“Seferovic ha spento i sogni della Francia”
All’indomani dell’impresa titanica rossocrociata, la Gazzetta dello Sport loda la Svizzera: “Petkovic è l’uomo dei successi”
Redazione
“Seferovic ha spento i sogni della Francia”

Due articoli apparsi sulla Gazzetta dello Sport elogiano la prestazione della Svizzera nella partita al cardiopalma vinta ieri sera contro la Francia ai rigori.

Il quotidiano sportivo italiano ripercorre la carriera di Seferovic, definendolo “il giramondo che ha spento i sogni della Francia” e che ieri sera “con la sua doppietta ha confezionato la sorpresa dell’Europeo facendo godere la Svizzera”.

“Una capocciata da signore dell’area, una stangata che ha riaperto il match - prosegue l’articolo - Quando è stato sostituito, esausto, nel primo tempo supplementare, la standing ovation e le pacche sulle spalle della panchina hanno regalato in eurovisione l’immagine di un uomo felice”.

“Petkovic è l’uomo dei successi, non solo sportivi”
“È il miglior allenatore della storia della nazionale elvetica, con una media punti di 1,80 a partita”, inizia così l’omaggio a Vladimir Petkovic, commissario tecnico della nostra Nazionale dal 2014.

“Petkovic ha fatto la storia - si legge ancora sulla Gazzetta - Ha eliminato la Francia campione del mondo in carica, ha portato la Svizzera, per la prima volta, ai quarti di finale di un Europei, ha fatto sì che la sua squadra fosse un gruppo unito. Granitico”.

Vlado in passato è stato criticato per essere taciturno e distaccato dai media. “A primo impatto Petkovic può sembrare burbero e scontroso (...) Ma chi lo conosce sa che ha un cuore d’oro. Il calcio per lui è sempre stato importante, ma è convinto che la vita vera sia un’altra. Per questo Petkovic, nato a Sarajevo, che ha conosciuto anche la guerra, è sempre stato propenso ad aiutare gli altri”.

“Nei suoi primi anni di allenatore - spiega la Rosea - quando l’impegno non era ancora così gravoso, fissava appositamente gli allenamenti di pomeriggio perché la mattina lavorava con la Caritas. Vendeva mobili, vestiti e libri, e quel che incassava veniva donato interamente in beneficenza”.

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