventi al chiuso possano occupare la metà dei posti disponibili, mentre all’aperto, quindi per le partite di calcio, saranno disponibili i due terzi dei posti a sedere. In ogni caso saranno depennati i posti in piedi. I Cantoni hanno tempo fino a domani a mezzogiorno per inoltrare le proprie osservazioni

Quanti allo stadio?

In questo modo alcune squadre potranno ospitare anche decine di migliaia di spettatori. Il St. Jakob Park di Basilea, per esempio, potrà accogliere circa 25mila persone. A Cornaredo, invece, si parla di circa 1’800 posti già disponibili e ulteriori che potrebbero essere creati trasformando le curve dotandole di seggiolini.

Quanti in pista?

Per la Valascia, invece, come aveva anticipato il presidente dell’Hcap Filippo Lombardi, i posti a sedere disponibili (trasformando curva e rettilineo) sono circa 3’800, di cui potranno esserne occupati 1’900. La Cornèr Arena, invece, ha 4’400 posti a sedere, quindi 2’200. Anche qui si dovrà capire quanti dei 2’800 posti in piedi potranno essere eventualmente trasformati. In ogni caso, secondo quanto riportato dal TagesAnzeiger, il pubblico dovrà essere separato in settori da 1’000 persone.

Mascherina e tracciabilità

Vi sarà, si legge, l’obbligo di registrazione, per poter garantire la tracciabilità dei contatti a rischio. Così come quello di indossare la mascherina, tanto all’interno quanto all’esterno.

Concertazione cantonale

Se il mondo del calcio sembrerebbe apprezzare la bozza, quello dell’hockey potrebbe non accogliere bene l’idea del Dipartimento di Alain Berset. La Lega, ricordiamo, chiedeva di poter riempire tutti i posti a sedere, requisito necessario, stando a molti, per la sopravvivenza delle squadre più in difficoltà. Resta poi da definire la questione dell’autonomia cantonale. Al momento non si può escludere che le autorità sanitarie dei vari cantoni non si coordinino, mettendo a rischio lo svolgimento regolare dei campionati.

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