“Aiuti non pensati per le porte chiuse”
Le squadre dell’hockey ticinese reagiscono all’annuncio della Confederazione, la speranza è che arrivino degli aiuti a fondo perso
di Teleticino
“Aiuti non pensati per le porte chiuse”
Foto CdT/Gabriele Putzu

Il Consiglio federale oggi ha sbloccato i 350 milioni necessari per concedere dei prestiti alle squadre professionistiche e ha annunciato che valuterà anche la possibilità di dare aiuti a fondo perso. Una buona notizia per lo sport di casa nostra, ma sarà abbastanza? Gli aiuti, spiega il presidente dell’Hcap Filippo Lombardi, erano previsti per la limitazione degli spettatori a due terzi del pubblico a sedere. “La stretta ulteriore a 50 spettatori non è coperta, per il momento resta una mancanza abbastanza importante nei conti di molti club”. Evidentemente, spiega, il Consiglio federale ha fatto ciò che il Parlamento ha deciso a settembre. L’apertura a ulteriori aiuti comunque lascia sperante: “Ha aperto una porticina, in questa porticina bisognerà vedere cosa si può realizzare nei prossimi mesi”, ha aggiunto. Due le possibilità che vede, o aumentare la quota disponibile per i prestiti (basata sui costi degli anni 2018 e 2019) oppure, appunto, dei fondi da non restituire.

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Sulla stessa linea il Ceo dell’Hockey Club Lugano, Marco Werder. “Non ci è mai stato chiesto, ma la nostra idea è sempre stata quella di dire: se ci fosse la possibilità, commutare i prestiti per il 2020 in aiuti a fondo perso e poi, eventualmente, rivalutare la situazione nel 2021 per capire come si evolverà la pandemia. In questo modo, si parlerà dello stesso ammontare di soldi commutato però diversamente”. In ogni caso, anche per degli aiuti a fondo perso, “che sarebbero un toccasana”, spiega Werder, “valuteremmo quali sarebbero le condizioni”.

Werder

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