Mondiali di hockey in Bielorussia, Tissot preoccupata
L’azienda elvetica, sponsor storico dell’evento, teme per la situazione dei diritti umani. A far scoppiare la polemica l’incontro tra il presidente elvetico della IIHF e il presidente bielorusso Alexander Lukashenko
di Keystone-ats-ls
Mondiali di hockey in Bielorussia, Tissot preoccupata
Foto Tissot

Anche Tissot si aggiunge alla lunga lista di sponsor quantomeno preoccupati per la situazione dei diritti umani in Bielorussia, Paese che, assieme alla Lettonia, dovrebbe ospitare tra maggio e giugno i prossimi Mondiali di hockey su ghiaccio. L’azienda produttrice di orologi è partner ufficiale della competizione da un quarto di secolo. “Lo sport è nel nostro DNA e siamo tifosi di hockey da oltre 25 anni”, ha affermato oggi all’agenzia finanziaria AWP una portavoce della società neocastellana, che fa parte del gruppo Swatch. Tissot si occupa del cronometraggio ufficiale anche per il campionato americano di basket della NBA, per la MotoGP e per grandi gare di ciclismo quali Tour de France e Giro d’Italia. “I diritti dell’uomo sono naturalmente un valore fondamentale per il nostro marchio”, ha aggiunto l’addetta stampa, precisando che l’azienda ha fatto presente alla Federazione internazionale di hockey (IIHF) le sue preoccupazioni e che si attende chiarimenti in tempo utile. Tissot non ha fornito dettagli riguardo al denaro destinato alla collaborazione con i Mondiali.

Altri sponsor minacciano di tirarsi indietro
Dal canto loro, diversi altri sponsor hanno già minacciato di chiudere ogni rapporto con il torneo nel caso in cui Minsk rimanesse co-organizzatrice. Lo hanno ad esempio fatto la casa automobilistica ceca Skoda, principale partner della competizione, e il fabbricante tedesco di cosmetici Nivea. Dal profilo sportivo, la Danimarca ha annunciato che rinuncerebbe a giocare piuttosto che recarsi in Bielorussia.

Un abbraccio con Lukashenko fa salire la pressione internazionale
La polemica è esplosa del tutto lunedì scorso dopo l’incontro fra il presidente della IIHF, l’elvetico René Fasel, e il presidente bielorusso Alexander Lukashenko, condito da un abbraccio che ha messo il dirigente della federazione non poco in imbarazzo. Il 70enne friburghese ha poi cercato di limitare i danni, dicendo di essere stato preso alla sprovvista e parlando di un gesto motivato dalla conoscenza di lunga data fra i due. In un’intervista a “Le Temps”, Fasel ha comunque ammesso che la situazione è molto complicata. I vertici della federazione hanno in programma oggi una riunione sul tema e nei prossimi giorni dovrebbero arrivare comunicazioni definitive sul dossier. Tra le ipotesi vi è quella che i Mondiali si svolgano interamente in Lettonia e quella che Slovacchia e Danimarca subentrino alla Bielorussia come Paesi ospitanti.

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