FC Lugano, ecco perché il secondo test è risultato negativo
La società bianconera fa alcune precisazioni in merito al giocatore testato positivo venerdì scorso al coronavirus
Redazione
FC Lugano, ecco perché il secondo test è risultato negativo
Foto CdT

Giungono precisazioni dal FC Lugano in merito al giocatore testato positivo al coronavirus lo scorso venerdì. Il calciatore, spiega la società bianconera, è risultato positivo sia al test del tampone (Striscio naso-faringe) che al test della sierologia (AntiSARS-COV-2 IgG). “Questo, tra le altre cose, sta ad indicare una forte probabilità che la malattia fosse nella sua parte conclusiva (fase di remissione)” precisa il club. A quel punto è stata seguita alla lettera la direttiva del medico cantonale: “Il laboratorio ha trasmesso immediatamente i risultati all’ufficio del medico cantonale e sono stati tracciati i contatti”.

La singolarità di questo caso, aggiunge il club, ha però visto il calciatore, di sua iniziativa, sottoporsi il giorno seguente (sabato 23 maggio) ad un secondo test in un altro Cantone, che è risultato negativo. Un fatto che “non deve sorprendere”, precisa il club bianconero, allegando una lunga e dettagliata spiegazione del Dr. med. Marco Marano, Team Doctor della squadra.

Le precisazioni del Team medico

Lo staff medico ha sottoposto i giocatori al tampone per la ricerca dell’infezione in fase acuta, nonché alla sierologia, per la ricerca degli anticorpi (IgG) e quindi di un’infezione precedente, affidandosi ad un laboratorio certificato dall’Ufficio federale della sanità pubblica (Synlab). Le seguenti osservazioni sono volute per “sottolineare l’assoluta professionalità al fronte” nei confronti di chi “sta cercando di gettare discredito” sull’operato dello staff.

“Lo scorso venerdì un calciatore è risultato positivo al tampone, aveva quindi l’infezione ancora in fase attiva al momento dell’esame” si legge nella lettera del team. “Lo stesso giocatore al momento della positività al tampone aveva anche la positività delle Immunoglobuline (IgG). La sera stessa, avendo ricevuto la notizia della positività al tampone, la responsabile del laboratorio ci ha contattato per farci notare quanto segue: la carica virale presente sul tampone era molto bassa e il paziente aveva anche la positività per le immunoglobuline, quindi per gli anticorpi, pertanto si trattava certamente di un’infezione in fase attiva ma già presente da un po’ di tempo. “Questi due dati però” prosegue il dottor Marano, “non cambiavano assolutamente la sostanza delle cose e cioè che si trattava di un tampone positivo”.

Il Laboratorio a cui il team medico ha fatto riferimento, (Synlab), utilizza un apparecchio per la ricerca dell’RNA del virus “che ha una sensibilità altissima rispetto ad altri, comunque approvati, ma che possono avere una sensibilità molto inferiore.”.

Fatte queste premesse, il team medico spiega quanto è accaduto con il secondo test: “È assolutamente possibile avere una negativizzazione del tampone anche dopo poche ore dal primo test se, come detto, ci si trova già in una fase terminale dell’infezione (cosa che per noi era nota sin da subito); È anche assolutamente possibile che un tampone si negativizzi poiché l’apparecchio utilizzato in un secondo momento non ha la stessa sensibilità del primo (non sappiamo che sensibilità abbia il secondo apparecchio, mentre siamo a conoscenza del fatto che il primo fosse estremamente sensibile); È infine assolutamente possibile avere un falso negativo, ad esempio se il tampone non viene eseguito correttamente: il numero di falsi negativi è, in percentuale, decisamente più alto dei falsi positivi”.

Giocatore in quarantena

Una volta ricevuta copia dell’esito positivo del tampone dal laboratorio, l’Ufficio del medico cantonale ha contattato il paziente obbligandolo ad un isolamento di 10 giorni ed attivando il Contact Tracing. “Non essendo previsto, secondo le norme federali, l’esecuzione del secondo tampone dopo la positività, la quarantena terminerà allo scadere del decimo giorno indipendentemente dal riscontro di altri tamponi negativi eseguiti successivamente, salvo controindicazioni dell’ufficio del medico cantonale” conclude infine lo staff medico. “Il paziente si trova in un buono stato di salute e dopo il decimo giorno di isolamento, dopo che sarà sottoposto a tutti gli approfondimenti cardiovascolari del caso, riprenderà ad allenarsi con la squadra”.

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