Un calcio svizzero sempre più estero
Con il passaggio del Lugano nelle mani di Joe Mansueto, sale a tre il numero di squadre della Super League detenute da proprietari stranieri. La SonntagsZeitung si è chiesta cosa questo significhi per il calcio svizzero
di Redazione
Un calcio svizzero sempre più estero
Foto CdT/Putzu

Cosa accade al calcio svizzero quando le sue migliori squadre passano a investitori esteri? Se l’è chiesto la Sonntagszeitung, alla luce del passaggio dell’FC Lugano nelle mani del miliardario statunitense Joe Mansueto. Con la nuova presidenza “a stelle e strisce”, i bianconeri sono infatti il terzo club a militare in Super League a finire in mano straniera. Prima del Lugano, è stato il turno di Losanna e Grasshopper.
Gli obiettivi degli investitori stranieri sono sempre molto ambiziosi: “a lungo termine, vorrei che l’FC Lugano vincesse dei campionati”, aveva dichiarato Joe Mansueto nella conferenza stampa di presentazione, in videochiamata dalla sua casa di Chicago. Nella metropoli Usa, Mansueto detiene già la squadra locale dei Chicago Fire.

“I club senza tifosi agli stranieri”
Ma cosa significa per il massimo campionato svizzero quando quasi un terzo dei club appartiene a reti internazionali? Alla Sonntagszeitung, Matthias Hüppi – presidente dell’Fc San Gallo e membro di comitato della Swiss Football League – commenta “senza cattiveria o critica”, che “i club che vanno agli investitori stranieri sono quelli che non hanno quasi nessun spettatore. C’era un’alienazione tra i club e la gente della regione”. Come a dire: se la tifoseria locale fosse stata più presente, l’équipe bianconera potrebbe ancora essere in mano svizzere.

Nuove opportunità
Il cambio di passo a Cornaredo permette però anche nuove opportunità. Il direttore sportivo dei Chicago Fire Goerg Heitz, ormai con un ruolo attivo anche nel nuovo Lugano calcio, aveva infatti rimarcato come i bianconeri potranno approfittare di prestiti dall’équipe sorella americana, così come della sua nuova scuola calcio. Anche fra i vertici del calcio elvetico c’è chi vede di buon occhio l’interesse di gruppi stranieri. Wanja Greuel, per esempio, amministratrice delegata dello Young Boys, è contenta “che questi club possano sopravvivere e svilupparsi”. Greuel sa infatti che senza avversari ragionevolmente competitivi in campionato, lo YB non può fare il salto in Champions League. La pressione sulle squadre attualmente più blasonate in Super League aumenta quando club promossi come Losanna e Grasshopper o una squadra strutturalmente debole come il Lugano si trovano improvvisamente senza problemi di soldi.

Doppio ruolo per Blaser?
Il domenicale d’Oltralpe solleva inoltre un altro punto controverso. A essere chiamato in causa è il nuovo CEO dell’FC Lugano – Martin Blaser – e un suo presunto “doppio ruolo”, che potrebbe generare conflitti di interesse. Accanto alla direzione dell’FC Lugano, Blaser intende continuare a essere a capo di Ringier Sports, che ha stretto importanti accordi pubblicitari con la Lega svizzera di calcio. Quale CEO dell’FC Lugano, Blaser avrebbe però diritto di parola all’interno della stessa Lega.

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