Tosetti in isolamento: “Una sola brutta notte”
Il giocatore ticinese del Sion è tra i 22 positivi trovati tra giocatori e staff, ci ha raccontato come sta vivendo queste settimane
di Stefano Sala
Tosetti in isolamento: “Una sola brutta notte”
Foto CdT/Gabriele Putzu

Il ticinese Matteo Tosetti è tra i 13 giocatori del Sion risultati positivi al Covid-19, oltre a loro ci sono anche 9 membri dello staff. Contagi che hanno fermato la squadra per tre partite (è stata infatti rinviata anche quella prevista a Basilea domenica). Il centrocampista ventottenne ci ha raccontato come sta vivendo questi giorni.

“Dopo il primo controllo è saltato fuori un altro positivo e sono stati isolati i giocatori che erano a stretto contatto con lui. Dopo la partita di Losanna abbiamo fatto altri tamponi, altri controlli, dove praticamente siamo risultati tutti negativi. Siamo stati comunque messi in quarantena e durante questa è successo quello che sapete tutti, 22 positivi. Il Sion è stato chiaro e l’ha comunicato.”

Una quarantena nel tuo caso lunghissima.
“Nonostante 2 settimane senza sintomi sono ancora risultato positivo. La mia quarantena è stata prolungata e adesso posso solo aspettare il prossimo tampone.”

Com’è il tuo decorso?
“Sinceramente ho avuto solo una brutta nottata dove la febbre mi è salita oltre i 39°. Il giorno dopo già ho iniziato a smaltire, una fase acuta ma veloce.”

Non puoi allenarti dal 19 ottobre.
“Esatto e non è facile. Ci si allena a casa, si prova a mantenere la condizione ma sappiamo che non è la stesa cosa. Purtroppo è il momento e dobbiamo solo provare ad adattarci.”

È ancora giusto continuare?
“Non so se sia giusto o no, ma noi vogliamo continuare, abbiamo voglia, è il nostro lavoro, la nostra passione e non dimentichiamo un aiuto per chi è chiuso in casa. È uno svago per chi si trova in quarantena, un aiuto che possiamo dare. Chiaro faccia male stare confinati in casa. Noi proviamo a lavora in casa, la voglia è tanta, poi magari un tampone ti ferma. Poi ci sono aspetti economici, spero negli aiuti, le società sono in difficoltà. È dura.”

Hai sentito il tuo amico Bottani? Come sta?
“Non è facile, oltretutto ha la sfortuna di affrontarla da solo. Lui è stato colpito duramente, deve cucinare, tenersi in forma, e sapendo che non puoi vedere figli e familiari diventa dura. Io per fortuna posso vedere mia moglie, che mi aiuta, mia figlia e questo mi facilita le cose.”

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