Calcio
Hajrizi: “C’è una persona che non perdonerò mai”
©Gabriele Putzu
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Redazione
9 giorni fa
L’ex difensore bianconero, recentemente passato al Lodz in Polonia, non ha ancora digerito l’esclusione in finale di Coppa Svizzera.

Tra la dolorosa sconfitta in finale di Coppa Svizzera e il tormentone sul (non) rinnovo di Sabbatini, l’addio di Kreshnik Hajrizi è passato in secondo piano. Dopo 3 stagioni in bianconero, le strade del 25.enne kosovaro e dei bianconeri si sono separate. “Kresh” è ripartito da Lodz, in Polonia, dove ha firmato un biennale. "Mi sento in gran forma, mi sono ripreso bene dall’infortunio” ci racconta al telefono. “Sono stato accolto bene dal mio nuovo club, c’è un bel gruppo e l’allenatore è molto comunicativo, inoltre mi ha aiutato il fatto che conoscevo già un giocatore visto che avevo giocato con lui in nazionale. Le infrastrutture del club sono incredibili e anche la città è bellissima”.

Quali sono i motivi che ti hanno spinto a firmare per il Lodz?

"Lodz può sembrare una scelta strana, però erano stati i primi a contattarmi assieme ad un paio di squadre italiane. La squadra polacca è però stata quella che più di tutte ha dimostrato la volontà di avermi con loro e questo ha fatto la differenza. Prima di firmare mi sono inoltre informato sugli obiettivi del club, visto che la scorsa stagione il Lodz ha concluso la stagione solo a metà classifica. A Lugano ho conosciuto l’Europa, quindi per me era importante andare in una società che avesse questo obiettivo".

Hai parlato di contatti con squadre italiane, quanto eri vicino a firmare in Serie A o B?

"Devo essere onesto, ero vicino ad andare in Italia. Nessuno però ha dimostrato di volermi quanto il Lodz. Non volevo quindi correre il rischio di aspettare un’offerta concreta dall’Italia. La gente pensa che io abbia ricevuto un’offerta dal Lugano e che sono stato io a prendere tempo, ma in verità non ho mai ricevuto nulla dai bianconeri. Sentivo che si stava avvicinando la fine della mia avventura a Lugano e non volevo prendermi il rischio di rimanere un mese senza squadra, perché è molto più difficile conquistarsi il posto in un nuovo club se si è presenti già ad inizio preparazione. Ecco quindi che Lodz per me era la soluzione migliore".

Quanto sei dispiaciuto di aver lasciato Lugano?

"Molto. Io in Ticino mi sentivo a casa, tra Chiasso e Lugano ho vissuto 5 anni nel vostro cantone. Secondo me però i bianconeri non hanno fatto di tutto per tenermi, questa è l’unica cosa che mi dispiace, perché avevamo creato un gruppo bellissimo, raggiungendo dei risultati molto positivi. Non parlerò però mai male del Lugano, seguirò e tiferò sempre per i bianconeri, ho anche guardato due amichevoli che hanno giocato le scorse settimane".

Se ripensi alla finale di Coppa Svizzera, quanto ti fa male sia averla persa, sia non averla potuta giocare?

"La finale di Coppa Svizzera mi ha fatto malissimo. C’è una persona che non perdonerò mai e lui lo sa bene. Sapeva l’importanza che avevo all’interno del gruppo e sapeva che poteva essere la mia ultima partita in bianconero. Non ho chiesto molto, solo un po’ di minuti per essere lì e spingere la squadra, perché dalla tribuna non potevo aiutare nessuno. Ci ho comunque provato, ma se ripenso alla finale, fa davvero malissimo".

Parli dell’allenatore, Mattia Croci-Torti?

"Non lo so, questo lo dici tu (ride, ndr)".

Se guardi al futuro del Lugano, pensi che il club un giorno possa vincere il campionato?

"Io lo spero, perché i giocatori e i tifosi se lo meritano. La scorsa stagione ci siamo andati vicini e penso che la squadra quest’anno si sia ulteriormente rinforzata".

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